<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7106097055654099039</id><updated>2012-02-15T23:54:08.665-08:00</updated><title type='text'>LA MIA MUSICA</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://musicaesax.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7106097055654099039/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://musicaesax.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Salvatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13672927348502484927</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>5</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7106097055654099039.post-4241819366791281474</id><published>2007-07-07T05:43:00.000-07:00</published><updated>2007-07-07T05:47:46.906-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Claudio Baglioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Claudio Enrico Paolo Baglioni nasce il 16 maggio 1951, nella clinica V&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZQaK4th4ED0/Ro-LYTphn4I/AAAAAAAAAAk/wIJLIJoyKXs/s1600-h/rrr.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5084435754032144258" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZQaK4th4ED0/Ro-LYTphn4I/AAAAAAAAAAk/wIJLIJoyKXs/s200/rrr.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;illa Bianca di Roma, figlio unico del sottufficiale dei carabinieri Riccardo Baglioni e della sarta Silvia Saleppico.Deciso più che mai ad intraprendere la carriera di cantante, partecipa al Festival degli sconosciuti di Arriccia arrivando in semifinale.Nell'autunno si propone nell'ambito di uno spettacolo di varietà al cinema-teatro Espero di Roma, famoso anche per gli spogliarelli. Tra le varie esibizioni Baglioni canta una versione alla Ray Charles di Yesterday, brano che interpreterà sovente nelle feste di paese.Il giovane Claudio si sente pronto al grande passo e a fine anno propone un suo provino alla RCA. L'allora direttore artistico della casa discografica Ettore Zeppegno, scartandolo sentenzia: "Tanto questo non farà mai niente".In primavera il cantante si unisce al complesso beat Les Images formato da ben sette chitarristi.A luglio partecipa al concorso Fuori la voce presentato da Pippo Baudo.Si presenta per la seconda volta al Festival degli sconosciuti tenuto a Lugano in Svizzera e si guadagna un buon secondo posto grazie a "Yesterday" di Lennon e McCartney (interpretata alla maniera di Ray Charles) e ad "Annabel Lee". Questa è la primissima canzone composta da Baglioni ed è ricavata dalla omonima poesia di Edgar Allan Poe.Baglioni si reca a Milano e realizza nuovi provini per la Ricordi. La casa discografica appare interessata, ma nonostante ciò il cantante non riesce ad incidere nulla.Prende parte ad un esperimento di teatro cantato: girando le borgate col collettivo Studio 10 interpreta messaggi di denuncia sociale e canzoni di protesta servendosi di brani famosi (dei Beatles, di Bertold Bretch), di poesie (Neruda, Pavese, Tagore) e di composizioni di Bach. L'impresa naufraga perché viene seguita solamente dai parenti e dagli amici dei componenti del gruppo.1969Ritenta la sorte presso la RCA: l'esito è positivo e il cantautore incide diversi brani tra cui Notte di Natale.Il 26 ottobre ottiene finalmente un contratto con la RCA, ma essendo ancora minorenne è necessario il permesso firmato del padre.1970Ad aprile la RCA pubblica il primo 45 giri: "Una favola blu - Signora Lia" prodotto da Antonio Coggio.Prende parte ad Un disco per l'estate con "Una favola Blu" di Morina - D'Ercole - Melfa - Vicari, arrangiata da Maurizio De Angelis. La canzone però non raggiunge le semifinali. Con "Signora Lia" composta da Scartocci - Baglioni e arrangiata da Ruggero Cini, partecipa alla sezione giovanile del Festivalbar. Le giurie non portano particolare attenzione al brano, ma i critici gli assegnano il premio Moneta teen come miglior emergente.Inaugura a Lignano Sabbiadoro il suo primo giro estivo nelle balere dove si esibisce da solo alla chitarra e con un registratore.L'8 settembre il neo-geometra Claudio Baglioni presenta il suo secondo 45 giri "Notte di Natale - Isolina" alla Mostra internazionale della musica leggera di Venezia. Vi partecipa nel girone dei giovani concorrendo per la Gondola d'oro con il brano "Notte di Natale". La giuria lo confina all'ultimo posto.Molte delle canzoni che intanto Baglioni aveva scritto trovano spazio nel primo 33 giri, "Claudio Baglioni". Il disco venderà un migliaio di copie e verrà ritirato dal commercio.In ottobre partecipa alla Caravella dei successi di Bari sempre con "Notte di Natale" arrivando ultimo: i commenti della stampa sono pesanti, Baglioni viene definito "cantore di cose isteriche, tristissime e senza senso".Neo-cantautore esordisce con i primi e rarissimi episodi di autore non interprete. Escono due 45 giri con etichetta RCA contenenti rispettivamente "Ci crederesti se..." cantata dai The Showmen e "Addio città vecchia" cantata da Valeria Mongardini.Per sopravvivere, Baglioni si occupa dei provini per alcuni veterani.1971È l'anno più ricco di collaborazioni esterne: ricordiamo infatti le canzoni scritte per Rita Pavone ("Se... casomai...", "L'amore è un poco matto" e "La suggestione") e per Mia Martini (diversi brani del disco "Oltre la collina").In marzo attua un'unica parentesi cabarettistica al Sancarlino con la compagnia dei Rugantini. Inserisce nello spettacolo una prima versione di "Ninna nanna nanna ninna" con testo di Trilussa e "Sisto V", entrambe con musica diversa rispetto alle versioni poi apparse su disco.Ad aprile, durante la Mostra dell'Elettronica a Roma, conosce Paola Massari, sua futura moglie e collaboratrice.A maggio la RCA pubblica un singolo dal titolo "Io, una ragazza e la gente" e "... E ci sei tu".In luglio partecipa alla trasmissione di Pompeo De Angelis Speciale 3 milioni ottenendo un discreto successo. In quella trasmissione Baglioni cantò anche "Cincinnato" e "In viaggio", quest'ultima scritta per l'occasione, il giorno stesso della registrazione.A settembre Baglioni è chiamato a rappresentare l'Italia al Festival della canzone internazionale di Sopot in Polonia e vince il premio della critica.Sempre a settembre, sull'onda del successo ottenuto con la trasmissione Speciale 3 milioni, la RCA stampa "Un cantastorie dei giorni nostri". L'uscita del disco sancisce la decisione della RCA di eliminare definitivamente "Claudio Baglioni" dai cataloghi e le copie in giacenza vengono destinate al macero.In inverno "Notte di Natale", viene censurata dalla Rai, perché considerata blasfema.Il cantautore incide alcuni brani di altri autori da inserire in compilation tratte dal Festival di San Remo e destinate principalmente al mercato estero: "Bianchi cristalli sereni", "13 storia d'oggi" e "Com'è dolce la sera". I brani sono stati cantati anche in spagnolo.1972In gennaio Baglioni si improvvisa attore e recita la parte di un hippie pacifista nel film per la tv "Ipotesi sulla scomparsa di un fisico atomico", regia di Leandro Castellani. Il cantante ripropone "In Viaggio" in una scena del film.Sempre in gennaio, su un 45 giri (velocità 33) dimostrativo fuori commercio della RCA per la serie Disco refrain appare, insieme ad altri nove brani di vari interpreti, un assaggio di un minuto circa di "Qualcuno". La canzone, firmata da Castellani e Fabor, è tratta dalla commedia musicale Orfeo in paradiso.In febbraio la versione francese di "La suggestione" intitolata "Bonjour la France" vende in Francia mezzo milione di copie rilanciando nel mercato francese la Pavone.Sempre in febbraio acquista Camilla, la Citroen 2cv gialla che compare nella copertina del disco "Gira che ti rigira amore bello".La RCA affida a Baglioni l'interpretazione vocale dei tre brani della colonna sonora del film "Fratello Sole, Sorella Luna" di Franco Zeffirelli: "Fratello sole sorella luna", "Preghiera semplice" e "Canzone di San Damiano".Sempre su commissione della RCA Baglioni incide sia in italiano, sia in spagnolo "Non voglio innamorarmi mai" e "Se non fosse tra questa mie braccia la inventerei" tratte dal Festival di San Remo di quell'anno.A marzo iniziano le registrazioni di "Questo piccolo grande amore", arrangiato da Tony Mimms, probabile disco doppio inteso come gran finale di una breve carriera.Durante l'estate abbandona la sala d'incisione e si dedica ad un tour di due mesi in Polonia nel quale vengono apprezzate particolarmente "Fratello sole e sorella luna" e la richiestissima "La famiglia dei gobon". Di ritorno dalla Polonia, completa i testi di "Questo piccolo grande amore" con l'intenzione di realizzare un concept-album seguendo le influenze del rock progressivo e le mode del momento. Vi impiega soli sette giorni e il brano "Questo piccolo grande amore" piace molto ai discografici, anche se Riccardo Michelini, l'allora direttore artistico della RCA, ascoltandolo, dichiara: "È una buona facciata B".Il 27 agosto cominciano le registrazioni del disco.Con un po' troppa fretta la RCA pubblica il 45 giri del pezzo contenente sul lato B "Caro padrone", un brano composto all'ultimo momento appositamente per il 45 giri, e destinato originariamente ad essere addirittura il lato A.Il 30 settembre esce il 33 giri e i discografici all'ultimo momento bloccano la produzione della prima versione del 45 giri e pubblicano una nuova versione del singolo con "Porta portese" nel lato B al posto di "Caro padrone".La RCA indice una mini tournée promozionale dal titolo "Free dimension" durante la quale si attua una vera e propria interpretazione teatrale del disco. Oltre a Baglioni partecipano alla tournée altri giovani emergenti di notevole interesse: Riccardo Cocciante, Fiorella Mannoia in coppia con Memmo Foresi e i Cyan.Sempre del 1972 è il tentativo di collaborazione con Nada. Baglioni le cede due canzoni, una prima versione di "Chissà se mi pensi" e "Me so' magnata er fegato", ma la cantante utilizzerà i provini del novembre '72 soltanto nel 1994 inserendoli in "Malanima". Da notare che "Me so' magnata er fegato" era stata scritta per Monica Vitti, ma il primo a pubblicarla fu Gigi Proietti in un 45 giri del 1975 adattando il titolo al maschile: "Me so' magnato er fegato".1973La Rai organizza un'intera puntata televisiva del programma Tutto è pop, dove Baglioni con alcuni amici propone una versione musical di "Questo piccolo grande amore".Baglioni diretto da Pompeo De Angelis gira un film. Le tre ore circa di filmati non verranno però poi montate. In questo video a lunga durata vengono rappresentate alcune scene raccontate poi in "Gira che ti rigira amore bello". Viene ripreso anche lo spettacolare incendio di Camilla.L'attesa del dopo "Questo piccolo grande amore" è tanta che a maggio esce "Gira che ti rigira amore bello" con copertina provvisoria interamente bianca. Pochi giorni dopo viene messo in commercio la versione con la copertina regolare. Anche in questo caso, come per il disco precedente, l'arrangiamento è stato curato da Tony Mimms.Esce anche il 45 giri "Amore bello - W l'Inghilterra".In primavera da Napoli inizia il primo tour dove per l'occasione Claudio è accompagnato da un gruppo di musicisti inglesi.Il 4 Agosto si sposa a Roma con Paola Massari.1974In gennaio lo speciale tv Ritratto di un giovane qualsiasi ripropone alcuni spezzoni dei filmati tratti da "Gira che ti rigira amore bello" e tra un'intervista e l'altra Baglioni regala al suo pubblico due piccole perle prive di titolo, battezzate "C'è un vecchio bar nella mia città" e "Dov'è andata Valentina".A febbraio Gianni Nazzaro canta all'insaputa dell'autore "A modo mio" a San Remo: l'episodio è un evidente simbolo dello strapotere delle case discografiche sui musicisti.Dall'iniziale progetto di realizzare un'opera rock, dal titolo L'isola di Dudù Malot, nasce la collaborazione con il musicista greco Vangelis Papathanassiou, ex Aphrodite's Child al fianco di Demis Roussos. A Parigi iniziano la realizzazione di "E tu...", disco rivoluzionario con arrangiamenti all'avanguardia.Esce anche il 45 giri "E tu... - Chissà se mi pensi".Baglioni vince il suo primo Disco d'oro.A settembre "E Tu..." vince il Festivalbar ad Asiago venendo incoronato come disco più gettonato dell'estate.1975In primavera Baglioni attua una rapida puntata in Germania (Monaco, Amburgo, Francoforte) per una serie di apparizioni televisive e di spettacoli dal vivo.Esce il 45 giri "Sabato pomeriggio - Poster". Entrambe le canzoni presentano lievi differenze rispetto a quelle del 33 giri.In luglio appare l'album "Sabato Pomeriggio", arrangiato da Luiz Enriquez Bacalov. Il disco arriva al primo posto delle classifiche spagnole.Due mesi di tour in Sudamerica: Argentina, Brasile, Perù, Venezuela e Messico.In agosto durante la trasmissione Senza Rete Baglioni tiene un mini concerto per la televisione. Da notare l'interpretazione di "Marinette", versione italiana di una canzone francese di Georges Brassens.A settembre al Festivalbar, che si tiene all'Arena di Verona, fuori gara canta "Poster".1976Vana attesa del nuovo disco di Baglioni. Si riesce soltanto a sapere che il disco è in preparazione e che per la prima volta lui sarà l'unico autore delle canzoni, non più coadiuvato da Antonio Coggio per le musiche, nonché produttore e arrangiatore. 1977Gennaio - Escono il 33 giri "Solo" e il 45 giri "Solo - Quante volte". Per gli arrangiamenti Baglioni è stato aiutato da Toto Torquati.Aprile - Tour negli Stati Uniti e in Canada.Prima lunga tournèe teatrale cui segue un tour estivo negli stadi.Inverno - Si conclude burrascosamente il contratto con la RCA. Malgrado le polemiche, il fatto contribuisce a modificare lo statuto contrattuale della categoria cantanti, creando il primo di una lunga serie di precedenti.1978A dicembre esce "E Tu Come Stai?", arrangiato da Ruggero Cini; l'album è stato realizzato in Francia.La CBS pubblica anche il 45 giri "E tu come stai? - Con te".Baglioni autore firma con lo pseudonimo Cucaio due brani degli Extra (di cui fa parte Walter Savelli), anch'essi appartenenti alla scuderia CBS. Vengono pubblicati su un 45 giri: "Come sei - Vengo Via". "Come sei" è l'adattamento in italiano di "Just the way you are" di Billy Joel.1979A marzo, durante il tour nei Palasport, l'album "E tu come stai?" viene sequestrato in tutti i negozi a causa di una disputa tra la CBS e la RCA.In inverno a Parigi Baglioni realizza e promuove la versione francese di "E tu come stai?". L'album in francese si intitola "Un peu de toi".Con lo pseudonimo Cucaio Baglioni firma un nuovo 45 giri degli Extra: "La mia canzone per te - Maria Maddalena".1980A gennaio viene pubblicata la versione spagnola del disco "E tu come stai?" per il lancio sia in Spagna sia in America latina.Vince il disco d'oro per "E tu come stai?".1981A giugno esce "Strada Facendo - canzoni e una piccola storia che continua". Il disco è arrangiato da Geoff Westley.A seguito del disco Baglioni si cimenta in un mini tour nei palasport di due settimane diviso in sedici tappe.1982Il 19 maggio nasce a Roma Giovanni Baglioni.Dal 9 giugno a Londra in due soli giorni "rubando" lo studio a Paul McCartney, Claudio incide il 45 giri "Avrai" dedicandolo al figlio. L'arrangiamento è ancora di Geoff Westley.Esce edito dalla RCA la raccolta "Il tempo dell'amore" contenente "Com'è dolce la sera".In estate comincia da Genova "Alé-oó", il primo grande tour di Baglioni.Baglioni vince il disco di platino per "Strada Facendo".Il 6 dicembre a Domenica in si esibisce dal vivo improvvisando nella rubrica A Gentile Richiesta.Per Natale esce il doppio album dal vivo "Alé-oó", che conquisterà ben sette dischi di platino.La Rai manda in onda due puntate di due ore col resoconto del tour."Avrai" viene premiata con il telegatto.1983Il settimanale TV Sorrisi e Canzoni nomina Baglioni come uno dei nuovi Sette Re di Roma. Gli altri sono Sordi, Gassman, Andreotti, Falcao, Fellini e Valentino.1984Il 15 maggio si esibisce all'Arena di Verona davanti a 20.000 irriducibili messi duramente alla prova da un violento acquazzone.1985Il 6 gennaio la giuria di Fantastico proclama la canzone "Questo piccolo grande amore" come la più bella canzone d'amore italiana del secolo. La premiazione viene effettuata durante la serata finale del Festival di San Remo, durante la quale Baglioni, unico ospite italiano fuori gara, esegue dal vivo la canzone.A maggio cominciano le prenotazioni di "La vita è adesso - Il sogno è sempre". Il titolo previsto era: "Un bar sulla città".A giugno esce l'album "La vita è adesso - Il sogno è sempre". Arrangiamenti di Celso Valli.Sull'onda del successo, la RCA pubblica il doppio album di grandi successi "Claudio" che contiene "In viaggio" (mai prima pubblicata) e altri brani presenti nel primo album di Baglioni mandato al macero.Il 22 giugno Baglioni comincia una tournée di 54 date partendo da Cagliari.Baglioni viene scelto dalla CBS per musicare una poesia di Garcia Lorca. In ricorrenza del cinquantenario della morte del poeta sarebbe dovuto uscire un disco contenente diverse poesie musicate da artisti di diverse nazioni - alcuni esempi: Dylan, Cohen. Il progetto però non viene realizzato.Vince il telegatto cantando "La vita è adesso".Il 19 ed il 20 settembre tiene un doppio concerto allo Stadio Flaminio di Roma. La seconda serata viene trasmessa in diretta televisiva, un vero precedente per un concerto di musica leggera.Vengono riprodotti in supporto CD tutti gli LP della RCA escluso "Claudio Baglioni".Il 5 Ottobre, durante la trasmissione Fantastico 6 Baglioni esegue dal vivo "Amori in Corso" (in collegamento dal bar dello Zodiaco) e "Notte di note, note di notte" (da solo nello studio televisivo).In dicembre esce nelle librerie "Notti di Note" edito da Rusconi, primo libro ufficiale su Claudio Baglioni.1986A maggio nello stadio di Lecce parte in via sperimentale il tour di Assolo.A settembre si conclude la tournée.A novembre presenta in anteprima durante la trasmissione Fantastico 7 condotta da Pippo Baudo, la canzone "Il sogno è sempre".Sempre a novembre esce il triplo album "Assolo".1987Nel febbraio esce il libro "Assolo Non solo", edito sempre da Rusconi. Si tratta di un lungo spartito musicale progettato al computer, che riproduce le esecuzioni dal vivo di Baglioni.Canta, accompagnandosi al pianoforte, "Uomini Persi" con la London Synphony Orchestra diretta da Lorin Maazel al Palasport di Bologna.1988Escono il vinile ed il CD di "Claudio Baglioni", il primo disco di Baglioni eliminato dal commercio nel 1970.A maggio inizia la lavorazione di un nuovo album negli studi Real World di Peter Gabriel.L'8 settembre presso lo stadio Comunale di Torino, nella tappa italiana di Human Rights Now Baglioni canta diverse canzoni, tra cui "Ninna nanna nanna ninna" con Peter Gabriel e "Chimes of Freedom" con Springsteen, Sting, Chapman, Gabriel e Youssou N' Dour. Durante la performance subisce una dura contestazione. Radio Rai trasmette il concerto in diretta.In un numero estivo del giornalino Topolino viene pubblicato un articolo dedicato a Baglioni nel quale si parla della presunta uscita del futuro disco dal titolo "A presto".1989A fine anno viene proposta la prenotazione dell'album "Un mondo più uomo sotto un cielo mago".1990In ottobre la Radio Rai trasmette in anteprima "Dagli il via" seguita qualche settimana dopo da Io dal mare.Il 15 novembre Baglioni, reduce da un brutto incidente automobilistico, si concede alle domande di Maurizio Costanzo in una puntata speciale del suo show con il cantante come unico ospite. Oltre a "Questo piccolo grande amore" canta "Tieniamente", accompagnandosi da solo al pianoforte.Il 16 novembre esce dopo quasi un anno dalle prenotazioni il doppio "Oltre - Un mondo uomo sotto un cielo mago". Arrangiato di nuovo da Celso Valli. Il primo giorno vengono vendute 200.000 copie, 350.000 nella prima settimana, 100.000 la seconda settimana: il disco vola al primo posto in classifica, posizione che mantiene per cinque settimane. Ad oggi risultano vendute 750.000 copie tra CD, LP e musicassette.Alcune televisioni mostrano il bellissimo video di "Dagli il via" nato per pubblicizzare il lancio di "Oltre" all'estero. La versione della canzone è più corta dell'originale.1991Tra gennaio e febbraio Baglioni suona a sorpresa in alcune discoteche.Il 16 marzo il cantautore attraversa le periferie romane cantando su di un camion. La partenza avviene nella piazza di Centocelle dove aveva fatto nel 1964 la sua prima apparizione.Il 22 aprile al Teatro dell'Opera di Roma, interpreta "Tamburi Lontani" con la banda dei Carabinieri.Il 23 aprile ritorna al Palaeur di Roma dopo dieci anni con il concerto "Insieme contro la droga".Nel giugno Baglioni prova il lancio di "Oltre" in tutta Europa, Giappone e America Latina.Il 3 e il 4 luglio Baglioni propone "Oltre una bellissima notte". La prima serata in diretta tv viene seguita da più di 7.000.000 di spettatori. Nelle previsione ci sarebbe dovuta essere una sola data allo Stadio Flaminio di Roma, ma per venire incontro alle esigenze dei fans si è organizzata la replica.Il numero di ottobre della rivista Max regala un mini Cd dal titolo Anteprima tour '91 registrato a Cinecittà per il concerto del 3 luglio.Ad ottobre Baglioni gira l'Italia cantando su una sorta di palazzetto dello sport viaggiante in grado di ospitare seimila persone. Da questo tour è stato realizzato uno speciale televisivo intitolato Quando la banda passò.A dicembre esce la videocassetta "Oltre una bellissima notte" in cui è contenuto il concerto del 3 luglio.1992Il 28 gennaio parte da Firenze il nuovo tour.Tra gennaio e maggio Baglioni gira i vari palasport d'Italia con lo spettacolo "Oltre il concerto".Viene pubblicato in Spagna "Oltre" contenente 10 canzoni sei delle quali in italiano. Le rimanenti quattro sono "Dale vía" - "Yo, del mar" - "Mañana nunca" - "Nosotros no".Su Canale 5 viene trasmessa in collegamento dalla Spagna "Nosotros no", la versione in spagnolo di "Noi no".Il 15 luglio esce "Assieme - oltre il concerto" raccolta dei migliori pezzi live eseguiti durante la tournée.Viene premiato con il Grammy Europeo per l'Italia.La rivista Tutto musica regala una cassetta contente "Dov'è Dov'è" remix realizzata da Tuttiassieme.Sino ad ottobre Baglioni gira diverse località di villeggiatura con il concerto Assieme sotto un cielo mago.A settembre, eseguendo "Noi no" sotto la pioggia, viene premiato a Vota la voce con il Telegatto una vita per la musica. Il premio gli viene consegnato da un emozionatissimo Paolo Vallesi.A novembre esce "Ancorassieme".A dicembre un insolito Baglioni partecipa alla trasmissione Sorrisi 92 condotta da Gianni Morandi e, assieme a Enzo Jannacci e Gino Paoli, si cimenterà nell'interpretazione di diversi brani famosi.Successivamente sarà ospite a sorpresa nella divertente trasmissione in due serate di Adriano Celentano Svalutation. Notevoli le interpretazioni di "Mille giorni di te e di me" alla tastiera e di "Io dal mare" con la chitarra. Segnaliamo anche le interpretazioni di alcuni successi di Celentano assieme ai vari ospiti.1993Baglioni autore firma "Canzonaccia" di Paolo Rossi e Giampiero Solari.1994Il 31 agosto vengono inaugurati i Campionati del Mondo di Nuoto nella piscina del Foro Italico di Roma, e Baglioni presenta l'inno ufficiale "Acqua nell'acqua" e una sua personale versione di "Nel blu dipinto di blu" in ricordo di Domenico Modugno. La canzone verrà poi pubblicata leggermente modificata in "Io sono qui", uscito l'anno successivo.1995Il 23 settembre viene presentato al pubblico il primo singolo dell'album "Io sono qui" accompagnato da un concerto gratuito a Castelluccio di Norcia, primo di una breve serie, denominata "Tour Giallo", conclusasi dopo pochi giorni con uno spettacolare concerto gratuito al Lido di Ostia, a Roma.Baglioni crea l'associazione culturale "CLAB".Il 26 settembre esce "Io sono qui - tra le ultime parole d'addio e quando va la musica" contenente la versione modificata di "Acqua nell'acqua". Gli arrangiamenti sono curati dallo stesso Baglioni con Paolo Gianolio, Tommaso Vittorini e Pasquale Minieri.Ospite della trasmissione Mixer giovani, il cantautore risponde alle varie domande proposte dai ragazzi in studio.Canale 5 trasmette in prima serata il video musicale di "Io sono qui".Il 28 dicembre Baglioni si cimenta nel Primo Raduno Nazionale CLAB.1996Nasce il primo sito Internet ufficiale di Claudio Baglioni.Nel mese di luglio a Ficulle si svolge il Secondo Raduno Nazionale CLAB.Parte in inverno lo spettacolare "Tour Rosso". Nei palasport di tutta Italia lo show registra un totale di circa 420.000 persone. Assieme ad una serie di ballerini, il cantante propone una rappresentazione pseudo-teatrale di tre ore circa. Peculiarità non trascurabile: due musicisti per ogni strumento.Alcune televisioni trasmettono il video del brano "Bolero".Il 16 maggio festeggia il compleanno e la nascita di TMC2. Durante la trasmissione di Red Ronnie interpreta per la prima volta una versione live di "Nudo di donna".A fine estate prende il via il breve "Tour Giallo Elettrico". Baglioni ed il suo gruppo girano l'Italia proponendo uno spettacolo itinerante su di un Camion Giallo.Il fumetto "Le vie dei colori" di Tiziano Sclavi viene allegato al numero di Ottobre della rivista Tutto musica. Protagonista è ovviamente Dylan Dog.Il 27 ottobre Baglioni partecipa al World Day Food Concert di Roma organizzato dalla FAO. Esegue, tra l'altro, assieme a diversi interpreti la sigla di chiusura da lui composta dal titolo "Koiné".Dai vari tours nascono un doppio album Live, "Attori e Spettatori" ed un doppio video "Claudio Baglioni nel rosso".Per la promozione radiofonica viene stampato un cd singolo fuori commercio contenente la sola "Questo piccolo grande amore" in una versione da sala d'incisione.La Rai trasmette Parole e musica: un anno con Claudio Baglioni. Lo speciale mostra diversi spezzoni dei concerti realizzati durante l'anno.Il 3 dicembre al Piper di Roma, in ricorrenza del venticinquesimo anniversario della canzone "Questo piccolo grande amore" viene proposta in diretta televisiva su Canale 5 e radiofonica su Radio Dimensione Suono Network la presentazione della nuova versione del pezzo. Il breve concerto "Amori in corso" verrà poi ritrasmesso sempre da Canale 5 e da RDS in differita.Esce il CD Singolo "Notte di Natale" contenente per la prima volta in supporto compact disc i brani del 45 giri datato 1972 "Fratello sole e sorella luna".Il 24 dicembre, innanzi al Papa, Baglioni canta "Avrai" durante il Concerto di Natale al Vaticano. L'interpretazione verrà inserita in un CD triplo assieme alle varie canzoni presentate durante la serata.Per festeggiare la fine dell'anno, il 31 dicembre a Cinecittà Baglioni esegue "Noi no (noi mai più)" proponendola come colonna sonora di un suggestivo video.1997Tra gennaio e febbraio Baglioni presenta insieme a Fabio Fazio "Anima Mia", un divertente programma basato sugli anni settanta. Le quattro serate previste diventano cinque, grazie all'enorme successo riscosso. Durante le varie performance Baglioni si cimenta in alcuni duetti con diversi cantanti (Pelù, Jovanotti, ecc...).Esce il CD "Anime in gioco" contenente le re-incisioni dei migliori pezzi eseguiti durante la trasmissione. Il lavoro racchiude diverse collaborazioni (Vecchioni, Jannacci, Berti, Cugini di Campagna e tanti altri) e non contiene nessun brano composto da Baglioni."Anima mia" viene premiata come migliore trasmissione dell'anno.Il 7 giugno 1997 Baglioni si esibisce allo stadio centrale del tennis nel Foro Italico di Roma per il Terzo Raduno Nazionale CLAB davanti ad oltre settemila persone provenienti da tutta Italia. Per i soli Clabbers sarà disponibile un CD contenente il resoconto dell'evento.Esce per i soli Clabbers la videocassetta "'51 Montesacro" contenente il Primo Raduno Nazionale di CLAB datato 28 dicembre 1995. La cassetta contiene diversi inediti tra cui Annabel Lee, la prima canzone composta da Baglioni e mai pubblicata.Ad inizio campionato di calcio, per la trasmissione "Quelli che il calcio" di Fabio Fazio, canta l'"Inno dell'Atletico Van Goof" che Fabio Fazio presenta come composizione del cantautore. Alcune riviste dichiareranno che il testo è invece di Fazio e Galeotti.Esce in edicola pubblicata dall'Unità la videocassetta "Il meglio di Anima mia" - l'U cult n. 4 Rai trade. Lo stesso filmato era stato trasmesso dalla Rai sull'onda del successo della trasmissione.Il giornalista del Tg2 Michele Bovi dopo aver ricevuto alcuni nastri in maniera anonima, manda in onda durante il telegiornale un'intervista a Baglioni con in sottofondo: "Ci fosse lei" la prima versione composta tra il 69 ed il 70 di "Questo piccolo grande amore".Viene pubblicato "Diario Baglioni" una compilation della Bmg Ricordi - ex RCA - contenente, oltre a parecchi successi, alcuni pezzi mai pubblicati su CD ("Bianchi cristalli sereni", "Se non fosse tra queste mie braccia la inventerei", "Com'è dolce la sera", "13 Storie d'oggi"). Da notare anche "Non voglio innamorarmi mai" precedentemente pubblicata su un doppio CD di successi anni 70, dal titolo Radio 70 e le versioni tratte dai 45 giri di "Porta Portese", "Questo piccolo grande amore" e "Poster".Sempre Michele Bovi propone sia in Tv sia in radio un breve pezzo del provino eseguito da Baglioni di "Come stai?" la celebre canzone di Domenico Modugno.1998Il 12 febbraio la trasmissione Canzoni segrete di Michele Bovi propone una breve porzione del brano "La suggestione" scritto da Baglioni per Rita Pavone.Il 31 marzo è il termine per i Clabbers relativo alla prenotazione del Mini Cd contenente "Noi no (noi mai più)", "Koiné", "Canto e In viaggio. Tutti i brani hanno arrangiamenti differenti dalle versioni originali.Il 13 aprile Canzoni segrete II regala un assaggio di Calambala - prima versione di Miramare - e di Mi son mangiato il fegato, nonché alcuni minuti di un lungometraggio in bianco e nero girato nel 1973, ma mai montato.Il 22 aprile al Tardini di Parma prima della amichevole Italia - Paraguay, accompagnato da un'orchestra sinfonica, Baglioni canta Da me a te, l'inno composto appositamente per celebrare un secolo di calcio in Italia.Il 15 maggio, la terza edizione di Canzoni segrete propone ulteriori spezzoni del lungometraggio supportati da due porzioni di inediti canori: La mia vita - prima versione de Io una ragazza e la gente - e Amore… Amore… Amore… Un corno! - scritta per Mia Martini nel 1971.Il 18 maggio comincia la trasmissione radiofonica Mezzogiorno con Claudio Baglioni. Il cantautore racconta in pochi minuti - dal lunedì al sabato - brevi episodi della sua vita.Il 19 maggio la Rai trasmette il cortometraggio Un cavaliere bianco e nero.Diverse radio propongono il promo di Da me a te nella versione più breve.Il 25 maggio in allegato a La gazzetta dello sport esce il mini Cd contenente la versione integrale di Da me a te.Esce l'atteso libro illustrato Un cavaliere bianco e nero.Il 5 giugno esce il miniCD di Da me a te. Contiene 12 versioni diverse dello stesso brano.Il 6 ed il 7 giugno Baglioni realizza un sogno inseguito da moltissimo tempo, cimentandosi in un doppio concerto evento allo Stadio Olimpico di Roma. L'idea originaria ne prevedeva uno solo, ma la risposta del pubblico ha richiesto l'aggiunta di una seconda data. La prima serata di Da me a te: dalla città allo stadio viene trasmessa in televisione da Raidue.Sullo sfondo una breve polemica con Eros Ramazzotti - anch'egli in concerto all'Olimpico la settimana successiva - subito risoltasi.L'enorme successo del concerto-spettacolo fa sì che altre città offrono di ospitare nei loro stadi eventuali ripetizioni del concerto.Il 9 luglio il concerto viene effettuato allo Stadio Meazza di San Siro a Milano. Anche in questo caso il concerto viene interamente trasmesso in diretta da Raidue.Il 13 agosto tocca allo stadio La Favorita di Palermo.Il 16 settembre Radio Dimensione Suono trasmette per intero, per la prima volta, Arrivederci o addio, unico inedito di un'antologia di imminente uscita. La canzone era stata presentata la sera precedente al Tg2 in anteprima.Il 24 settembre esce il triplo CD A-live - Antologia dal vivo. I primi due CD sono una raccolta di canzoni tratte dai precedenti dischi dal vivo. Il terzo CD è invece composto da canzoni eseguite durante la tournée estiva negli stadi. In questo terzo CD vi è anche la versione da studio dell'inedita Arrivederci o addio.Quarto e ultimo appuntamento per il concerto-spettacolo Da me a te, il 26 settembre allo stadio San Paolo di Napoli. Il concerto era previsto inizialmente per il 12 settembre.Il 6 ottobre partecipa, in qualità di ospite d'onore, alla prima puntata di Taratatà su Raiuno.Il 12 ottobre effettua un concerto di beneficenza al Teatro Sistina di Roma.1999Il 12 Giugno organizza il Quinto Raduno CLAB a Cinecittà. Canta per oltre sette ore e mezzo, da solo o con alcuni gruppi musicali, tra cui i Chiodofisso (tra i cui membri compare anche il figlio Giovanni).Nella metà del mese di ottobre, in una conferenza stampa, annuncia, insieme a Fabio Fazio, la nascita di un nuovo programma televisivo, "L'Ultimo Valzer", un varietà di 6 puntate che andrà in onda a partire dal 5 novembre.Il 30 ottobre presenta il suo nuovo disco ("Viaggiatore sulla coda del tempo"), con un'iniziativa spettacolare, originale e unica nel suo genere: a bordo di un ATR-42, vola da Firenze a Milano, a Napoli e infine a Catania in una sola giornata. La presentazione avviene all'interno degli hangar degli aeroporti delle quattro città di fronte a 2000 persone (500 per ogni hangar).Il giorno successivo, il 31 ottobre, presenta il suo nuovo lavoro in occasione di un raduno CLAB appositamente organizzato al Palazzo del ghiaccio di Marino, nei pressi di Roma, di fronte a migliaia di fans accorsi da tutta Italia.Il 5 novembre prende il via "L'Ultimo Valzer", il varietà annunciato il mese precedente. Il programma vedrà Baglioni impegnato in performances musicali da solista o in duetto con altri cantanti (Dalla, Venditti, Consoli, 883, ecc.).Subito dopo l'uscita del nuovo album, Baglioni è ospite di varie radio per promuovere il disco stesso.A distanza di pochissimi giorni, esce il primo video del nuovo disco, tratto dal brano "Cuore di aliante". Il videoclip viene presentato al telegiornale di Raidue, nell'edizione del giorno.A distanza di qualche settimana, esce il secondo video del disco, associato al brano "Stai su". Il video verrà presentato, insieme ad un'intervista, a "Costume e società", rotocalco del TG2.Il 19 dicembre è ospite della trasmissione "Quelli che il calcio", di Fabio Fazio. Qui presenta "Cuore di aliante", il brano-guida del suo ultimo disco, con un nuovo e diverso arrangiamento. In una breve intervista, inoltre, Baglioni annuncia la sua presenza in Piazza San Pietro, a Roma, per il concerto di Capodanno.È ospite di "Carramba che fortuna" su Raiuno, trasmissione condotta da Raffaella Carrà. Qui canta, con un nuovo, ennesimo riarrangiamento, "Cuore di aliante". In quel momento, lo share della trasmissione è di 13 milioni di telespettatori.Il 31 dicembre, in una Piazza San Pietro gremita di centinaia di migliaia di persone, Baglioni canta alcuni brani poco prima e subito dopo la mezzanotte, ovvero "La vita è adesso", "Strada Facendo", "Cuore di aliante", "Noi no", "Ninna nanna nanna ninna", "Fratello sole sorella luna", quest'ultima insieme a Filippa Giordano. Inoltre canta "Ave Maria" (sempre con la Giordano), "Oh happy day" con un gruppo gospel e "Avrai", eseguita davanti al Santo Padre.2000Domenica 12 marzo, è ospite di Fabio Fazio alla trasmissione "Quelli che il calcio". In collegamento dal Palazzetto dello sport di Firenze, da dove sta provando il suo nuovo tour, Baglioni canta "Stai su".Il 15 marzo parte da Firenze il nuovo tour, "Tour Blu - Il Viaggio, Tour 2000", nei palasport d'Italia, ispirato al suo ultimo disco. È un tour monumentale, ipertecnologico, che impegnerà Baglioni per 3 mesi. Una delle tantissime novità è che le date nelle varie città vengono aggiunte in base alla richiesta del pubblico. In alcune città (Milano, Firenze e Roma, ad esempio) Baglioni si fermerà per 5 serate.Parallelamente al tour, vengono organizzate dodici conferenze stampa ("Racconti intorno al fuoco") in varie città, con l'intento di approfondire alcune tematiche legate al suo ultimo disco.Ad aprile esce il terzo videoclip dell'ultimo disco, legato al brano "Hangar".Il 15 maggio è ospite del "Festival Internazionale della televisione", su Canale 5, in qualità di premiatore.A fine maggio esce il quarto (e attualmente l'ultimo) videoclip, collegato al brano "Si io sarò".Il 10 giugno si svolge il Sesto raduno CLAB presso il PalaEur a Roma, di fronte a circa 10.000 Clabbers. Baglioni si esibisce per oltre 5 ore.Il 17 Giugno, in occasione dell'ultima data italiana del Tour Blu a Milano, il concerto viene mandato in diretta su Internet.Il 22 giugno, dopo due nuove date aggiunte in Svizzera (Lugano e Zurigo), si chiude il Tour Blu, con un consuntivo di 47 date e 360.000 spettatori. È stato definito unanimemente dalla critica "Il tour dei record".Il 13 Agosto parte da Pompei un nuovo tour, molto innovativo, unico nel suo genere, spettacolare: "Sogno di una notte di note", una tournée di 29 date in 39 giorni. La peculiarità di questa tournée estiva è costituita soprattutto dai luoghi storici e artistici di elevata importanza che sono stati toccati, dall'Anfiteatro Romano di Pompei allo Sferisterio di Macerata alla Valle dei Templi di Agrigento alle piazze di città come Marostica e Ascoli Piceno.Il 23 settembre, è ospite della trasmissione "Vota la Voce", in cui riceve due premi, uno per il miglior tour ("Sogno di una notte di note", conclusosi proprio il giorno precedente), e l'altro per il miglior disco ("Viaggiatore sulla coda del tempo", che attualmente ha venduto circa 750.000 copie). Canta nell'ordine "Cuore di aliante", "Stai su" e una versione molto particolare di "Strada facendo".Il 24 novembre esce il CD live "Acustico - Sogno di una notte di note". Si tratta di un album doppio, contenente buona parte delle canzoni suonate durante la tournée "Sogno di una notte di note". Il disco ha venduto 150.000 copie in pochissimi giorni.Il 7 dicembre esce anche una VHS dello stesso tour.L'11 dicembre, per la prima volta, si esibisce in un concerto live negli studi Rai di Via Asiago, a Roma. Il concerto viene trasmesso in diretta su Radiouno.&lt;br /&gt;Nel 2001 Claudio sfida i Teatri Italiani: mette in scena InCanto un tour che vede un solo protagonista: Baglioni accompagnato dal suo solo pianoforte. Inutile dire che tutte le serate hanno ottenuto il tutto esaurito. E' ritenuto dai suoi fans il concerto più bello in assoluto, un concerto intimista che lo mette al confronto diretto con le persone. Dato il grande successo ottenuto "InCanto" viene replicato dopo la pausa estiva riottenendo la stessa affluenza di pubblico.&lt;br /&gt;Il 5 Gennaio 2002 Claudio Baglioni si esibisce all' interno del Teatro Petruzzelli, esibendosi in diretta su Rai uno in prima serata. Canterà un pezzo solo, inedito, creato appositamente per l'occasione in cui ha rielaborato una cantata di Bach, liberamente arricchita da alcune liriche ispirate alla poetica di Tagore.&lt;br /&gt;Alla fine del 2002 Claudio partecipa con 2 concerti a favore della Campagna nazionale di educazione e prevenzione contro l'uso di droghe. Il primo l'11 Novembre 2002 presso il Palasport di Verona e l'altro a Roma presso il palasport di Marino il giono 9 dicembre 2002.L'artista offrirà il meglio del suo vasto repertorio di successi accompagnato dai suoi musicisti, una solida e affiatata band fatta di valenti solisti che da anni si esibiscono con il famoso cantautore italiano. Si preannunciano emozioni che passeranno dalle ballate entrate nella storia della musica leggera italiana alle più recenti esperienze nei diversi territori dell'espressione musicale.Claudio Baglioni alle tastiere, alle chitarre, al piano; Paolo Gianolio alle chitarre; Paolo Costa al basso; Lele Melotti alla batteria.La presenza di Baglioni all'interno dell'iniziativa antidroga promossa dalla Presidenza del Consiglio - Ufficio del Commissario di Governo per le politiche antidroga e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali non è certo casuale. Claudio ha incentrato la sua vita di persona, di padre e di artista sulla stessa coerenza e semplicità che traspaiono dalle sue canzoni, sottolineando sempre, con la propria testimonianza, quanto sia importante per ogni uomo il rispetto per se stessi e per gli altri e la dignità.Valori, questi, che sono alla base di O ci sei, O ti fai. Io voglio esserci&lt;br /&gt;13 febbraio 2003Claudio scrive un articolo sulla Pace nell'inserto di "Musica" de la RepubblicaLA PACE E' DIFFICILE PIU' FACILE E' UCCIDERE di Claudio Baglioni&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.ancorassieme.net/images/musicaba.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;"Giochiamo ai buoni e ai cattivi?" - "Si, ma come si gioca?" - "E facile: i buoni dicono chi sono cattivi!"Cito a memoria - da una vecchia frase dei Peanuts - quello che mi è sempre sembrato un paradigma particolarmente efficace della semplicità, agghiacciante, con cui produciamo il vibrione della guerra. L'unica malattia mortale che l'uomo non contrae, ma genera. Guerra e pace sono parole difficili da usare. Troppo grandi per il dizionario tascabile della coscienza. Un'edizione, ormai, così ridotta da non riuscire a contenere il senso autentico delle parole. Parole che, forse per questa grandezza comune, siamo indotti a considerare sullo stesso piano. Ma non è così. La pace è difficile. La guerra è facile. Si fa. E Basta. La pace si conquista. La guerra è conquista. Non c'è alcun merito nella guerra, perché i meriti li incarna tutta la pace. La guerra contiene in sé solo i rischi: gli stessi rischi che la pace è capace di annullare con il semplice apparire. La pace è progetto. La guerra, rigetto. Al contrario di quello che i cattivi maestri del passato e del presente predicano, la guerra non è necessaria alla pace.Così come la pena di morte, infatti, non è mai riuscita (né mai riuscirà) ad eliminare il crimine, la guerra non è mai stata, né sarà mai necessaria alla pace. Altrimenti, a quest'ora, con tutte le guerre che ci sono state, non solo il mondo avrebbe, da lungo tempo, debellato tutti i propri mali, ma avrebbe maturato un tale crediti di pace, da garantirsi una prospettiva millenaria di crescita e sviluppo in piena serenità e armonia. Purtroppo, invece, ogni giorno, sotto i nostri occhi, va in onda l'evidenza del contrario. Se c'è qualcosa di necessario alla pace, è la giustizia. Visto che, senza giustizia, la guerra diviene un passaggio obbligato e la parola tace un insieme vuoto di quattro lettere che ci riuniscono solo per inutili occasioni di circostanza. Riconosciamolo una volta per tutte: chi predicava che la storia è maestra di vita, sbagliava. La storia - almeno in questo - non ha mai insegnato niente a nessuno. Non perché sia una cattiva maestra, ma perché ha tra le mani un pessimo scolaro. Un perenne ripetente (dalla memoria scandalosamente corta), non ha capito - ad esempio - che dividere risorse e ricchezze significa moltiplicare e non perdere. E, invece, no. Sazi delle infinite varianti del più qualunquistico dei luoghi comuni: "così è la vita", consideriamo la guerra il gas di scarico inevitabile al funzionamento del veicolo-mondo, senza capire che queste emissioni letali significano una sola cosa: che dobbiamo riprogettare il motore. Arrendersi all'idea che la guerra sia un l'unica soluzione è un insulto. Un insulto alla intelligenza dell'uomo. Cosi come è inutile e deprimente doversi schierare ogni volta sull'avamposto della pace. La guerra è l'unico gioco che non ha vincitori. Siamo tutti vinti. Eppure non ci riesce di smettere di giocare. Forse perché giocare alla pace è più noioso. O, forse, perché non fa gioco a nessuno. E questo è un gioco più grande dei giocatori. E' lui che gioca con noi, con la nostra storia, con le nostre speranze, i nostri destini. E ogni giorno - per quanto triste e dolorosa sia stata la nottata che l'umanità si è finalmente lasciata alle spalle - ci porta a rituffarci nello stesso pozzo nero dal quale abbiamo appena tirato fuori la testa. Fino a quando non impareremo - come diceva un illuminato americano - che "non c'è mai stata una buona guerra o una cattiva pace" e troveremo la forza, la lucidità e il coraggio di licenziare il croupier e dichiarare solamente la pace.&lt;br /&gt;Maggio 2003Esce il nuovo album "Sono io - l'uomo della storia accanto" che raccoglie 13 brani:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.ancorassieme.net/discografia/testi/sonoio/sonoio.htm"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Sono io&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ancorassieme.net/discografia/testi/sonoio/abbraccio.htm"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Tutto in un abbraccio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ancorassieme.net/discografia/testi/sonoio/granduomo.htm"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Grand'uomo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ancorassieme.net/discografia/testi/sonoio/maipi.htm"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Mai più come te&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ancorassieme.net/discografia/testi/sonoio/sullavia.htm"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Sulla via di casa mia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ancorassieme.net/discografia/testi/sonoio/patapan.htm"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Patapàn&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ancorassieme.net/discografia/testi/sonoio/queidue.htm"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Quei due&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ancorassieme.net/discografia/testi/sonoio/serenata.htm"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Serenata in sol&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ancorassieme.net/discografia/testi/sonoio/tienimi.htm"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Tienimi con te&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ancorassieme.net/discografia/testi/sonoio/fianco.htm"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Fianco a fianco&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ancorassieme.net/discografia/testi/sonoio/requiem.htm"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Requiem&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ancorassieme.net/discografia/testi/sonoio/diladalponte.htm"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Di là dal ponte&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ancorassieme.net/discografia/testi/sonoio/perincanto.htm"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Per incanto e per amore&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Giugno 2003Baglioni scende in pista: dal 14 giugno ad Ancona comincia il nuovo tour. Un tour che si svolgera in 8 stadi Italiani&lt;br /&gt;19-06-2003 20:30 Milano - Stadio G. Meazza23-06-2003 21:00 Padova - Stadio Euganeo27-06-2003 21:00 Firenze - Stadio Artemio Franchi01-07-2003 21:00 Roma - Stadio Olimpico05-07-2003 21:00 Napoli - Stadio San Paolo&lt;br /&gt;08/07/2003 Bari Arena della Vittoria12/07/2003 21.00 Catania - Stadio Angelo MassiminoOtto date evento che hanno richiamato un totale di 250.000 spettatori.Novembre 2003Baglioni non si è saziato con il tour estivo negli Stadi e comincia un TOUR INVERNALE che toccherà tantissimi palasport Italiani dal 21 novembre 2003 fino all'8 aprile 2004. Questo tour conterà la partecipazione di oltre 500.000 mila persone.Il nuovo tour che segue a distanza molto ravvicinata quello dell'estate 2003 nei grandi stadi, non sarà né una replica in tono minore, né un riassunto dello show estivo, ma un progetto radicalmente nuovo che si snoda lungo un percorso narrativo estremamente innovativo, ricco di sorprese e colpi di scena, dove ambientazione scenica, linguaggio gestuale e musica daranno vita a uno spettacolo ricco di emozioni ed energia. Baglioni gioca ancora una volta la carta dell'innovazione e della ricerca espressiva e visiva, per incastonare in un nuovo habitat scenico e narrativo un repertorio assolutamente unico, nel quale trovano posto alcuni tra i più grandi successi della musica popolare italiana di sempre, accanto alle nuove proposte della sua più recente produzione musicale. Dicembre 2003Esce il primo DVD Baglioniano: Tutto in un abbraccio. Il concerto del 1 luglio 2003 allo stadio Olimpico di Roma. Il concerto è andato in onda anche su Canale 5 in prima serata.&lt;br /&gt;25 Aprile 2004Il concerto ad alta quota.Claudio inizia a pensare... "Cosa manca? Cosa non ho ancora fatto??... ma certo! Un concerto a 2500 metri di altezza!".Mancava giusto questa divertente parentesi nella carriera di Claudio. Un concerto ad Alta quota! Claudio Baglioni è stato ospite al concerto sul ghiaccio che si è tenuto in occasione della conclusione della stagione sciistica 2003/04.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.ancorassieme.net/partecipazioni/livigno.htm"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;http://www.ancorassieme.net/partecipazioni/livigno.htm&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;&lt;br /&gt;Luglio 2004Parte un tour estivo "Cercando" che tocca le località più suggestive della nostra amata terra.&lt;br /&gt;"Cercando". due diverse ambientazioni sceniche, due modi completamente nuovi di interpretare la forma-concerto, 3 palchi per altrettante "anime musicali", 40 date (spettacolo notte e aree dismesse), 3 ore di spettacolo live, 1 supergruppo di 5 musicisti polistrumentisti. Sono i numeri essenziali di "Cercando", il nuovo percorso musicale di Claudio Baglioni, che si snoderà tra siti d'arte e aree dimesse d'Italia."Cercando". la bellezza, tra siti d'arte e aree dimesse."Raccogliere" la bellezza in alcuni dei luoghi più ricchi di storia e fascino del nostro paese (anfiteatri greci e teatri romani, antiche ville, piazze storiche, parchi, ecc) per provare a "piantare i semi" nei terreni abbandonati di quelle aree dimesse (si parte dal gasometro di Roma, per finire in quello di Venezia) che, come ferite aperte, ne segnano ancora la pelle. E' questo il senso di un progetto che si animerà delle suggestioni e provocazioni che il "Belpaese" offrirà alle note e alle parole di uno degli artisti più amati.Un concetto radicalmente nuovo di tour che, per originalità e forza espressiva, rappresenterà il momento più emozionante ed intenso dell'estate 2004.Oltre 26 date con oltre 3 ore di musica per sera. 23/24/25 settembre 2004Per la festa Patronale di Lampedusa, Claudio ha organizzato uno spettacolo di tre serate "O'scià", ha chiamato ad esibirsi sul palco, allestito sulla spiaggia, ospiti come Enrico Ruggeri, Massimo Bubola, Irene Grandi, Pino Insegno, Ron, Andrea Miro', Luca Barbarossa, Bennato, Nek e Mario Venuti. Uno spettacolo "messo su" per sensibilizzare l'opinione pubblica sul traffico di innocenti che passa attraverso le nostre coste. Lampedusa è la prima tra le spiagge che accolgono queste povere persone. Il motto azzeccato: "O' Scià Affinché Lampedusa diventi luogo dell'unione, della riflessione sull'immigrazione, dell'arte dell'incontro".&lt;br /&gt;Ottobre 2004Il nuovo progetto di Baglioni: recuperare alla vita delle comunità quelle aree degradate che segnano il territorio di molte città, riqualificarle per attribuire loro un nuovo senso ed un nuovo ruolo nell'ambito della vita delle comunità locali. E' questo il senso del progetto "Aree dismesse". Così continua ad organizzare concerti privati presso queste aree. 22/10/04 - UN PALLONE "DAL CIELO" PER L'INCONTRO DI CALCIO ITALO-RUSSO, IN RICORDO DELLE VITTIME DI BESLAN - All'evento parteciperà Claudio Baglioni, con una doppia esibizione alle ore 13.45 e dopo le 16, insieme alla cantante tarantina Mietta, Alessandro Greco e Beatrice Bocci.L'avvenimento, dedicato interamente alla solidarietà, prevede l'ingresso gratuito ed una duplice possibilità di donazione a favore delle famiglie delle vittime ed ai feriti di Beslan.Dicembre 20047/12/04 Baglioni Registra esclusivamente con in Fans un concerto nell'auditorium di Santa Cecilia. Questo concerto sarà pubblicato nel triplo DVD "Crescendo e Cercando".&lt;br /&gt;E Festa sia: Il nuovo minitour che vede come protagonista Claudio Baglioni in tre delle più belle piazze d'Italia parte da Milano, passa per la Sicilia ed approda nella più bella delle capitali "Roma". Le date sono &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.ancorassieme.net/partecipazioni/efestasiami.htm" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Milano 18/12/2004&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.ancorassieme.net/partecipazioni/efestasiapa.htm" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Palermo 31/12/2004&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.ancorassieme.net/partecipazioni/efestasiaro.htm" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Roma 29 gennaio 2005&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;. Verrà proposto un nuovo spettacolo, nulla a che vedere con i concerti estivi. Questi concerti sono dedicati a quei militari che sono in missione all'estero e che non passeranno le Feste Natalizie accanto ai propri cari. Il concerto di Milano sarà trasmesso via satellite (sarà criptato) in alcuni Teatri allestiti per l'occasione in Bosnia ed altri Paesi stranieri, sarà visibile in Italia solo in una sede nella città di Roma.30/12/2004 ‘Mi prenderò una pausa’“Mi fermerò per un periodo, che spero non sia troppo lungo. Ho bisogno di una pausa per metabolizzare e riflettere”: con queste parole Claudio Baglioni - prossimo alla pubblicazione del live “Crescendo e cercando”, ha annunciato di voler intraprendere un periodo di riposo. “Dopo un percorso durato quattro anni”, ha detto il cantante riferendosi alla sua ultima tournée, “mi sono posto un capolinea”. (Fonte: Quotidiano Nazionale)22 aprile 2005Esce una raccolta di Claudio Baglioni in lingua Spagnola. Claudio si reca in Spagna per qualche settimana per promuovere il suo nuovo disco. Il disco è venduto regolarmente anche nei negozi Italiani. Il disco è intitolato "Todo Baglioni grades éxitos".&lt;br /&gt;Maggio 2005Dopo questa uscita in Spagna, viene pianificato un concerto a Madrid presso &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a id="informacion" style="TEXT-DECORATION: none" href="http://www.ancorassieme.net/biografia/biografia.htm#1"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;CUARTEL DEL CONDE DUQUE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt; in data 11 luglio 2005.&lt;br /&gt;2005-2006Claudio fa uscire tre raccolte ufficiali marchiate SONY "Tutti qui", "Tutti qui - gli altri" e "Quellideglialtri tutti qui". Tre uscite: tre successi!&lt;br /&gt;Ottobre 2006Claudio Riparte in tour con "Tutti qui", una carovana che lo impegnerà fino al 30 aprile con la conclusione nella città di Caserta. Oltre 70 date di sold out con migliaia di fans per serata e tutti in delirio.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;La Laurea in architettura&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Il Resto del Carlino 24/06/2004Baglioni si laurea 'dottore' in architettura&lt;br /&gt;Roma, 24 giugno 2004 - È ufficiale: il cantante Claudio Baglioni, d'ora in poi, è l'architetto Baglioni. L'artista, infatti, stamattina è stato proclamato 'dottorè presso la facoltà di architettura 'Valle Giulià di Roma con il voto di 108/110. Baglioni si è detto «molto soddisfatto voto ottenuto poichè partiva da una media del 27, ossia dal punteggio di 99. Ciò significa che con la sua tesi sul restauro architettonico e la riqualificazione urbana del gasometro di Roma ha guadagnato ben 9 punti».&lt;br /&gt;Baglioni ha ritirato il diploma di laurea fra gli applausi e le ovazioni degli studenti, che lo hanno acclamato come un vero divo. Fra gli scatti dei flash e le richieste di autografo, per il cantante anche un enorme mazzo di fiori, rigorosamente rosso, dono di una fan visibilmente emozionata. Erano circa una cinquantina i fan più affezionati accorsi questa mattina alla Facoltà di Architettura a Valle Giulia, a Roma, per assistere alla seduta di laurea di Claudio Baglioni. Il cantante è appena arrivato all'università vestito completamente di bianco e con la cartella dei progetti sotto al braccio. "Ora mi tocca chiamarlo pure dottore. Con tutti i titoli nobiliari che ha!". Così scherza Giovanni Baglioni, commentando la laurea in architettura conseguita dal padre. «L'ho visto molto agitato oggi - dice Giovanni - addirittura più ansioso di quando deve cantare in pubblico. Ho provato una sensazione strana - aggiunge Giovanni - poichè l'ho sempre visto come un insegnante, più che come uno studente". Giovanni si laurereà tra un anno in giurisprudenza: "Speravo di batterlo - conclude sorridendo - ma mi restano ancora diversi esami da sostenere. E comunque la mia tesi sarà sicuramente su come difendere il proprio padre dalle accuse per un progetto architettonico fatto male".&lt;br /&gt;Adnkronos 25/06/2004Musica: Garavaglia, Applauso a Baglioni Per La LaureaDi (Gma/Ct/Adnkronos)'LA SUA TESI UN ATTO DI PROFONDO AFFETTO VERSO ROMA' Roma, 24 giu. - (Adnkronos) - ''Un applauso allo studente e all'artista che, anche nel presentare la tesi, e' riuscito a far sentire la sua 'voce'''. Lo afferma in un nota, Mariapia Garavaglia, la vicesindaco di Roma, complimentandosi con Claudio Baglioni, laureatosi oggi in architettura con una tesi sulla riqualificazione della zona del Gazometro. ''Senza entrare in valutazioni tecniche - prosegue la vicesindaco - mi sembra che la scelta di puntare sulla riqualificazione di una delle zone piu' interessanti, da un punto di vista urbanistico ma non solo, della Capitale, rappresenti anche un atto di profondo affetto che questo grande artista nutre verso Roma, la sua citta'''. ''La laurea di Claudio - conclude Garavaglia - costituisce un esempio. Il primo merito va alla facolta' di Architettura che, insieme a tanti altri 'fuori corso', ha ricontattato Baglioni, rammentandogli la possibilita' di completare il proprio corso di laurea. Da parte sua, Claudio ci ha messo il suo impegno e la sua determinazione e i risultati sono sotto gli occhi di tutti''.&lt;br /&gt;TG.COM 25/06/2004DOTT. CLAUDIO BAGLIONI, ARCHITETTOIl cantante si è laureato con 108/110Dottore della canzone lo era già. Ora lo è in architettura. Claudio Baglioni, con un punteggio di 108 su 110, si è laureato presso la facoltà di architettura "Valle Giulia" a Roma. La prima dichiarazione del neo-dottore? "Sono molto soddisfatto per il voto ottenuto". La proclamazione è avvenuta fra gli applausi e le ovazioni di studenti e fan. Assegnati nove punti alla tesi sul restauro architettonico e la riqualificazione urbana del gasometro di Roma."Ora mi tocca chiamarlo pure dottore. Con tutti i titoli nobiliari che ha!". Così ha scherzato Giovanni Baglioni, commentando la laurea in architettura conseguita dal padre. "L'ho visto molto agitato oggi - ha aggiunto Giovanni - addirittura più ansioso di quando deve cantare in pubblico".Baglioni ha firmato autografi e si è sottoposto ai flash dei fotografi con in una mano il diploma di laurea e nell'altra un enorme mazzo di fiori, rigorosamente rosso, dono di una fan."Voglio trasformare il gasometro nel nuovo centro storico della periferia di Roma". E' questo il progetto presentato dal cantante Claudio Baglioni durante la discussione che è durata quasi un'ora."Voglio ricostruire - ha detto Baglioni - il senso del villaggio degli anni '50, ristrutturando quest'area come se fosse una grande piazza punto di incontro per tutte le persone". "La mia idea è nata da una suggestione - ha aggiunto - da quando mio padre mi disse che il cilindro del gasometro era un cilindro magico. Per questo, mi aspetto che da lì esca sempre qualche sorpresa". Baglioni ha pensato anche ad un utilizzo spettacolare dell'area: "Potrebbe ospitare almeno 250 mila persone e potrebbe essere adatta per rappresentare balletti, concerti, mostre e scene teatrali. Tanto più che a Roma attualmente ci sono sempre problemi di spazio". Intanto, per il 13 luglio il Gasometro verrà requisito dallo staff del cantante per una serata, rigorosamente privata, con cui verrà festeggiata la laurea. "In questa facoltà di architettura ho studiato ed ho pianto - conclude Baglioni - soprattutto per il fumo dei lacrimogeni, che negli anni ''70, quando mi sono iscritto, erano molto frequenti. Ma oggi mi sentivo come un giocatore fuori casa, perchè non conosco tutti i 'trucchi del mestiere' di uno studente. Ero davvero molto imbarazzato".&lt;br /&gt;ANSA 25/06/2004CLAUDIO BAGLIONI SI LAUREA IN ARCHITETTURA CON 108(ANSA) - ROMA, 24 GIU - Con una tesi sulla riqualificazione urbana della zona del Gazometro di Roma Claudio Baglioni si e' laureato in architettura con 108. Alla discussione finale l'artista si e' presentato teso e preparato con una serie di tavole riguardanti il suo progetto.Baglioni aveva lasciato gli studi di architettura all'inizio della carriera di cantante. Il 13 luglio Baglioni organizzera' una festa-concerto, ma ad inviti, nella zona analizzata dalla tesi.&lt;br /&gt;Il Resto del Carlino 24/06/2004Baglioni si laurea 'dottore' in architetturaRoma, 24 giugno 2004 - È ufficiale: il cantante Claudio Baglioni, d'ora in poi, è l'architetto Baglioni. L'artista, infatti, stamattina è stato proclamato 'dottorè presso la facoltà di architettura 'Valle Giulià di Roma con il voto di 108/110. Baglioni si è detto «molto soddisfatto voto ottenuto poichè partiva da una media del 27, ossia dal punteggio di 99. Ciò significa che con la sua tesi sul restauro architettonico e la riqualificazione urbana del gasometro di Roma ha guadagnato ben 9 punti». Baglioni ha ritirato il diploma di laurea fra gli applausi e le ovazioni degli studenti, che lo hanno acclamato come un vero divo. Fra gli scatti dei flash e le richieste di autografo, per il cantante anche un enorme mazzo di fiori, rigorosamente rosso, dono di una fan visibilmente emozionata. Erano circa una cinquantina i fan più affezionati accorsi questa mattina alla Facoltà di Architettura a Valle Giulia, a Roma, per assistere alla seduta di laurea di Claudio Baglioni. Il cantante è appena arrivato all'università vestito completamente di bianco e con la cartella dei progetti sotto al braccio. "Ora mi tocca chiamarlo pure dottore. Con tutti i titoli nobiliari che ha!". Così scherza Giovanni Baglioni, commentando la laurea in architettura conseguita dal padre. «L'ho visto molto agitato oggi - dice Giovanni - addirittura più ansioso di quando deve cantare in pubblico. Ho provato una sensazione strana - aggiunge Giovanni - poichè l'ho sempre visto come un insegnante, più che come uno studente". Giovanni si laurereà tra un anno in giurisprudenza: "Speravo di batterlo - conclude sorridendo - ma mi restano ancora diversi esami da sostenere. E comunque la mia tesi sarà sicuramente su come difendere il proprio padre dalle accuse per un progetto architettonico fatto male".&lt;br /&gt;Adnkronos 24/06/2004MUSICA: BAGLIONI, CON LA MIA TESI GASOMETRO NUOVO CENTRO STORICO DISCUSSIONE LAUREA DEL CANTANTE E' DURATA QUASI UN'ORA Roma, 24 giu. - (Adnkronos) - ''Voglio trasformare il gasometro nel nuovo centro storico della periferia di Roma''. E' questo il progetto presentato dal cantante Claudio Baglioni durante la discussione della sua tesi di laurea in Restauro architettonico e riqualificazione urbana che si e' svolta stamattina alla facolta' di architettura Valle Giulia di Roma. Una discussione che e' durata quasi un'ora, e che ha affascinato docenti e studenti in religioso silenzio. ''Voglio ricostruire -ha detto Baglioni- il senso del villaggio degli anni '50, ristrutturando quest'area come se fosse una grande piazza punto di incontro per tutte le persone''. ''La mia idea e' nata da una suggestione -ha aggiunto- da quando mio padre mi disse che il cilindro del gasometro era un cilindro magico. Per questo, mi aspetto che da li' esca sempre qualche sorpresa''. Baglioni ha pensato anche ad un utilizzo spettacolare dell'area: ''potrebbe ospitare almeno 250 mila persone -ha spiegato- e potrebbe essere adatta per rappresentare balletti, concerti, mostre e scene teatrali. Tanto piu' che a Roma attualmente ci sono sempre problemi di spazio''. (segue) (Isb/Zn/Adnkronos)24-GIU-0413:35&lt;br /&gt;Corriere Adriatico 24/06/2004Strada facendo, Claudio Baglioni è arrivato alla laurea.&lt;br /&gt;A 52 anni oggi Baglioni discuterà la tesi in architettura, facoltà cui si era iscritto da ragazzo prima di intraprendere la carriera artistica. Baglioni si laureerà nel corso triennale "Restauro e riqualificazione urbana" con una tesi sulla sistemazione dell'area che unisce il Gazometro al Tevere per accogliere migliaia di persone. "Credo di aver sognato da ragazzino di fare l'ingegnere - ha raccontato Baglioni - poi mi sono iscritto ad architettura. Comunque, sconsiglierei chiunque da [l farsi] fare una casa da me". Il futuro dottore in architettura, che ha ripreso da 4 anni a studiare per laurearsi, è stato lui stesso oggetto di una tesi di laurea: due anni fa a Tor Vergata una studentessa si laureò con una tesi intitolata "Claudio Baglioni: scorci di lingua in frammenti di musica"."Claudio Baglioni è stato coraggioso". E' quanto afferma Roberto Palumbo, preside della facoltà di Architettura di Roma. "Quando uscì la legge che permetteva di recuperare gli esami sotenuti anche dopo 8 anni - spiega il preside - abbiamo inviato una lettera di informazione a circa 3000 studenti fuori corso, per invitarli a riprendere gli studi. E fra loro c'era anche Baglioni"."L'opportunità di conseguire una laurea breve - aggiunge Palumbo - è stato un incentivo in più, poichè si è passati dalla necessità di sostenere 30 esami a quella di superarne 21. Un bel vantaggio". "Baglioni aveva già fatto 9 esami negli anni '70 - aggiunge Palumbo - e ne ha dovuti superare un'altra decina". "Ci tengo a precisare - sottilinea - che il cantante non è stato favorito in alcun modo: ha sostenuto gli esami in sede, come prescrive la legge. Gli sono state 'risparmiate solo le eventuali code ed attese, poichè veniva convocato in aula al momento esatto dell'esame. Ma si è trattata di una misura cautelativa anche nei confronti degli altri studenti, per evitare la confusione di fans a caccia di autografi".&lt;br /&gt;La Repubblica 23/06/2004Sul riassetto dell'area Gazometro Baglioni architetto domani la tesi CARLO PICOZZA Compositore. E tra qualche ora, anche architetto, progettista di aree da adibire a grandi incontri musicali. Il cantante Claudio Baglioni domani si laurea, nel corso triennale "Restauro e Riqualificazione urbana", con una tesi sulla sistemazione dell´area che lega il Gazometro al Tevere per accogliere migliaia di persone. Proprio lì, forse per festeggiare la sua laurea, Baglioni terrà un concerto martedì 13 luglio.«Claudio», spiega il docente Benedetto Tòdaro che, con il collega Giovanni Carbonara, ha seguito il lavoro del laureando, «ha progettato l´unificazione delle vecchie vasche per il carbone, che "distillato" produceva gas, per realizzarne un laghetto artificiale di un ettaro di superficie». Lo specchio d´acqua separa il Gazometro, posto su un piccolo rilievo, dalla distesa pianeggiante che l´estro architettonico del cantante vorrebbe adibita a spettacoli e incontri di popolo. Interrati nell´area sottostante, Baglioni ha ipotizzato migliaia di posti macchina. Nella parte opposta a laghetto e Gazometro, i vecchi stabilimenti: «Claudio» spiega Todaro, «li pensa ristrutturati per accogliere ristoranti, bar, discoteche, Internet point». La distesa è costellata, nelle planimetrie del cantante-architetto, da risalite pedonali dai parcheggi che si presentano come piccoli padiglioni rivestiti di megaschermi per il rinvio dell´immagine del palco. Che non è "fisso": i cantanti, attraverso una passerella aerea, "trasvolano" sulla testa del pubblico dal palco organizzato nel gazometro a un altro vicino agli stabilimenti riabilitati: «Dal produttore (il gazometro)», commenta Todaro, «al consumatore (tra i bar e i ristoranti)».«Anche Baglioni», spiega il preside della facoltà di Architettura di Valle Giulia, Roberto Palumbo, «è, con altri tremila progettisti in pectore, un allievo recuperato agli studi dopo che La Sapienza ha riconosciuto la validità degli esami sostenuti anche prima degli otto anni di fermo». E lui che, tra canzoni e tournée, di esami non ne aveva più fatti, si era "rassegnato" a cantare. Fino alla lettera del preside che lo informava dell´opportunità. «Così», racconta Palumbo, «quattro anni fa, Claudio ha ripreso la matita. E con impegno, visto il risultato di una tesi davvero interessante».&lt;br /&gt;La Nazione 23/062004 di Olga MugnainiFIRENZE — Da neo architetto con tesi in recupero di aree ambientiali e archeologiche, non ha resistito al fascino del Giardino delle meraviglie di Pratolino. E ha voluto allestire lassù, sotto lo sguardo cupo dell’«Appennino», l’imponente statua del Giambologna, il suo prossimo concerto fiorentino. In effetti Claudio Baglioni si prepara a un tour estivo del tutto particolare. Un tour che oltre alla musica avrà come protagonisti proprio i luoghi, con la loro storia, la loro arte, le loro suggestioni ambientali. Basti pensare che canterà di fronte a scenari quali Villa Manin a Udine, la Valle dei Templi di Agrigento, Pompei, Paestum. Per Firenze, dopo ben quattro sopralluoghi, Baglioni ha scelto il Parco di Villa Demidoff, nel comune di Vaglia, a dodici chilometri dal centro città, dove si esibirà il 20 luglio in un concerto completamente acustico. In attesa dello spettacolo di Baglioni, il Giardino Mediceo di Pratolino debutta intanto venerdì prossimo con un programma — lungo fino a settembre — che restituisce al parco il ruolo di grande spazio della cultura e degli eventi. Il titolo del cartellone, «Un’estate nel Giardino delle Meraviglie», non è un caso, ma dà il senso del progetto di rilancio che il presidente dell’Istituzione di Pratolino, Giovanni Pedrini, e il nuovo direttore, Ermanno Bonomi, vogliono dare alla struttura. L’idea è di riportare il parco a luogo di «stupore», così come era stato pensato dal Granduca Francesco I de’ Medici, che commissionò la villa a Bernardo Buontalenti. Una residenza circondata da 160 ettari di giardino, con percorsi che alternano vegetazione a specchi d’acqua. E l’acqua è proprio uno dei temi centrali dell’intero parco, con il lago dei Tritoni, il viale degli Zampilli, la fonte di Giove, la grotta Mugnone.«Uno dei nostri progetti è proprio quello di ripristinare il raffinato percorso dei giochi d’acqua — spiega il direttore Bonomi —. Così come intendiamo aprire sempre di più la struttura agli artisti contemporanei, con una mostra evento che partirà a settembre». L’iniziativa si chiama «Il guardiano dei sogni»: quattro artisti e quattro scultori saranno[\FIRMA][FIRMA] invitati a visitare il giardino e da qui, da questo incontro, partiranno per dare ali alla loro creatività. Le loro opere saranno esposte nel Parco e saranno affiancate da un cartellone di eventi culturali e talk show, con la presenza e partecipazione di critici, storici, galleristi, artisti da ogni parte del mondo.Intanto, per tutta l’estate, accanto al cinema sotto le stelle, sono previsti spettacoli per gli adulti, ma anche per i bambini. Come i «Pupi di Stac», che proporranno animazioni itineranti nel parco, con saltimbanchi, mangiafuoco e pupazzi. L’evento finale dedicato ai bambini sarà la Festa della Rificolona. Per tutta l’estate, ogni domenica, dalle 18 in poi, saranno organizzati spettacoli musicali, dal jazz alle «Chansons d’amour», dalla danza alla musica rinascimentale e barocca con il «Capriccio Armonico», fino alla corale Renzo Mazzoni di San Frascesco di Pelago. Il fascino del contesto naturale del Parco ha ispirato un’altra iniziativa: l’osservazione del cielo in collaborazione con il Centro astronomico di Arcetri, con incontri per tutto luglio e agosto.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7106097055654099039-4241819366791281474?l=musicaesax.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://musicaesax.blogspot.com/feeds/4241819366791281474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7106097055654099039&amp;postID=4241819366791281474' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7106097055654099039/posts/default/4241819366791281474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7106097055654099039/posts/default/4241819366791281474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://musicaesax.blogspot.com/2007/07/claudio-baglioni-claudio-enrico-paolo.html' title=''/><author><name>Salvatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13672927348502484927</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZQaK4th4ED0/Ro-LYTphn4I/AAAAAAAAAAk/wIJLIJoyKXs/s72-c/rrr.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7106097055654099039.post-283089754099432062</id><published>2007-07-07T05:36:00.000-07:00</published><updated>2007-07-07T05:43:04.232-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;TUTTO SU RENATO ZERO&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZQaK4th4ED0/Ro-KQDphn3I/AAAAAAAAAAc/Jw65-mQgm0A/s1600-h/fotoalbum%20renato%20zero.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5084434512786595698" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZQaK4th4ED0/Ro-KQDphn3I/AAAAAAAAAAc/Jw65-mQgm0A/s200/fotoalbum%2520renato%2520zero.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;La sua definizione sullo ZERO: “Zero per ripicca verso il mondo, perché questo numero non esiste ma è alla base di tutto e poi è rotondo e quindi non ha inizio e non ha fine, come la luna, il sole, l'embrione, l'infinito. Zero, come sfida, come simbolo, come entità ricorrente”.&lt;br /&gt;Nel 1965 viene inaugurato a Roma, un locale che diventerà "storico": il Piper Club. E' lì che Renato, comincia a frequentare le persone dello spettacolo: Federico Fellini, Don Lurio, Gianni Boncompagni, Renzo Arbore, Rita Pavone, Patty Pravo (soprannominata "la ragazza del Piper"), Fabrizio Zampa, Gianni Minà e, quelle che diventeranno le amiche del cuore, Loredana Bertè e Mimì Berté (successivamente diventerà semplicemente Mia Martini). Sempre in questo periodo partecipa come figurante alla trasmissione radiofonica Bandiera Gialla condotta da Renzo Arbore e Gianni Boncompagni.&lt;br /&gt;Nel 1967 incide un 45 giri con la complicità di Gianni Boncompagni, conosciuto al Piper Club in una delle tante serate, che contiene due brani d'atmosfera tipicamente d'epoca: Non basta sai/ In mezzo ai guai.&lt;br /&gt;Il 1969 è l'anno dei "collettoni" e "collettine" di Rita Pavone: un gruppo di ballo per la trasmissione trasmessa dalla RAI, Stasera Rita, Renato farà parte, appunto, del gruppo di ballo scelto dal Coreografo Don Lurio. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Il 1970 è l'anno di Hair, versione italiana del Musical statunitense. Al progetto, oltre a Renato, aderiscono giovani di belle speranze quali Teo Teocoli e Ronnie Jones. Andrà in scena al Teatro Sistina di Roma.&lt;br /&gt;Dopo aver firmato un contratto con la casa discografica RCA, con sede in Roma, alla fine del 1972 Renato entra subito in studio di registrazione con l'intenzione di realizzare un LP con un filo conduttore che legasse i brani l'uno con l'altro Alle prime conclusioni ebbe la sensazione di confondersi con altri cantautori. Decise di cambiare l'atmosfera. I tempi si allungavano ma, oltre a non perdersi d'animo, si caricava sempre di più. Sentì allora il bisogno di registrare dal vivo, su un palcoscenico dove si sentiva a suo agio e sicuro di sé. Cercò minuziosamente uno spazio adeguato e, dopo profonda meditazione, scelse il Teatro Centrale e volle registrare lì il suo primo album. Fu invitata una folta schiera di addetti ai lavori, compreso Eddy Ponti che salì sul palco e lo presentò.&lt;br /&gt;E' il 1973 e Renato Zero pubblica "NO! MAMMA, NO" l'album dal vivo.&lt;br /&gt;Nel 1974 nasce "INVENZIONI" con brani dai testi un po’ forti per il periodo: "Qualcuno mi renda l'anima", "L'evento", "Tu che sei mio fratello", "Depresso", sono pezzi sintomatici di argomenti e situazioni che, in alcuni casi, Renato ha addirittura anticipato. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Arriva il 1976 prepara un nuovo album e la sua prima tournée, entrambi con uno stesso filo conduttore: il "TRAPEZIO". Renato stesso spiega il senso del suo nuovo lavoro: “Trapezio non è altro che la rappresentazione di una Broadway fallimentare, in decadenza, dove tutti i personaggi alla fine dello spettacolo si scoprono meno artisti ma più esseri umani, forse anche perché sconfitti. In generale il Trapezio è il circo, la scena della vita. Per un acrobata il momento più importante della serata è quando lascia la piattaforma, stacca i piedi dalla terraferma e si lancia nel vuoto. Se afferrerà il trapezio sarà un vincitore, un realizzato, in caso contrario… E' una scelta che dura una frazione di secondo e proprio per questo è fondamentale. Questo succede anche nella vita quotidiana prima o poi a tutte le persone si presenterà l'occasione di lanciarsi nel vuoto, ma quante lo faranno? Quante avranno il coraggio sufficiente? I realizzati, gli espressi fino in fondo, per me sono coloro che si sono tuffati nel vuoto, che hanno rischiato. "Hanno arrestato Paperino" cioè la salvezza della nostra antica giovinezza, che è stata messa in galera per spaccio e detenzione, oppure "Il caos" che prende in considerazione l'incomunicabilità tra le persone. Per me le cose sarebbero molto più semplici se si uscisse in venti e non in due, mano della mano oppure soltanto con l'amico d'infanzia.&lt;br /&gt;La canzone che più mi appartiene è senza dubbio "Salvami" ed è dedicata a tutte le persone che battono la strada tutta la vita alla ricerca di un io. Per me la strada è la casa più bella che un uomo possa avere. Inoltre per dare un senso di continuità alla mia storia ci sono tre miei pezzi più vecchi: "Metrò", "Inventi" e "No! Mamma no!"” Per la prima volta entra in classifica, nella Hit Parade dei dischi più venduti, il suo 45 giri "Madame / Un uomo da bruciare", sale fino alla 15^ posizione. Sempre di questo periodo è la presenza nella trasmissione RAI Zero &amp; Company.&lt;br /&gt;E' il 1977 e Renato si rimette al lavoro. La sua popolarità è aumentata vertiginosamente in un solo anno, l'artista si sente responsabilizzato e sa che non può fallire…Il suo cervello vulcanico partorisce "ZEROFOBIA" e sarà la sua fortuna. Quando il disco viene dato alle stampe, l'accoglienza del pubblico è praticamente identica al precedente lavoro, cioè tiepida. La molla trascinante sarà il successivo spettacolo che prende lo stesso titolo dell'album, uno show con un tema ben identificato, quello di vivisezionare la nostra società, farla passare ai raggi X affrontando le figure base che accompagnano la nostra vita: il padre e la madre prima, l'amante poi, e per molti di noi la psicoanalisi, un "fenomeno" dei nostri tempi, ma allo stesso tempo, rappresentato come un grosso bluff. Il disco avrà un grosso successo di vendite, così come il 45 giri contenente "Mi vendo" e Morire qui". Il "fenomeno" è scoppiato e la popolarità aumenta a sempre più.&lt;br /&gt;Arriva il 1978 e Renato riunisce il suo staff di sempre: ha deciso di produrre da solo i suoi dischi. Crea la "Zeromania Music Edizioni" ed una nuova etichetta: "Zerolandia", distribuita dalla casa discografica RCA. Dopo l'album precedente, il pubblico si aspetta sempre di più e l'artista pubblica "ZEROLANDIA", una sorta di viaggio senza passaporto, nella terra senza tempo e senza certezza. Brani come "La favola mia", "Sogni di latta", "Triangolo", "Sesso o esse", "Sbattiamoci", "Una guerra senza eroi", "Uomo no!", diventano immediatamente dei veri e propri "cult" ed il 45 giri balza subito ai vertici della Hit Parade, così come l'album, ormai è successo pieno.&lt;br /&gt;Il 1979 è l'anno della definitiva consacrazione. Nel mese di febbraio esce il suo primo (e finora unico) film da protagonista, intitolato "Ciao Nì!". E' un successo di pubblico incredibile, supererà negli incassi addirittura il kolossal americano Superman! Affitta un tendone dai circensi Togni e lo chiama Zerolandia. Pubblica un nuovo lavoro discografico intitolato "EROZERO", logica conseguenza del precedente. Il suo 45 giri contenente "Il carrozzone/Baratto" così come l'album stesso, arriveranno al primo posto in classifica dove rimarranno per ben otto settimane. A settembre vincerà la Gondola D'Oro grazie alle vendite del suo singolo. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;E' il 1980 e nel mese di maggio l'artista raduna i suoi collaboratori di sempre (Evangelisti, Conrado, Caviri, Cini, Pintucci) ed entra in sala d'incisione. I brani escono da soli tanto che Renato sarà costretto a pubblicare un doppio album, acquistabile anche singolarmente. Il disco, il cui titolo è " TREGUA", è dedicato al padre Domenico. Il 45 giri contenente "Amico"/Amore si, amore no!" arriva immediatamente al primo posto in classifica (ci resterà per ben dieci settimane) così come l'intero lavoro (dieci settimane anch'esso al numero 1). E' un album ricco di canzoni trascinanti oltre la "classifica" come "Guai", "Niente trucco stasera", "Non sparare", "Svegliati", "Fortuna", "Potrebbe essere Dio".&lt;br /&gt;Il 1981 presenta un Renato ricco di sorprese e di trovate. A marzo pubblica il doppio live "ICARO", contenente due brani inediti."Chi più chi meno" e "Più su", oltre al meglio della sua produzione, rigorosamente dal vivo. E' un successo senza precedenti per un disco "live", arriva addirittura al primo posto in classifica.In estate, senza nessun preavviso, Renato pubblica un 45 giri con una canzone inedita "GALEOTTO FU IL CANOTTO" e sull'altro lato, l'ormai famosissima "Più su". Subito dopo l'estate, l'artista raduna il suo staff (Conrado, Evangelisti, Baldan Bembo, Pintucci, manca il grande Ruggero Cini, perché prematuramente scomparso) e prepara il nuovo lavoro discografico. La sua intenzione è quella di rappresentare gli opposti: il bianco e il nero, il bene e il male, il polo sud e il polo nord. Tra ottobre e novembre Renato entra in sala di registrazione e il 1° Dicembre presenta uno dei più bei dischi di tutta la sua produzione: "ARTIDE ANTARTIDE", grazie al quale vincerà il premio per il Disco più venduto dell'anno, (un milione di copie vendute). L'album contiene canzoni ancora oggi considerate dei capisaldi della sua produzione. "Ed io ti seguirò", "Marciapiedi", "Non passerà", "Sterili", "Padre Nostro", "Il jolly", "Gente", "Stranieri".&lt;br /&gt;Nel 1982 partecipa come ospite fisso con un suo spazio autogestito, alla trasmissione di Rai1 abbinata alla Lotteria Italia, "Fantastico3", dove presenterà brani storici del suo repertorio, intervallati con altri della nuova produzione, raccolta nel doppio album "VIA TAGLIAMENTO 1965 - 1970". Il disco è un tributo al periodo del Piper ed arriva subito al primo posto in classifica dove resterà per ben 8 settimane consecutive. Il nuovo lavoro discografico sarà presentato proprio al "Piper Club" e furono invitati i frequentatori dell'epoca. Le canzoni più rappresentative di quel magico periodo sono: "Piper club", "Che bella libertà", "Resisti", "Ragazzo senza fortuna", "Angeli", "Ci tira la Vita", "Soldi" (sigla finale di Fantastico3), "Viva la RAI" (sigla del suo spazio nell'ambito della trasmissione Fantastico3), "Ancora fuoco".Presenta in Radio (RAI), la trasmissione "Zerolandia Fermoposta", il cui successo porterà alla luce altre due edizioni: "Zerolandia Fermoposta ci riprova" e nel 1983, "Zerolandia" "Fermoposta in StereoZero".&lt;br /&gt;Il 1983 è l'anno del Q - Disc estivo "CALORE". Renato, per ringraziare il suo pubblico (i dischi, purtroppo sono molto cari e Renato ha pubblicato in 3 anni 4 album doppi di levatura eccelsa), esegue questo lavoro discografico che avrà un notevole gradimento (resterà 6 settimane consecutive al primo posto). Sulle "Spiagge", la "voglia" di "navigare", con "fantasia".&lt;br /&gt;Il 1984 ci presenta un Renato pieno di grinta e di rabbia per la chiusura del tendone Zerolandia. Prepara un disco come se fosse un film: un "concept - album" dove mette in risalto un artista che, nonostante tutto non vuole mollare e che esige il suo spazio dopo anni di dura gavetta.Per presentare il nuovo lavoro discografico, organizza una conferenza stampa allo Zoo di Roma e per ribadire la sua rabbia, si presenta indossando una pelle da leone con tanto di pigmei al seguito. La provocazione ottiene il suo scopo e il disco sale subito al primo posto in classifica. Da ricordare "Da uomo a uomo", "Per non essere così" e "Giorni" ed il titolo non poteva che essere "LEONI SI NASCE". Per questo lavoro discografico egli si avvale di collaboratori d'eccezione: oltre a grandi musicisti anche di un'orchestra sinfonica diretta dal Maestro Renato Serio.Poco prima di Natale, registra in diretta un album composto da vecchi successi completamente riarrangiati dal Maestro Renato Serio ed eseguiti da un'orchestra composta da 25 elementi (la stessa del tour). Nell'album, il cui titolo è "IDENTIKIT ZERO", sono compresi anche due brani inediti: "La gente come noi" e "Io qui".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1986 l'artista abbandona i costumi variopinti per presentarsi in una veste più sobria. E' l'anno di "SOGGETTI SMARRITI", un lavoro discografico che ci presenta una nuova era di Renato Zero. L'album vincerà il disco d'oro per centomila copie vendute. Da ricordare brani come: "Infiniti treni", "Fantasmi", "Ostinato amore", "Problemi".&lt;br /&gt;Nel 1987 organizza una conferenza stampa per presentare il nuovo lavoro discografico intitolato, opportunamente, "ZERO", dove mostra il suo vero volto senza trucchi e senza inganni. I suoni, gli arrangiamenti, i testi, sono chiaramente traducibili in un unico comune denominatore: la maturità artistica di un "teatrante" dello spettacolo, che va alla ricerca di nuove collaborazioni per crescere e maturare di più.Il disco è stato mixato al Puk Studio in Danimarca e il suo staff è quello di sempre con l'aggiunta di Troiani e Lakatos per i brani, rispettivamente, "Ho dato", "Telecomando", "Artisti". Da ricordare brani come "Siamo eroi", "Calendario", "Promessa", "Più o meno".&lt;br /&gt;Il 1989 è l'anno della svolta ed ecco, quindi, il viaggio in Inghilterra, alla ricerca di suoni nuovi e nuove ispirazioni. L'incontro con il grandissimo Geoff Westley sarà molto importante per l'artista, che inoltre conoscerà e collaborerà con l'altrettanto grande Phil Palmer (già collaboratore di Paul Mc Cartney). Il risultato è un album ricco di suoni e di sfaccettature. Il titolo del lavoro discografico è "VOYEUR": uno sguardo sul mondo; un atto d'accusa feroce sul problema dell'incomunicabilità dei giovani rampanti e su tutto ciò che non va nei comportamenti umani. Il disco viene registrato e mixato al Parsifal Studio di Londra e le canzoni da segnalare sono "Il canto di Esmeralda", "Voyeur", "I nuovi santi", "Accade", "Talento", "Rose", "Ha tanti cieli la luna". &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Nel 1991 Renato Zero partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo, con una canzone scritta per l'occasione da Mariella Nava: "Spalle al muro". La sua esibizione, così come il significato del brano, ricevono un lunghissimo applauso con tutto il pubblico in piedi. Non vincerà il Festival, ma fu il vero trionfatore di quella edizione. Il disco live "PROMETEO", contenente il brano sanremese, nonché un altro brano inedito scritto da Renato nel 1965, "L'equilibrista", ha venduto 250 mila copie ed ha raggiunto la terza posizione nella Hit Parade. L'incisione di "Spalle al muro" fu eseguita dalla Royal Philarmonic Orchestra di Londra, diretta e arrangiata dal grande Geoff Westley. Per Natale pubblica una raccolta di inediti, scritti tra il 1977 e il 1990, alcuni riveduti e corretti, s'intitola "LA COSCIENZA DI ZERO". Da ricordare i brani "Regalati una sera", "Più insieme".&lt;br /&gt;Nel 1992 accetta di tornare in Televisione per presentare, in compagnia di Giancarlo Magalli e Barbara De Rossi, la Trasmissione della RAI, "1, 2, 3, RAI…Riva Del Garda" e con l'occasione, annuncia, per la prima volta, il progetto Fonòpoli.&lt;br /&gt;Il 1993, il suo nuovo lavoro discografico si intitola "QUANDO NON SEI PIÙ DI NESSUNO". Partecipa ancora una volta al Festival di Sanremo, presentando il brano, "Ave Maria" ed alla fine della sua esibizione, tutto il pubblico, in piedi, gli attribuisce un applauso di dieci minuti. Per questo lavoro ha convocato musicisti stranieri che hanno suonato con i grandi del rock e del blues, Centofanti, il Maestro Serio, l'Orchestra Sinfonica ed il Coro dell'Unione Musicisti di Roma.I testi dei brani contenuti nell'album sono tutti scritti da Renato, fatta eccezione per "Figli della guerra" e "Casal De' Pazzi" (liberamente tratto dagli scritti di P.P. Pasolini), per i quali ha chiesto la collaborazione di Franca Evangelisti. Le musiche, sono state scritte ed arrangiate dal Maestro Serio e da Dario Baldan Bembo. Contemporaneamente incide un mini CD, "PASSAPORTO PER FONOPOLI" (contenente un calendario disegnato da Giovanni Barca e la Tessera dell'Associazione) i cui proventi sono interamente destinati a Fonòpoli. Il CD in questione contiene 3 brani inediti ("Me ne fotto", "I ragazzi nella pioggia" e "Giorni senza storia") più "Ave Maria", già inclusa nell'album.&lt;br /&gt;Il 1994 è l'anno de "L'IMPERFETTO". Il disco viene registrato e mixato, presso lo Studio Fonòpoli di Roma con la partecipazione di 13 i musicisti e di coristi del calibro di Baraonna, Augusto Giardino e Pasquale Schembri.Tutto il disco è di grande spessore a livello di testi, musica e arrangiamenti, con sonorità rock. Sempre dello stesso anno è la partecipazione di Renato alla Colonna Sonora del film di Tim Burton "NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS". Le canzoni in cui è presente l'Artista sono "Re del blu", re del mai", "Cos'è", "Assemblea cittadina", "L'ossessione di Jack", "Far Natale", "Povero Jack" e "Finale/Reprise". Inoltre presta la voce al personaggio Jack Skeletron nei dialoghi. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Nel 1995 pubblica il CD, omaggio per i 30 anni di carriera: "SULLE TRACCE DELL'IMPERFETTO". In questo lavoro parteciperà l'Orchestra dell'Accademia Musicale Italiana diretta e arrangiata dal Maestro Renato Serio, oltre che i musicisti della ritmica (i collaboratori usuali di Renato). Il disco contiene il brano "I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA", titolo che sarà usato, inoltre, per presentare il Cofanetto natalizio contenente i due album "L'imperfetto" e "Sulle tracce dell'imperfetto".&lt;br /&gt;Il 1998 Renato pubblica il lavoro discografico che risulterà il "Disco dell'Anno" e "Album più venduto nel 1998" (un milione e duecentomila copie): "AMORE DOPO AMORE".L'Album è stato realizzato da Renato Zero e prodotto da Stefano Senesi, Phil Palmer, Stephen W. Tayler e Renato Serio con i musicisti dell'Orchestra Aurora, arrangiata e diretta dal Maestro Renato Serio e con i musicisti della ritmica.&lt;br /&gt;Nel 1999, Renato pubblica l'album live "AMORE DOPO AMORE TOUR DOPO TOUR", registrato a Milano, al FilaForum di Assago, il 20 Ottobre 1998 da Franco Finetti. I 5 brani inediti, sono stati registrati presso lo Studio Fonopòli di Roma: "Si sta facendo notte", "Che strano gioco è", "Al buio", "Il circo" e "Il coraggio delle idee".&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Nel 2000 finalmente ha uno spazio tutto suo in televisione. La RAI, dopo i successi dei programmi di Morandi e Celentano, gli offre la possibilità di realizzare una trasmissione in quattro puntate, più una 5^ puntata speciale con "Il meglio di..". Renato accetta l'invito e così nasce "Tutti gli Zeri del mondo", viaggio ideale a bordo della "Zeronave" attraverso la sua arte, la sua musica, il suo essere teatrante.Il 26 maggio, viene pubblicato il nuovo CD di Renato: sorta di raccolta con 5 brani inediti "Il pelo sul cuore" "Le mie donne", "Quello che non ho detto", "La voce mia" e "Via dei martiri", più una raccolta di omaggi ad alcuni grandi della canzone italiana e non: Luigi Tenco (Vedrai, vedrai/ Lontano lontano), Fabrizio De André (La canzone di Marinella), Lucio Battisti (Anche per te), Umberto Bindi (Il mio mondo/Il nostro concerto/La musica è finita), Charles Aznavour (L'istrione) e Domenico Modugno (Tu sì na cosa grande). L'album contiene anche la sigla d'apertura della trasmissione (L'imbarco) e quella di chiusura, in duetto con MINA (Tutti gli zeri del mondo). Il titolo di questa nuova opera è: "TUTTI GLI ZERI DEL MONDO".&lt;br /&gt;A novembre 2001 esce l'ultimo attesissimo cd di Zero "LA CURVA DELL'ANGELO" Lavoro di grande intensità emotiva, essendo stato scritto durante gli ultimi giorni di vita dell'adorata mamma Ada. Questo album si avvale della collaborazione di grandi musicisti, quali Ennio Morricone (arrangiamento, musica e direzione d'orchestra di "Pura Luce"), Celso Valli e Fio Zanotti. Il grande Geoff Westley torna a scrivere e dirigere gli archi. Ad Aprile parte da Firenze il Tour "Prove di Volo" che terminerà il 4 Agosto a Viareggio totalizzando qualcosa come 500.000 spettatori. Memorabile la serata romana del 19 Luglio all'Olimpico di fronte ad ottantamila spettatori in delirio. Le scenografie sono state ideate da Gaetano Castelli, i costumi di Carlo Pignatelli. Ad Ottobre scrive per Mina "Che Fatica" in occasione dell'uscita del suo ultimo lavoro "Veleno". Nel frattempo Renato Zero si dedica alla preparazione del nuovo album.&lt;br /&gt;E’ il 2003: un anno ricco, ma soprattutto importante, per Renato e la sua gente. Appena si sparge la notizia che l’artista romano si è chiuso in sala di registrazione per incidere i pezzi del suo nuovo album, è subito fermento tra i suoi fan. Trapela solo la notizia che ad arrangiare il nuovo lavoro è Geoff Westley (già collaboratore di Zero in passato).Sono passati 2 anni dal precedente cd e Renato per l’occasione prepara una grande rentreé : organizza in collaborazione con radio Rai 1, uno spettacolo di presentazione per l’anteprima del suo nuovo album, niente di meno che al teatro Eliseo di Roma (tempio delle commedie del grande Eduardo de Filippo).I fortunati che potranno assistere a questo vero e proprio evento, saranno 800 persone, selezionate da radio Rai 1 tramite un gioco telefonico. Il giorno designato è il 3 novembre alle ore 21. La mattina del 3, sempre al teatro Eliseo, Renato terrà una conferenza stampa di presentazione dell’album per i giornalisti. Il cd uscirà nei negozi il 7 novembre.Il titolo del nuovo lavoro è “Cattura”. Renato, tra l'altro, dichiara: “Cattura è piacere, stimolo all’interesse degli altri e per gli altri…” Essere liberi nelle proprie scelte, senza condizionamenti, né fraintendimenti.La copertina è un disegno di Gianni Ronco (già collaboratore di Mina).I musicisti sono: Lele Melotti alla batteria, Geoff Westley alle tastiere, Phil Palmer alle chitarre, Paolo Costa al basso, Massimo Zanotti ai fiati, Andrea Tofanelli alla tromba, Gabriele Bolognesi al sax, accompagnati dall’orchestra di Roma e da coristi formidabili.Il singolo che promuoverà il nuovo album nelle radio è “A Braccia Aperte”. Un brano arioso, che renderà al meglio soprattutto dal vivo. Abbiamo il piacere di ascoltarne l’anteprima il 10 ottobre 2003 a mezzanotte, sulle frequenze di radio Italia. Uscirà come singolo nei negozi il 23 ottobre.&lt;br /&gt;Inesauribile, Renato nel frattempo collabora ai testi della nuova trasmissione targata Rai 1, di Giorgio Panariello: “Torno Sabato e…. 3”; scrivendo anche il testo della sigla di chiusura del programma: la splendida “Aspettando Domani”.&lt;br /&gt;Tornando al cd “Cattura”: è una miscela esplosiva del Renato anni ’70 con la maturità e le sonorità di oggi. Brani come “Magari”, “Come mi Vorresti”, “A Braccia Aperte”, “La Vie”, “Non si fa giorno mai”, “I Miei Miti”, sono già entrati nei classici zeriani. Il disco sale immediatamente al 1° posto in classifica e venderà circa 500.000 copie, nonostante la crisi del disco….&lt;br /&gt;Il 2 aprile 2004 esce nei negozi il nuovo singolo “Come mi vorresti” che contiene, oltre al brano musicale, la traccia del videoclip.&lt;br /&gt;Il 2004 è l’anno del tour-evento “Cattura il meglio in tour 2004” (trasformatosi poi in: “Cattura il Sogno tour 2004”), che proseguirà con: “Il Sogno Continua”. In occasione del tour, che partirà il 29 maggio dallo Stadio San Siro di Milano, sarà in vendita dal 16 aprile una nuova edizione dell’album "CATTURA" con un’inedita copertina bianca, alcune tracce audio più lunghe delle originali e la traccia video di “Come Mi Vorresti” come bonus track.Il palco, di grande effetto, ha come scenografia una enorme sagoma del pupazzo di Gulliver con nella mano i pennelli tipici del pittore.Sul palco 12 ballerini diretti dal grande coreografo Bill Goodson e dall’assistente Simona Morgia.I cambi d’abito di Renato saranno 10, i costumi di scena sono di Gabriele Mayer di G.P.11, i vestiti di Roberto Cavalli e Carlo Pignatelli. Le calzature di Cesare Paciotti.I Musicisti in tour sono:Stefano Senesi al pianoforte,Elio Rivagli alla batteria;Rosario Iermano alle percussioni;Paolo Costa al basso;Giorgio Cocilovo alle chitarre;Marco Forni alle tastiere;Phil Palmer alle chitarre;Remo Rigetti operatore pro tools;Steven Martinovic al mixer di palco;Franco Finetti al mixer di sala;Billy Bigliardi come light designer.&lt;br /&gt;Orchestra Sinfonica scritta e diretta da Renato Serio per il brano inedito “Amico Assoluto”.&lt;br /&gt;Le voci fuori campo sono di Giancarlo Giannini (la Ragione) e Giuliana Lo Jodice (il Sogno).La prima parte del tour si svolge negli stadi, la seconda invece sarà nei palasport.&lt;br /&gt;La prima parte prevede 5 grandi eventi:&lt;br /&gt;29 maggio MILANO stadio Meazza&lt;br /&gt;10 giugno VERONA stadio Bentegodi&lt;br /&gt;16 giugno FIRENZE stadio Artemio Franchi&lt;br /&gt;24 e 25 giugno ROMA stadio Olimpico&lt;br /&gt;Renato per la prima volta canterà gran parte dei brani che hanno caratterizzato la sua carriera, così come per la prima volta salirà sul palco del Meazza di Milano.Negli stadi, inoltre, durante le ore pomeridiane, ci saranno alcuni giovani talenti che faranno da supporter intrattenendo il pubblico, impaziente e accaldato, nell’attesa delle ore 21, orario d’inizio dello show vero e proprio del Nostro. Questi compagni d’avventura sono stati le band: di L’Aura, Daniele Groff e Filippo Troiani.Veri e propri ospiti, nello spettacolo di Renato, sono stati invece: Raf (a Milano e Roma), Michele Zarrillo (a Roma), Francesco Renga (a Verona), e Ron (a Firenze).Alexia poi è stata l’ospite fissa di queste 5 date, duettando con Renato sulle note di “Madame” e intrattenendoci poi con il suo brano “Dimmi Come”.Grandissimo successo di pubblico: 290.000 spettatori invaderanno gli stadi italiani.170.000 biglietti venduti in 10 giorni !&lt;br /&gt;Ad ottobre parte la II° parte: “Il Sogno Continua…. Tour 2004”. A fine settembre, proprio in occasione della promozione del tour autunnale, le radio lanciano il singolo di “Magari”, uno dei brani di maggiore successo di “Cattura”. Nei palasport, la scenografia è stata ridotta, i ballerini saranno 6 (e non più 12), ma ci saranno in più, rispetto all’edizione precedente, 4 coriste vestite da sirene bionde: Stefania Martin, Giulia Fasolino, Betty Maineri e Alessandra Puglisi.Il tour parte da Genova il 16 ottobre e si chiuderà il 28 novembre ad Acireale. Solo all’ultimo momento infatti sarà aggiunta l’ultimissima data a Perugia, il 1° dicembre, che andrà esaurita in poche ore.Inizialmente le date dovevano essere 14, ma giunti alla partenza del tour saranno diventate invece ben 25!I biglietti vanno letteralmente a ruba: vengono venduti i primi 8.000 biglietti in sole 3 ore!E’ un altro clamoroso bagno di folla: alla fine di questa 2° parte del tour, il pubblico accorso a vedere lo spettacolo sarà stato di 190.000 spettatori!!!Altro record: venduti in 2 giorni 100.000 biglietti, di cui 20.000 solo a Roma.&lt;br /&gt;Alla fine dell’anno si può affermare che “Il Sogno” ha replicato ben 30 volte! Il pubblico che ha risposto alla chiamata: 480.000 spettatori…Renato ha fatto centro: il suo è il tour dell’anno.&lt;br /&gt;Una vera e propria chicca di questo tour è la proiezione, mezz’ora prima dall’inizio dello spettacolo, di un filmato che racconta la storia di questo poliedrico artista. Ci troviamo di fonte ad una carrellata di immagini di vari periodi, alcune viste davvero pochissimo, un’alternanza di videoclip ed esibizioni dal vivo, che spaziano nei vari periodi della carriera di Renato. Si tratta di un regalo che l’artista ha voluto fare al suo pubblico; alla fine leggiamo infatti che il materiale proviene proprio dalla fonoteca personale di Renato.&lt;br /&gt;Ospiti fisse di questa seconda parte della tourneé sono Mariella Nava e Jasmine (la figlia di Stefania Rotolo).&lt;br /&gt;Nella scaletta del concerto compare “Galeotto fu il Canotto”: l’artista romano non la cantava dal vivo dal 1981; inoltre ci sono 2 inediti: “Leggera”, mai pubblicata neanche in seguito; e la splendida “Amico Assoluto” che Renato canta, in parte, accompagnato dai suoi ospiti.&lt;br /&gt;Il 2004 è infatti anche l’anno dell’uscita del primo dvd di Renato: “Figli del Sogno”, splendido racconto dei concerti romani del 24 e 25 giugno allo stadio Olimpico. Contemporaneamente, il 5 novembre esce anche l’omonimo cd live doppio. Alla fine dell’anno il dvd risulterà essere il più venduto in soli 2 mesi e il cd venderà 400.000 copie. Su entrambi compare il brano inedito “Amico Assoluto”, cantato da Renato sia nella tranche estiva, che in quella autunnale. Nel cd è presente anche la versione in studio.&lt;br /&gt;Il 2005 doveva essere un periodo di preparazione per il nuovo lavoro previsto per l’anno seguente.Renato invece, come al solito smentisce le aspettative: a partire dal mese di maggio chiama a raccolta i suoi fedeli collaboratori di sempre per cominciare a lavorare alle sue nuove canzoni.Il 4 novembre compare in radio il primo singolo “Mentre Aspetto che Ritorni”, brano d’amore non propriamente in stile zeriano, ma non per questo meno emozionante.Renato, fino al 17 novembre, custodisce gelosamente (com’è nel suo stile) i segreti sul titolo, sul significato e sulle canzoni contenute nel nuovo disco. Per quel giorno organizza una conferenza stampa di presentazione del nuovo cd, che uscirà il giorno dopo, cioè il 18 novembre. Titolo: “Il Dono”. Esce in tre formati diversi: CD, DUAL DISC (cd e dvd in un unico supporto, contenente un’intervista di circa mezz’ora); e una confezione speciale per i collezionisti denominata infatti “De Luxe” contenente un libro foto più grande.&lt;br /&gt;Questo nuovo disco è un inaspettato sfogo dell’artista e dell’uomo, il quale parla di problemi sociali, come quello degli extracomunitari, della guerra, della vita e dell’amore. Un discorso a tutto tondo, chiaro e preciso.Brani come “Immi Ruah”, “Una Vita fa”, “Dal Mare”, “Mi chiamo Aria”, “D’Aria e di Musica” e “La Vita è un Dono”, dedicata al grande Woytila, sono già entrati nell’immaginario collettivo.&lt;br /&gt;Basta leggere le note di copertina per verificare l’accuratezza del cd. Tra gli autori, insieme a Renato troviamo: V. Incenzo, M. Fabrizio, G. Podio, G. Morra e Guidetti.I musicisti sono: Elio Rivagli, Miky Feat, Phil Palmer (co-produttore del disco insieme a Zero e R. Serio), Danilo Madonia , Rosario Iermano.La banda della Guardia di Finanza nel brano “Una Vita Fa” è diretta da Renato Serio.Il disco è stato mixato e masterizzato tra Roma e Londra, presso Metropolis Mastering da Tony Cousins.Appena il cd esce nei negozi è subito un successo strepitoso: per 5 settimane è primo in classifica. In soli 2 mesi 500.000 copie vendute: è un record, che induce Renato a ringraziare tutti i suoi fan, attraverso le pagine del suo sito ufficiale.In un momento di crisi discografica, d’inflazione di cd live e compilation, Renato è uscito, con 1 cd nuovo di zecca, sfidando le logiche commerciali.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;MpZerO Tour 2007&lt;br /&gt;Roma raddoppia!!! A grandissima richiesta, Renato Zero replica all'Olimpico Domenica 3 Giugno&lt;br /&gt;A meno di un mese dall'annuncio del tour negli stadi, Renato Zero raddoppia il concerto nella Capitale e conferma un nuovo appuntamento: oltre a sabato 2 Giugno si esibirà anche Domenica 3 Giugno sempre allostadio Olimpico.&lt;br /&gt;Mentre lo ZEROMOVIMENTO Tour 2006 si aggiudica il Telegatto nella categoria Musica come Migliore Tourneè dell'anno, RENATO ZERO sta già guardando oltre, impegnato nel progetto di un nuovo spettacolo per i sei concerti che dal 26 Maggio al 20 Giugno 2007 lo vedranno esibirsi negli stadi.&lt;br /&gt;Se lo ZeroMovimento Tour, con i suoi 25 concerti sold out e 200.000 spettatori fra Febbraio e Aprile 2006, ha conquistato a pieno titolo la statuetta nel Premio istituito da Sorrisi e Canzoni Tv, l’annuncio del ritorno sul palco di Renato Zero nell’estate 2007 per 6 nuovi appuntamenti (sempre organizzati dalla Barley Arts di Claudio Trotta) ha già creato un clima di trepidante attesa: a una settimana dall’inizio delle prevendite (aperte finora nel solo circuito Ticketone) 50.000 fans si sono già assicurati un posto allo stadio&lt;br /&gt;L'apertura delle prevendite per questa nuova data è fissata per Giovedì 15 Febbraio presso i circuiti Ticketone, Amit, HelloTicket, Box Office&lt;br /&gt;Il primo appuntamento è SABATO 26 Maggio allo STADIO EUGANEO di PADOVA, seguito da ROMA (2 Giugno, STADIO OLIMPICO), MILANO (9 giugno SANSIRO), FIRENZE (13 Giugno, STADIO FRANCHI), BARI (16 giugno, ARENA della VITTORIA), PALERMO (20 Giugno, VELODROMO)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7106097055654099039-283089754099432062?l=musicaesax.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://musicaesax.blogspot.com/feeds/283089754099432062/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7106097055654099039&amp;postID=283089754099432062' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7106097055654099039/posts/default/283089754099432062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7106097055654099039/posts/default/283089754099432062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://musicaesax.blogspot.com/2007/07/tutto-su-renato-zero-la-sua-definizione.html' title=''/><author><name>Salvatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13672927348502484927</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZQaK4th4ED0/Ro-KQDphn3I/AAAAAAAAAAc/Jw65-mQgm0A/s72-c/fotoalbum%2520renato%2520zero.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7106097055654099039.post-4004425676161299051</id><published>2007-06-28T02:31:00.001-07:00</published><updated>2007-06-28T02:31:38.326-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;STORIA DEL PIANOFORTE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Strumento a corde percosse mediante martelletti posti in azione dai tasti. E’ solo considerando la formazione del Pianoforte per mezzo della vibrazione di corde sonore, indipendentemente da mezzo con cui tale vibrazione è prodotta, che possiamo far risalire le sue origini alla più remota antichità, ma tali origini restano sempre abbastanza vaghe. Il più lontano antenato del Pianoforte fu il MONOCORDO, che gli antichi adoperavano soprattutto per conoscere e fissare i rapp&amp;shy;orti matematici dei suoni (la lunghezza dell’unica corda veniva mutata per mezzo di un cavalletto mobile). E’ certo che al monocordo vennero aggiunte in seguito altre corde. L’helicon, descritto da Aristide Quintiliano (sec. II d. C.) non è che l’antico monocordo, ma con quattro corde; e lo strumento a 19 corde descritto da J. de Muris, nel suo Musica speculativa (1323), non era che un ulteriore arricchimento del monocordo. In questi strumenti la corda veniva messa in vibrazione con le dita: come nel salterio e nel timpanon, strumenti di origine orientale. Il salterio era una specie di cassa armonica di forma trapezoidale irregolare sulla quale erano tese varie corde messe in vibrazione dalle dita del suonatore; non molto diversa era la forma del timpanon, ma in questo le corde venivano percosse e non pizzicate dal suonatore per mezzo di due bacchettine di legno duro (come nel cjmbalum ungherese attuale). E’ in questo che, probabilmente, si trova l’origine del Pianoforte attuale. L’idea di applicare una tastiera (come quella già in uso negli organi) a questi strumenti dovette presentarsi assai presto; già fra i secc. VIII e XI era in uso l’organistrum, specie di viola dotata di tasti, ma il primo strumento che si può considerare come un vero e proprio antenato del Pianoforte è il CLAVICORDO. In esso le corde erano disposte parallelamente alla tastiera, e non perpendicolarmente come nel Pianoforte moderno. I tasti mettevano in azione non già dei martelli, ma alcuni “bracci di leva” i quali, percuotendo la corda, la dividevano al tempo stesso in due parti disuguali, una delle quali vibrava libe&amp;shy;ramente, mentre le vibrazioni dell’altra erano impedite dal “braccio di leva”, cosicché la stessa corda poteva dare suoni diversi (4 o 5), e i tasti erano in numero assai maggiore delle corde.&lt;br /&gt;   Parallelo al clavicordo, per quanto la sua apparizione sia posteriore a questo di qualche decennio, è il CLAVICEMBALO Clavicordo e clavicembalo furono in gran voga fino alla fine del sec. XVIII, ma l’impossibilità di tenere un suono per un certo tempo stimolò a cercare un’altra soluzione. Nei primi anni del 1700 furono parecchi i costruttori che si dedicarono a risolvere il problema, ma solamente intorno al 1711 il padovano B. Cristofori presentò lo strumento che può essere considerato come il primo Pianoforte moderno. Al saltarello del clavicembalo B. Cristofori sostituì un martelletto di legno duro, fasciato di feltro e destinato a percuotere (non più a pizzicare) la corda direttamente, ottenendo così un altro carattere e una maggior intensità di vibrazioni e la possibilità di variare l’intensità del suono, secondo la maggiore o minore forza che il tasto comunicava al martelletto; modificò la meccanica dello strumento per mezzo di uno « scappamento a molla» che obbligava il martelletto a ritornare in posizione di riposo non appena la corda fosse stata percossa, e di un cuscinetto destinato a ricevere il martelletto e a smorzare l’urto che il martelletto avrebbe ricevuto nella caduta; infine aggiunse gli smorza&amp;shy;tori, uno per ogni nota. Lo strumento fu accolto più con curiosità che con simpatia (Bach e Mozart si dichiararono per il clavicembalo) e fu solamente verso la fine del sec. XVIII che il Pianoforte cominciò a imporsi. Uno degli apostoli del nuovo strumento fu il romano Muzio Clementi, pianista e compositore e, più tardi, costruttore di Pianoforti egli stesso. Nel 1823 il francese Sébastien Érard, proprietario e costruttore di una fabbrica di Pianoforti, inventò il «doppio scappam&amp;shy;ento» e sostituì ai perni di legno quelli di acciaio. Il nuovo ritrovato, che permette di ribattere una nota con quanta velocità si voglia, fu un nuovo perfezionamento che permise al Pianoforte di im&amp;shy;porsi, e ai compositori di creare uno «stile pianistico» tanto diverso dallo «stile clavicembalistico », quanta era la diversità dei due strumenti. La prima fabbrica di Pianoforti fu organizzata in Ingh&amp;shy;ilterra nel 1770: qualche anno dopo le fabbriche si moltiplicarono. In Francia: Érard, Pleyel, Gaveau, ecc.; in Germania: Stein, Bechstein, Blùthner, ecc.; in Inghilterra: Broadwood, Collard (della quale fu socio Clementi), ecc.; in America: Steinway. Fu in America, a Filadelfia, nel 1800 che I. Hawkins fece brevettare una forma di Pianoforte « verticale» (Portable Grand Piano), costruito sul modello del Piano-giraffe dell’inglese R. Stodart (1795); sembra però ch’esso fosse stato realizzato più di mezzo secolo prima, in Italia, da Domenico Del Mela di Gagliano. La nuova forma dello strumento, più maneggevole ed economica, ne favorì la diffusione sia nell’ambie&amp;shy;nte artistico sia in quello dei dilettanti. Così il Pianoforte, per la sua natura, si prestava sia ad offrire ai compositori un nuovo mezzo espressivo sia, e questo, forse, contribuì maggiormente alla sua diffusione, a eseguire in forma di sunto (riduzione) composizioni scritte per complessi strumentali anche assai numerosi. Come tale si può dire che il Pianoforte fu veramente il veicolo della cultura musicale moderna. Tra gli altri vantaggi non bisogna dimenticare quello di poter essere suonato da due esecutori (Pianoforte a quattro mani) per esecuzioni più complesse; e la possibilità d’esser trattato sia come strumento d’orchestra (solista o concertante), sia in gruppi autonomi, come nelle Noces di Stravinskij, in cui l’organico è rappresentato da quattro Pianoforti e strumenti a percussione.&lt;br /&gt; STRUTTURA&lt;br /&gt;I tipi di Pianoforte oggi in uso sono due: quello a coda (che secondo la dimensione può essere a 3/4, a mezza coda, a 1/4), in cui la disposizione delle corde è orizzontale e in prolungamento del sistema di leve comandate dai tasti (meccanica); e quello verticale, in cui le corde sono disposte verticalmente e perpendicolarmente alla meccanica e alla tastiera. Questo per le differenziazioni esterne: quanto alla meccanica, a parte qualche dettaglio, la costruzione è quasi identica per i due modelli. Così si può dire che il Pianoforte è costituito essenzialmente di una cassa armonica, cioè il corpo principale dello strumento, la cui forma corrisponde alla forma del pianoforte. Nella cassa armonica sta il pancone (o somiere), tavola di legno robustissimo, sulle estremità della quale vengono conficcate le ca&amp;shy;viglie (piroli o cavicchi) girevoli, destinate a fissare la tensione delle corde. Nei Pianoforti moderni il pancone è sostituito da un robusto scheletro di ferro fuso o di bronzo, con molto maggior vantaggio per la durata e la resistenza della tensione delle corde, la quale si ottiene serrando con apposita chiave le caviglie. Il sistema delle corde era in origine disposto su per giù come quello dell’arpa, ma da una cinquantina d’anni a questa parte gode maggior favore una disposizione a forma di due arpe triangolari sovrapposte (sistema a corde incrociate), ciò che favorisce un più libero gioco di risonanza e nello stesso tempo offre la possi&amp;shy;bilità di ridurre le dimensioni dello strumento. Le corde sono di acciaio: quelle del registro più grave, di diametro maggiore, sono fasciate da un filo di rame e ognuna basta a una nota. Nel registro grave ogni martelletto percuote due corde (accordate all’unisono, bene inteso), nel registro medio e nell’acuto a ogni nota corrispondono tre corde (accordate egualmente all’unisono). L’estensione del Pianoforte è generalmente sette ottave, dal           al              alcuni Pianoforti, però, tendono ad aumentare questa estensione sino al fa.&lt;br /&gt;L’accordatura del Pianoforte è basata sul sistema temperato: quello cioè entrato in uso nel sec. XVIII e che divide l’ottava in 12 parti uguali, identificando il diesis con il bemolle (re diesis = mi bemolle), ciò che non corrisponde agli intervalli della scala naturale, ma è universalmente accettato. Le corde sono messe in vibrazione dai martelletti azionati dalla tastiera. Si definisce così il sistema dei tasti, bianchi (corrispondenti agli intervalli naturali della gamma dia&amp;shy;tonica) e neri (i quali corrispondono ai suoni alterati della stessa gamma). I tasti sono aste di legno (leve), nella parte esterna rivestiti di materiale plastico o d’avorio quelli diatonici e d’ebano quelli cromatici, che comandano un meccanismo, il quale a sua volta aziona il martelletto che percuote la corda: quanto più il meccanismo è sensibile alle gradazioni di forza con cui il tasto è percosso, tanto più il pianista può comandare l’intensità della vibrazione ottenuta e per conseguenza del suono. Il martelletto, coperto di feltro finissimo, è scagliato contro la corda da un’articola&amp;shy;zione di legno detta saltarello. Quando il martelletto batte sulla corda, il saltarello si solleva; appena avve&amp;shy;nuto il colpo il martelletto ricade, non nella posizione di riposo, ma in una intermedia, dove rimane finché il tasto è abbassato. L’atto del dito che preme il tasto non fa soltanto alzare il martelletto, ma solleva pure lo smorzatore, piccolo pezzo di legno coperto di feltro, che, ordinariamente, sta a contatto della corda; esso riprende la posizione solamente quando il tasto è tor&amp;shy;nato in posizione di riposo; ciò permette di prolungare a volontà, per quanto è compatibile con la durata delle vibrazioni, la durata delle note. Per ottenere la migliore disposizione degli armonici il martelletto batte sulla corda tra un settimo e un nono della sua lun&amp;shy;ghezza; il punto di contatto varia però secondo i costruttori.&lt;br /&gt;A completare il meccanismo della produzione del suono il Pianoforte ha tre pedali. Quello di destra, detto im&amp;shy;propriamente forte (e il suo impiego è indicato dal segno pedale che si prolunga fino a *: nelle edizioni moderne da una linea ininterrotta per tutta la durata in cui il pedale deve essere tenuto abbassato), scosta leggermente tutti gli smorzatori e permette alle corde di vibrare liberamente e, più ancora, di rinforzare il suono per mezzo delle vibrazioni di simpatia armonica. Il pedale di sinistra (che si indica con le parole una corda) ha per funzione di spostare tutto il meccanismo verso destra, in modo che i martelletti anziché su tre, percuotano sopra un’unica corda riducendo così sen&amp;shy;sibilmente il volume di suono. Il terzo pedale, che manca in alcuni Pianoforti, ha funzione di sordina: abbassan&amp;shy;dolo si fa scendere tra le corde e i martelletti una striscia di panno che attenua sensibilmente le vibra&amp;shy;zioni. I pedali si adoperano isolati oppure accoppiati secondo le indicazioni dell’autore o il criterio dell’interprete.   &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7106097055654099039-4004425676161299051?l=musicaesax.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://musicaesax.blogspot.com/feeds/4004425676161299051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7106097055654099039&amp;postID=4004425676161299051' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7106097055654099039/posts/default/4004425676161299051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7106097055654099039/posts/default/4004425676161299051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://musicaesax.blogspot.com/2007/06/storia-del-pianoforte-strumento-corde.html' title=''/><author><name>Salvatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13672927348502484927</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7106097055654099039.post-5881149287001872138</id><published>2007-06-04T14:18:00.000-07:00</published><updated>2007-06-04T14:20:51.308-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZQaK4th4ED0/RmSCGuVBYGI/AAAAAAAAAAM/GikIye9_nAo/s1600-h/Piano.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5072322132353048674" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZQaK4th4ED0/RmSCGuVBYGI/AAAAAAAAAAM/GikIye9_nAo/s320/Piano.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;IL PIANOFORTE: una delle mie passioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il pianoforte è uno &lt;a title="Strumento musicale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strumento_musicale"&gt;strumento musicale&lt;/a&gt; in grado di produrre un &lt;a title="Suono" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Suono"&gt;suono&lt;/a&gt; grazie a &lt;a title="Corda (musica)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corda_%28musica%29"&gt;corde&lt;/a&gt; che vengono percosse per mezzo di martelletti azionati da una &lt;a title="Tastiera (musica)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tastiera_%28musica%29"&gt;tastiera&lt;/a&gt;. Fa parte, quindi, dei &lt;a title="Cordofoni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cordofoni"&gt;cordofoni&lt;/a&gt; a corde percosse.&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Pianoforte a un quarto di coda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Piano.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Piano.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Pianoforte a un quarto di coda&lt;br /&gt;L'origine della parola pianoforte è italiana ed è riferita alla possibilità che lo strumento offre di suonare note a volumi diversi in base al tocco, ovvero alla forza delle sue dita sui tasti. Possibilità negata invece da strumenti precedenti quali il &lt;a title="Clavicembalo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Clavicembalo"&gt;clavicembalo&lt;/a&gt;. Anche mediante l'intervento sui pedali, che azionano particolari meccanismi, l'esecutore può modificare il suono risultante.&lt;br /&gt;Chi suona il pianoforte viene chiamato &lt;a title="Pianista" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pianista"&gt;pianista&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;In quanto strumento dotato di una tastiera e di corde, il pianoforte è simile al &lt;a title="Clavicordo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Clavicordo"&gt;clavicordo&lt;/a&gt; e al &lt;a title="Clavicembalo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Clavicembalo"&gt;clavicembalo&lt;/a&gt;, dai quali storicamente deriva. I tre strumenti differiscono nel meccanismo di produzione di suono.&lt;br /&gt;Nel clavicembalo, le corde vengono pizzicate da due plettri posizionati su un'asticella che si alza quando il tasto viene abbassato, non permettendo così di "colorire" il suono.&lt;br /&gt;Nel clavicordo, le corde vengono colpite da tangenti che possono rimanere in contatto con la corda stessa in base alla durata dell'azionamento del tasto.&lt;br /&gt;Nel pianoforte, le corde sono colpite da martelletti che immediatamente rimbalzano, permettendo quindi alla corda di vibrare liberamente, fino al rilascio del tasto che provoca l'intervento dello smorzatore.&lt;br /&gt;&lt;a id="Storia" name="Storia"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: Storia" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pianoforte&amp;action=edit&amp;amp;section=1"&gt;modifica&lt;/a&gt;] Storia&lt;br /&gt;Il primo prototipo del pianoforte si ebbe all'inizio del &lt;a title="Settecento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Settecento"&gt;settecento&lt;/a&gt;, nel momento del maggior splendore dell'arte &lt;a title="Clavicembalo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Clavicembalo"&gt;clavicembalistica&lt;/a&gt;. Fino a poco prima infatti vi era il predominio delle corde pizzicate, invece delle corde percosse, anche se erano nati il &lt;a title="Clavicordo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Clavicordo"&gt;clavicordo&lt;/a&gt; e il &lt;a class="new" title="Pantaleon" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pantaleon&amp;action=edit"&gt;pantaleon&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Il primo modello di pianoforte fu messo a punto da &lt;a title="Bartolomeo Cristofori" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bartolomeo_Cristofori"&gt;Bartolomeo Cristofori&lt;/a&gt;, &lt;a title="Liutaio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Liutaio"&gt;liutaio&lt;/a&gt; e &lt;a title="Cembalaro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cembalaro"&gt;cembalaro&lt;/a&gt;, padovano alla corte fiorentina di Ferdinando de' Medici, a partire dal &lt;a title="1698" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1698"&gt;1698&lt;/a&gt;. L'errore comune di far risalire lo strumento al &lt;a title="1711" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1711"&gt;1711&lt;/a&gt; è dato dal fatto che la notizia dell'invenzione fu scritta da &lt;a title="Scipione Maffei" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scipione_Maffei"&gt;Scipione Maffei&lt;/a&gt; nel "Giornale de' Letterati d'Italia" del &lt;a title="1711" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1711"&gt;1711&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Per la precisione era un "gravicembalo col piano e forte", chiamato verso la fine del settecento con il nome "&lt;a title="Fortepiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fortepiano"&gt;fortepiano&lt;/a&gt;" la novità era l'applicazione di una martelliera al clavicembalo. L'idea di Cristofori era di creare un clavicembalo con possibilità dinamiche controllabili dall'esecutore; nel clavicembalo infatti le corde pizzicate non permettono di controllare la dinamica. Anche per questo motivo, pianoforte e clavicembalo non appartengono alla stessa sottofamiglia. L'idea geniale di Cristofori fu appunto la meccanica moderna, ovviamente semplificata rispetto a quella odierna (scappamento semplice): smorzatori, martelletti indipendenti dalla tastiera, scappamento.&lt;br /&gt;Questo nuovo strumento permise ai nuovi interpreti di ottenere sonorità più o meno forti a seconda della pressione delle dita sui tasti, a differenza dell'organo e del clavicembalo.&lt;br /&gt;Uno dei primi problemi che si presentò fu quello dello scappamento (sistema che permette ad una corda di vibrare riportando il martelletto al proprio posto dopo che questo ha percosso la corda) che fu perfezionato da Cristofori nel &lt;a title="1720" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1720"&gt;1720&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Nel &lt;a title="1721" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1721"&gt;1721&lt;/a&gt; Christoph Gottlieb Schrőter presentò un modello di fortepiano all'Elettore di Sassonia a Dresda, senza successo.&lt;br /&gt;Il fortepiano non ebbe successo in Italia, ma l'idea finì molti anni dopo in &lt;a title="Germania" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Germania"&gt;Germania&lt;/a&gt;, dove il costruttore di organi &lt;a class="new" title="Gottfried Silbermann" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Gottfried_Silbermann&amp;action=edit"&gt;Gottfried Silbermann&lt;/a&gt; nel &lt;a title="1726" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1726"&gt;1726&lt;/a&gt; ricostruì una copia esatta del pianoforte di Cristofori, che sottopose tra l'altro al parere di &lt;a title="Johann Sebastian Bach" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Johann_Sebastian_Bach"&gt;Johann Sebastian Bach&lt;/a&gt;, al quale piacque solo in un secondo momento. Piacque molto invece a Federico II di Prussia, che ne comprò sette per 700 talleri, per arricchire i propri palazzi.&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Martelletti: le corde non vengono più pizzicate, ma percosse" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Piano_hammers.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Piano_hammers.jpg"&gt;&lt;/a&gt;Martelletti: le corde non vengono più pizzicate, ma percosse&lt;br /&gt;Alla bottega dei &lt;a class="new" title="Gottfried Silbermann" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Gottfried_Silbermann&amp;amp;action=edit"&gt;Gottfried Silbermann&lt;/a&gt; si formò André Stein, il quale - dopo essersi reso indipendente - perfezionò ad Augusta in un proprio stabilimento i sistemi dello scappamento e degli smorzatori. Nel &lt;a title="1777" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1777"&gt;1777&lt;/a&gt; ricevette la visita di &lt;a title="Wolfgang Amadeus Mozart" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wolfgang_Amadeus_Mozart"&gt;Wolfgang Amadeus Mozart&lt;/a&gt;, il quale fu molto entusiasta di come quello strumento potesse avere infinite possibilità espressive. I figli di Stein si trasferirono in seguito a &lt;a title="Vienna" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vienna"&gt;Vienna&lt;/a&gt; dove crearono una fabbrica di fortepiani. A Vienna, Nanette, figlia di André Stein, sposò Andreas Streicher: per molto tempo i loro fortepiani furono considerati i migliori d'Europa.&lt;br /&gt;Nel &lt;a title="1758" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1758"&gt;1758&lt;/a&gt; &lt;a class="new" title="Christian Ernst Friederici" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Christian_Ernst_Friederici&amp;action=edit"&gt;Christian Ernst Friederici&lt;/a&gt; creò il primo pianoforte "a tavolo" che assomigliava per molti versi al &lt;a title="Clavicordo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Clavicordo"&gt;clavicordo&lt;/a&gt; e alla &lt;a title="Spinetta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Spinetta"&gt;spinetta&lt;/a&gt;, però era più commerciabile perché costava e ingombrava di meno dei modelli "a coda".&lt;br /&gt;I primi "pianoforti verticali" furono creati forse nel &lt;a title="1780" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1780"&gt;1780&lt;/a&gt; da &lt;a class="new" title="Johann Schmidt" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Johann_Schmidt&amp;amp;action=edit"&gt;Johann Schmidt&lt;/a&gt; di &lt;a title="Salisburgo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salisburgo"&gt;Salisburgo&lt;/a&gt; o nel &lt;a title="1789" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1789"&gt;1789&lt;/a&gt; da &lt;a class="new" title="William Southwell" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=William_Southwell&amp;action=edit"&gt;William Southwell&lt;/a&gt; di &lt;a title="Dublino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dublino"&gt;Dublino&lt;/a&gt;. Alcune fonti fanno risalire i primi pianoforti verticali con quelli del sacerdote &lt;a class="new" title="Domenico Del Mela" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Domenico_Del_Mela&amp;amp;action=edit"&gt;Domenico Del Mela&lt;/a&gt;, che in realtà erano a coda ma messi in posizione verticale, molto simili ai piano-giraffe del &lt;a title="1795" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1795"&gt;1795&lt;/a&gt; inventati in &lt;a title="Inghilterra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Inghilterra"&gt;Inghilterra&lt;/a&gt; da &lt;a class="new" title="Robert Stodart" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Robert_Stodart&amp;action=edit"&gt;Robert Stodart&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;I costruttori francesi più famosi furono &lt;a class="new" title="Sèbastien Érard" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=S%C3%A8bastien_%C3%89rard&amp;amp;action=edit"&gt;Sèbastien Érard&lt;/a&gt; e &lt;a class="new" title="Ignace Pleyel" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ignace_Pleyel&amp;action=edit"&gt;Ignace Pleyel&lt;/a&gt;, i cui modelli piacquero molto a &lt;a title="Chopin" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chopin"&gt;Chopin&lt;/a&gt;, &lt;a title="Jan Ladislav Dussek" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jan_Ladislav_Dussek"&gt;Dussek&lt;/a&gt; e &lt;a title="Sigismund Thalberg" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigismund_Thalberg"&gt;Thalberg&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;a id="XIX_secolo" name="XIX_secolo"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: XIX secolo" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pianoforte&amp;amp;action=edit&amp;section=2"&gt;modifica&lt;/a&gt;] XIX secolo&lt;br /&gt;Nel &lt;a title="XIX secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XIX_secolo"&gt;XIX secolo&lt;/a&gt; si ebbe un incremento delle corde e della loro lunghezza; il pianoforte aveva bisogno di un'intelaiatura più robusta e il legno non era più adatto per sopportare la tensione. Nel &lt;a title="1808" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1808"&gt;1808&lt;/a&gt; Broadwood creò dei rinforzi metallici sul telaio, perfezionandoli nel &lt;a title="1822" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1822"&gt;1822&lt;/a&gt;. Nel &lt;a title="1831" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1831"&gt;1831&lt;/a&gt; l'inglese &lt;a class="new" title="Thomas Allen" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Thomas_Allen&amp;action=edit"&gt;Thomas Allen&lt;/a&gt; inventa un telaio metallico. Nel &lt;a title="1872" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1872"&gt;1872&lt;/a&gt; &lt;a class="new" title="Theodor Steinway" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Theodor_Steinway&amp;amp;action=edit"&gt;Theodor Steinway&lt;/a&gt; brevettò un tipo di telaio chiamato "cupola iron frame", mentre nel &lt;a title="1874" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1874"&gt;1874&lt;/a&gt; inventò il pedale tonale, il cui effetto è quello di mantenere sollevati gli smorzatori dei tasti che vengono premuti nel momento in cui viene abbassato il pedale.&lt;br /&gt;Nella seconda metà dell'&lt;a title="XIX secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XIX_secolo"&gt;800&lt;/a&gt; spiccarono altre case costruttrici &lt;a title="Germania" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Germania"&gt;tedesche&lt;/a&gt; come la Blüthner, la Bechstein, la Ibach, Schidmayer, Kaps, Forster, Rönisch e la Steinweg. &lt;a class="new" title="Theodor Steinway" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Theodor_Steinway&amp;action=edit"&gt;Theodor Steinway&lt;/a&gt;, figlio di &lt;a class="new" title="Henri Engelhardt Steinweg" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Henri_Engelhardt_Steinweg&amp;amp;action=edit"&gt;Henri Engelhardt Steinweg&lt;/a&gt; si trasferì a &lt;a title="New York" href="http://it.wikipedia.org/wiki/New_York"&gt;New York&lt;/a&gt;, dove fondò la &lt;a class="new" title="Steinway &amp; Sons" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Steinway_%26_Sons&amp;amp;action=edit"&gt;Steinway &amp; Sons&lt;/a&gt; ("Steinway" è l'anglicizzazione del cognome tedesco "Steinweg"): altre filiali furono create a &lt;a title="Londra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Londra"&gt;Londra&lt;/a&gt; e &lt;a title="Amburgo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amburgo"&gt;Amburgo&lt;/a&gt;. In &lt;a title="Austria" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Austria"&gt;Austria&lt;/a&gt; fu fondata nel &lt;a title="1828" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1828"&gt;1828&lt;/a&gt; la Bösendorfer. In &lt;a title="Inghilterra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Inghilterra"&gt;Inghilterra&lt;/a&gt; comparvero la Collard (ne fu socio &lt;a title="Muzio Clementi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Muzio_Clementi"&gt;Muzio Clementi&lt;/a&gt;), la Hopkinson e la Chappel. In &lt;a title="Italia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia"&gt;Italia&lt;/a&gt; è tutt'ora attiva la Schultz &amp;amp; Pollmann di &lt;a title="Bolzano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bolzano"&gt;Bolzano&lt;/a&gt; anche se prevalgono le case straniere, come i modelli giapponesi della &lt;a title="Yamaha Corporation" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yamaha_Corporation"&gt;Yamaha&lt;/a&gt; e della Kawai. Attualmente sta acquistando prestigio internazionale la &lt;a title="Fazioli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fazioli"&gt;Fazioli&lt;/a&gt; di &lt;a title="Sacile" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sacile"&gt;Sacile&lt;/a&gt; (&lt;a title="Pordenone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pordenone"&gt;PN&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;a id="La_struttura" name="La_struttura"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: La struttura" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pianoforte&amp;action=edit&amp;amp;section=3"&gt;modifica&lt;/a&gt;] La struttura&lt;br /&gt;Il pianoforte è costituito dalle seguenti parti principali:&lt;br /&gt;la cassa e la tavola armonica&lt;br /&gt;la struttura portante ed il rivestimento esterno di legno stagionato&lt;br /&gt;la tastiera&lt;br /&gt;la meccanica (martelletti, smorzatori, ecc...)&lt;br /&gt;la cordiera&lt;br /&gt;i pedali&lt;br /&gt;&lt;a id="La_cassa_e_la_tavola_armonica" name="La_cassa_e_la_tavola_armonica"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: La cassa e la tavola armonica" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pianoforte&amp;action=edit&amp;amp;section=4"&gt;modifica&lt;/a&gt;] La cassa e la tavola armonica&lt;br /&gt;La cassa e la tavola armonica sono fatte generalmente in legno di &lt;a title="Abies" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Abies"&gt;abete&lt;/a&gt; e &lt;a title="Pioppo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pioppo"&gt;pioppo&lt;/a&gt;. Il somiere, parte in cui stanno le caviglie (o piroli) per tirare o allentare le corde è fatto spesso in legno di &lt;a title="Faggio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Faggio"&gt;faggio&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;a id="La_tastiera" name="La_tastiera"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: La tastiera" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pianoforte&amp;action=edit&amp;amp;section=5"&gt;modifica&lt;/a&gt;] La tastiera&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Tastiera di un pianoforte" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Klavier_Tastatur.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Klavier_Tastatur.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tastiera di un pianoforte&lt;br /&gt;La &lt;a title="Tastiera (musica)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tastiera_%28musica%29"&gt;tastiera&lt;/a&gt; è quella parte del pianoforte dove sono posizionati i tasti. La base su cui questa regge è spesso in &lt;a title="Abies" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Abies"&gt;abete&lt;/a&gt;. Lo strumento dispone generalmente di 88 tasti (sette ottave e una terza minore), 52 bianchi e 36 neri, disposti nella classica successione che intervalla gruppi di due e tre tasti neri. Esistono invece alcuni pianoforti (pochi modelli) che si estendono anche di 9 tasti oltre i normali 88, andando verso il basso. Come punto di riferimento centrale della tastiera viene preso il tasto &lt;a title="Do" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Do"&gt;Do&lt;/a&gt;, chiamato per questo "do centrale".&lt;br /&gt;I tasti dei pianoforti più sofisticati sono spesso in &lt;a title="Avorio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Avorio"&gt;avorio&lt;/a&gt; e &lt;a title="Ebano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ebano"&gt;ebano&lt;/a&gt;, mentre per i pianoforti comuni è usata generalmente la &lt;a class="new" title="Galatite" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Galatite&amp;action=edit"&gt;galatite&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Un'ottava con le sue alterazioni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Pianoclavier.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Pianoclavier.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un'ottava con le sue alterazioni&lt;br /&gt;La nota &lt;a title="Do (nota)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Do_%28nota%29"&gt;Do&lt;/a&gt;, a partire dalla quale è possibile eseguire la scala di Do maggiore, priva di alterazioni, è il tasto bianco situato esattamente prima di ogni successione di due tasti neri. Questi ultimi, in genere, in considerazione della &lt;a title="Tonalità (musica)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tonalit%C3%A0_%28musica%29"&gt;tonalità&lt;/a&gt; della melodia da eseguire, vengono chiamati &lt;a title="Bemolle" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bemolle"&gt;bemolle&lt;/a&gt; o &lt;a title="Diesis" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diesis"&gt;diesis&lt;/a&gt; (più generalmente alterazioni) a seconda del caso in cui si riferiscano alla nota che li segue o a quella che li precede. Nei due casi, comunque, essi producono un suono che risulterà inferiore o superiore di mezzo tono rispetto ai tasti bianchi contigui. Ad esempio il tasto nero immediatamente successivo al Do si chiama Do &lt;a title="Diesis" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diesis"&gt;diesis&lt;/a&gt;; lo stesso tasto nero, considerato come tasto immediatamente precedente il &lt;a title="Re (nota)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Re_%28nota%29"&gt;Re&lt;/a&gt;, si chiama Re &lt;a title="Bemolle" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bemolle"&gt;bemolle&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;a id="La_meccanica" name="La_meccanica"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: La meccanica" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pianoforte&amp;action=edit&amp;amp;section=6"&gt;modifica&lt;/a&gt;] La meccanica&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Martelletti, corde, smorzatori e piroli: la meccanica di un pianoforte verticale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Upright_piano_hammers_%26_dampers.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Upright_piano_hammers_%26_dampers.jpg"&gt;&lt;/a&gt;Martelletti, corde, smorzatori e piroli: la meccanica di un pianoforte verticale&lt;br /&gt;La meccanica è una delle parti più fondamentali del pianoforte perché vi stanno tutta una serie di strumenti e sistemi che permettono la produzione del suono con l'azione del martelletto sulla corda attraverso la pressione del tasto.&lt;br /&gt;&lt;a id="Funzionamento_della_meccanica" name="Funzionamento_della_meccanica"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: Funzionamento della meccanica" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pianoforte&amp;action=edit&amp;amp;section=7"&gt;modifica&lt;/a&gt;] Funzionamento della meccanica&lt;br /&gt;Quando si preme un tasto del pianoforte, che è una leva imperniata su un bilanciere, la sua parte posteriore (coda) si alza e il perno fa muovere il cavalletto, al quale è incernierato. La parte libera del cavalletto si solleva, trascinando con sé lo scappamento (un oggetto a forma di L) e lo spingitore. Lo scappamento mette in funzione un rullino in feltro che è fissato all'asta del martelletto che alla fine si solleva. Lo scappamento va verso l'alto fin quando la sua estremità non tocca il bottoncino di regolazione. Il martelletto continua la sua corsa colpendo le corde e separandosi dallo scappamento. Anche lo spingitore si alza e rimane sospeso fino a quando il tasto non viene rilasciato. Dopo aver percosso la corda, il martelletto ricade anche se non completamente; infatti viene fermato dal rullino dell'asta del martelletto che percuote lo spingitore, il quale è sollevato. Lo scappamento torna così alla sua posizione iniziale, cioè sotto l'asta del martelletto parzialmente alzato. Allo stesso tempo il paramartelletto che il martelletto rimbalzi sulle corde percuotendole nuovamente. Nel caso in cui il tasto venga rilasciato solo in modo parziale, il martelletto si muove libero dal paramartello mentre lo spingitore resta alzato. A questo punto se si preme di nuovo il tasto (che non è stato rilasciato completamente), lo scappamento è in grado di spingere di nuovo il rullino e l'asta del martello verso l'alto. Questo sistema è chiamato doppio scappamento e permette di eseguire rapidamente la ripetizione di una stessa nota senza che il tasto (e quindi anche il martelletto) ritornino alla propria posizione iniziale. Alla pressione del tasto viene attivato un montante che stacca lo smorzatore della corda relativa al tasto premuto, il quale permette alla corda di vibrare liberamente. Rilasciato il tasto, anche in modo parziale, lo smorzatore cade sulla corda bloccandone la vibrazione e tutte le parti della meccanica tornano alla loro posizione d'origine, grazie anche alla forza di gravità.&lt;br /&gt;Il pianoforte verticale non dispone del doppio scappamento, inoltre non tutte le parti della meccanica tornano alla loro posizione iniziale grazie alla forza di gravità, perché i pezzi sono disposti verticalmente, per cui vengono utilizzate piccole strisce di feltro che aiutano nel meccanismo.&lt;br /&gt;&lt;a id="Parti_della_meccanica" name="Parti_della_meccanica"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: Parti della meccanica" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pianoforte&amp;action=edit&amp;amp;section=8"&gt;modifica&lt;/a&gt;] Parti della meccanica&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Schema della meccanica di un pianoforte orizzontale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Fortepian_-_mechanizm_angielski.svg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Fortepian_-_mechanizm_angielski.svg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Schema della meccanica di un pianoforte orizzontale&lt;br /&gt;martelletti: sono piccoli blocchi in legno rivestiti generalmente in feltro, azionati dalla pressione del tasti, che producono il suono percuotendo le corde. Appena la corda viene colpita dal martelletto, questo torna nella sua posizione iniziale, permettendo così alla corda di vibrare; quando il tasto viene rilasciato entrano in funzione gli smorzatori.&lt;br /&gt;scappamento: è un meccanismo che permette al martelletto di tornare alla sua posizione iniziale, dopo aver percosso la corda, mentre il tasto è ancora abbassato. Generalmente nei pianoforti orizzontali esiste il doppio scappamento, un sistema che permette di ottenere due stesse note a distanza ravvicinata premendo lo stesso tasto due volte senza che questo si rialzi del tutto.&lt;br /&gt;smorzatori: sono blocchettini di legno rivestiti in legno che hanno la funzione di soffocare la vibrazione di una corda.&lt;br /&gt;caviglie (o piroli): sono le "chiavi accordanti" del pianoforte che hanno il compito di tenere le corde e permettere l'accordatura di esse.&lt;br /&gt;corde: sono legate ai piroli e sono fatte in lega di acciaio. Variano di diametro e lunghezza a seconda del registro sonoro. Nei pianoforti verticali ogni martelletto batte su un gruppo di due o tre corde suonate all'unisono e su una singola corda più spessa (in genere rivestita di rame per appesantirla) per i suoni più gravi. Nei i pianoforti orizzontali ad ogni tasto corrisponde un gruppo di tre corde, tranne per i suoni più gravi, che, essendo la corda rivestita in rame, hanno solitamente due o una corda (più si va nella zona grave, più il numero delle corde diminuisce).&lt;br /&gt;&lt;a id="I_pedali" name="I_pedali"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: I pedali" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pianoforte&amp;action=edit&amp;amp;section=9"&gt;modifica&lt;/a&gt;] I pedali&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Pedali: una corda, tonale e risonanza." href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Pianopedales.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Pianopedales.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Pedali: una corda, tonale e risonanza.&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Simbolo usato negli spartiti per indicare l'uso della risonanza." href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Music-pedaldown.png"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Music-pedaldown.png"&gt;&lt;/a&gt;Simbolo usato negli spartiti per indicare l'uso della risonanza.&lt;br /&gt;I pianoforti possiedono due o tre pedali, a seconda del costruttore e dell'epoca di costruzione. Essi sono leve poste in basso centralmente, sono azionabili con i piedi. La loro funzione consiste nell'alterare il suono in vario modo.&lt;br /&gt;Si distinguono i seguenti tipi di pedale:&lt;br /&gt;risonanza o forte (normalmente a destra)&lt;br /&gt;Tale pedale, una volta azionato, alza contemporaneamente tutti gli smorzatori, sorta di feltrini che hanno il compito di fermare le vibrazioni della corda immediatamente dopo il rilascio del tasto. Di conseguenza, azionando il pedale, le corde continuano a vibrare finché il suono non si spegne naturalmente. L'impiego di questo pedale aiuta a legare i suoni ed, eventualmente, a creare una sorta di alone timbrico e armonico.&lt;br /&gt;una corda o piano o 1C (normalmente a sinistra)&lt;br /&gt;Tale pedale, nei pianoforti a coda, sposta leggermente tutta la tastiera e la martelliera verso la destra dell'esecutore. In tal modo il martelletto azionato dalla pressione del tasto colpisce solamente una o due corde delle tre che sono associate a ogni tasto (nei medi e acuti ogni nota è intonata da tre corde all'unisono, nella parte alta dei bassi, cioè le corde filate, ogni nota è intonata da due corde, mentre l'ottava più bassa possiede una sola corda per nota: in questa regione quindi il solo effetto di questo pedale è lo spostamento del punto di contatto sul martelletto).&lt;br /&gt;Nel dettaglio bisogna considerare anche che i martelletti sono ricoperti da feltrini nei quali si formano dei solchi dati dai ripetuti urti con le corde. Si agisce sulla durezza del suono ammorbidendo il feltro dei martelletti e quindi si può aumentare o diminuire l'effetto del pedale essendo il punto di contatto spostato rispetto a quando il pedale non è azionato. L'azione di spostamento della martelliera comporta che i feltrini dei martelletti urtino la corda in un punto diverso dai solchi e quindi in un punto in cui sono più morbidi. L'effetto è quello di produrre un suono più flebile, ovattato e intimo, adatto a creare particolari atmosfere sonore.&lt;br /&gt;Il medesimo effetto (con risultato molto meno caratterizzato) viene ottenuto nei pianoforti verticali avvicinando i martelletti alle corde, e accorciando in tal modo il percorso che il martelletto compie per raggiungere la corda.&lt;br /&gt;tonale (al centro)&lt;br /&gt;Il pedale tonale è presente nei pianoforti a coda e deve essere azionato successivamente alla pressione di un tasto o di un gruppo di tasti. È in sostanza un pedale di risonanza che agisce solo per un gruppo limitato di tasti, quelli premuti immediatamente prima all'azione del pedale; gli altri non saranno interessati dalla sua azione.&lt;br /&gt;sordina (al centro, solo negli strumenti destinati allo studio e solo nei pianoforti verticali, al posto del pedale tonale)&lt;br /&gt;La sordina (presente anche in altri strumenti, &lt;a title="Sordina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sordina"&gt;vedi qui&lt;/a&gt;) è un pedale che aziona una leva, attraverso la quale viene interposto tra le corde e i martelletti un lungo panno di feltro. Il suono così ottenuto è piuttosto attutito. L'effetto, però, non è mai stato giudicato musicalmente gradevole, tanto che nessun compositore lo ha mai sfruttato. I pianoforti a coda ne sono sprovvisti ed anche i grossi pianoforti verticali hanno, in luogo della sordina, un pedale tonale.&lt;br /&gt;La sordina ha un'utilità pratica, in quanto, abbassando il volume durante gli esercizi, consente di studiare a lungo senza disturbare parenti e vicini di casa.&lt;br /&gt;&lt;a id="Tipi_di_pianoforte" name="Tipi_di_pianoforte"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: Tipi di pianoforte" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pianoforte&amp;action=edit&amp;amp;section=10"&gt;modifica&lt;/a&gt;] Tipi di pianoforte&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Un pianoforte verticale Bösendorfer." href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:PianodroitB.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:PianodroitB.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un pianoforte verticale Bösendorfer.&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Un pianoforte digitale." href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Pianonum.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Pianonum.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un pianoforte digitale.&lt;br /&gt;Esistono diversi tipi di pianoforte:&lt;br /&gt;orizzontale: esistono a un quarto di coda, mezza coda, tre quarti di coda e a coda; producono, in ordine crescente, suoni sempre migliori a causa dell'ampiezza sempre maggiore della cassa armonica. È usato principalmente per concerti ed esibizioni.&lt;br /&gt;verticale: è disposto verticalmente, così come la sua tavola armonica e le corde che stanno dietro alla tastiera La sua altezza oscilla tra i 100 e i 130 centimetri. È usato principalmente per lo studio a differenza di quello orizzontale usato prettamente per i concerti. Le differenze con il pianoforte orizzontale sono molte a partire dell'ampiezza della cassa armonica che è molto minore di quella di un pianoforte orizzontale. Le corde sono disposte verticalmente (quelle più gravi anche diagonalmente) e ad ogni nota corrispondono a seconda del tipo di suono, gruppi di una, due o tre corde. Sono forniti spesso di un pedale posto al centro chiamato sordina che serve per interporre tra i martelletti e le corde un panno di feltro che attutisce il suono e lo rende più ovattato: è stato creato principalmente per non dare troppo fastidio ai condomini di un palazzo. Nel corso della storia il pianoforte verticale ha subito molte modifiche; vennero create così anche diverse tipologie.&lt;br /&gt;a giraffa: è il prototipo più antico di pianoforte verticale, inventato tra il &lt;a title="XVIII secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XVIII_secolo"&gt;XVIII&lt;/a&gt; e la prima metà del &lt;a title="XIX secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XIX_secolo"&gt;XIX secolo&lt;/a&gt;. Fu inventato nel &lt;a title="1739" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1739"&gt;1739&lt;/a&gt; da Domenico Del Mela, originario del &lt;a title="Mugello" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mugello"&gt;Mugello&lt;/a&gt;. La sua meccanica sta sopra alla tastiera, dietro alla tavola armonica. Non è fornito di scappamento.&lt;br /&gt;a piramide: fu costruito nel &lt;a title="XVIII secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XVIII_secolo"&gt;XVIII secolo&lt;/a&gt; e fu utilizzato molto a &lt;a title="Vienna" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vienna"&gt;Vienna&lt;/a&gt;. È molto simile ad un pianoforte verticale, ma la sua cassa armonica è a forma piramidale.&lt;br /&gt;cabinet: in italiano significa armadio; fu costruito per la prima volta in &lt;a title="Inghilterra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Inghilterra"&gt;Inghilterra&lt;/a&gt; nella prima metà del &lt;a title="XX secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XX_secolo"&gt;XX secolo&lt;/a&gt;. Le caviglie e il somiere sono sulla sommità, mentre l'attacco delle corde è vicino al pavimento. Questa disposizione fu inventata contemporaneamente sia dall'inglese John Isaac Hawkins (&lt;a title="1772" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1772"&gt;1772&lt;/a&gt;-&lt;a title="1855" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1855"&gt;1855&lt;/a&gt;) che dal viennese Matthias Müller (&lt;a title="1770" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1770"&gt;1770&lt;/a&gt; ca.-&lt;a title="1844" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1844"&gt;1844&lt;/a&gt;). Ha la meccanica English sticker action e a baionetta.&lt;br /&gt;pianino: fu inventato a &lt;a title="Parigi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parigi"&gt;Parigi&lt;/a&gt; nel &lt;a title="1815" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1815"&gt;1815&lt;/a&gt; da Ignaz Josef Pleyel e commercializzato con il nome di "pianino". Parte della meccanica fu però svluppata da Robert Wornum (&lt;a title="1780" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1780"&gt;1780&lt;/a&gt;-&lt;a title="1852" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1852"&gt;1852&lt;/a&gt;) intorno al &lt;a title="1810" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1810"&gt;1810&lt;/a&gt;: egli applicò al pianoforte verticale un sistema di corde incrociate diagonalmente così da non dover ridurre la loro lunghezza nonostante le dimensioni ridotte dello strumento. Nel &lt;a title="1826" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1826"&gt;1826&lt;/a&gt; creò la meccanica a baionetta (english tape action), che derivava dalla english sticker action.&lt;br /&gt;rettangolare (o a tavolo): la pianta è rettangolare; la tavola armonica sta sulla destra, mentre la tastiera è a sinistra. Il primo modello fu realizzato nel &lt;a title="1766" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1766"&gt;1766&lt;/a&gt; da Johannes Zumpe (&lt;a title="1726" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1726"&gt;1726&lt;/a&gt;-&lt;a title="1790" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1790"&gt;1790&lt;/a&gt;) a &lt;a title="Londra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Londra"&gt;Londra&lt;/a&gt;. Ebbe un notevole successo verso le fine della seconda metà del &lt;a title="Settecento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Settecento"&gt;Settecento&lt;/a&gt; prima in &lt;a title="Inghilterra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Inghilterra"&gt;Inghilterra&lt;/a&gt; e poi in tutta &lt;a title="Europa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Europa"&gt;Europa&lt;/a&gt;, grazie alle dimensioni ridotte e al basso costo, nonché al gradevole suono che produceva. Fu usato soprattutto in ambito domestico, ma in seguito venne sostituito dal modello verticale.&lt;br /&gt;pianola: la &lt;a title="Pianola" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pianola"&gt;pianola&lt;/a&gt; è un apparecchio musicale automatico, senza sfumature di tono automatico. Il nome pianola deriva da una marca della Aeolian Company di &lt;a title="New York City" href="http://it.wikipedia.org/wiki/New_York_City"&gt;New York City&lt;/a&gt;. In Germania la Ditta Hupfeld di &lt;a title="Lipsia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lipsia"&gt;Lipsia&lt;/a&gt; produsse un sistema simile, chiamato Phonola. Le prime pianole furono prototipi; non avevano alcun sistema tecnico nella tastiera, ma suonavano con dita in legno imbottite su un pianoforte o pianoforte a coda, posatovi di fronte.&lt;br /&gt;digitale: il &lt;a title="Pianoforte digitale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pianoforte_digitale"&gt;pianoforte digitale&lt;/a&gt; è uno strumento integralmente elettronico, particolarmente mirato però a riprodurre le sonorità ed il tocco del pianoforte acustico.&lt;br /&gt;tastiera: la &lt;a title="Tastiera (strumento)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tastiera_%28strumento%29"&gt;tastiera&lt;/a&gt; è uno &lt;a title="Strumento musicale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strumento_musicale"&gt;strumento musicale&lt;/a&gt; elettronico in grado di riprodurre i timbri di molti strumenti musicali attraverso un &lt;a title="Sintetizzatore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sintetizzatore"&gt;sintetizzatore&lt;/a&gt;, azionato mediante la pressione di tasti, analoghi a quelli del pianoforte. Spesso è munita di &lt;a title="Altoparlante" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Altoparlante"&gt;altoparlanti&lt;/a&gt; interni, mentre alcuni modelli necessitano di essere collegati a cuffie o amplificatori esterni.&lt;br /&gt;elettrico: il &lt;a title="Pianoforte elettrico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pianoforte_elettrico"&gt;pianoforte elettrico&lt;/a&gt; è uno &lt;a title="Strumento musicale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strumento_musicale"&gt;strumento musicale&lt;/a&gt; elettromeccanico a &lt;a title="Tastiera (musica)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tastiera_%28musica%29"&gt;tastiera&lt;/a&gt; molto in voga negli anni &lt;a title="Anni 1960" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anni_1960"&gt;'60&lt;/a&gt; e &lt;a title="Anni 1970" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anni_1970"&gt;'70&lt;/a&gt;, appartenente alla categoria degli &lt;a title="Elettrofoni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elettrofoni"&gt;elettrofoni&lt;/a&gt;. Il primo modello fu costruito dalla C. Bechstein Pianofortefabrik nel &lt;a title="1931" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1931"&gt;1931&lt;/a&gt;, era un pianoforte a coda munito di pick-up elettromagnetici ed aveva nome Neo-Bechstein.&lt;br /&gt;da viaggio: è un modello che risale alla seconda metà del &lt;a title="XVIII secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XVIII_secolo"&gt;XVIII secolo&lt;/a&gt;. La sua meccanica è semplice e senza scappamento (Prellmechanick). È uno strumento portatile e non ha supporti particolari, ma solo delle maniglie per il trasporto. Non viene più utilizzato.&lt;br /&gt;nécessaire: è sostanzialmente un mobile abbastanza piccolo con cassetti e scompartimenti, destinato all'uso femminile, con all'interno una tastiera. Risale al &lt;a title="XIX secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XIX_secolo"&gt;XIX secolo&lt;/a&gt;, ma è ormai caduto in disuso.&lt;br /&gt;per fanciulli nécessaire: è uno strumento di piccole dimensioni, fatto su misura per i bambini piccoli. La meccanica è molto semplice e non è provvisto di particolari supporti. Anche questo modello non è più utilizzato e di conseguenza non esiste più. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7106097055654099039-5881149287001872138?l=musicaesax.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://musicaesax.blogspot.com/feeds/5881149287001872138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7106097055654099039&amp;postID=5881149287001872138' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7106097055654099039/posts/default/5881149287001872138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7106097055654099039/posts/default/5881149287001872138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://musicaesax.blogspot.com/2007/06/il-pianoforte-una-delle-mie-passioni.html' title=''/><author><name>Salvatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13672927348502484927</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZQaK4th4ED0/RmSCGuVBYGI/AAAAAAAAAAM/GikIye9_nAo/s72-c/Piano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7106097055654099039.post-405761095055410561</id><published>2007-06-04T14:16:00.000-07:00</published><updated>2007-06-04T14:18:52.999-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;SASSOFONO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sassofono, saxofono, o semplicemente sax è uno &lt;a title="Strumento musicale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strumento_musicale"&gt;strumento musicale&lt;/a&gt; ad &lt;a title="Ancia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ancia"&gt;ancia semplice&lt;/a&gt; della famiglia degli &lt;a title="Aerofoni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aerofoni"&gt;aerofoni&lt;/a&gt;. Il sassofono è inserito nella famiglia dei &lt;a title="Legni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legni"&gt;legni&lt;/a&gt; poiché, nonostante il corpo dello strumento sia normalmente di metallo (spesso di &lt;a title="Ottone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ottone"&gt;ottone&lt;/a&gt;, motivo per cui viene spesso impropriamente inserito tra gli ottoni), l'emissione del suono è provocata dalla vibrazione di un'ancia, costruita in legno. Inoltre, la lunghezza della colonna d'aria (e quindi l'altezza del suono prodotto) viene modificata attraverso dei fori sul corpo dello strumento (controllati da &lt;a title="Chiave (strumenti a fiato)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiave_%28strumenti_a_fiato%29"&gt;chiavi&lt;/a&gt;). Fu inventato da &lt;a title="Adolphe Sax" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adolphe_Sax"&gt;Adolphe Sax&lt;/a&gt; nel &lt;a title="1841" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1841"&gt;1841&lt;/a&gt; e &lt;a title="Brevetto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Brevetto"&gt;brevettato&lt;/a&gt; il &lt;a title="22 giugno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/22_giugno"&gt;22 giugno&lt;/a&gt; del &lt;a title="1846" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1846"&gt;1846&lt;/a&gt;. Ha avuto una grandissima e veloce espansione in moltissimi generi &lt;a title="Musica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Musica"&gt;musicali&lt;/a&gt; grazie alle sue doti di espressività e duttilità.&lt;br /&gt;In generale la famiglia dei sax è presente in quasi tutti i generi musicali moderni (anche se è meno rappresentato nel &lt;a title="Rock" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rock"&gt;rock&lt;/a&gt; e nella musica elettrica in generale): anche la recente tendenza verso la musica sintetica e campionata ha solo scalfito la sua popolarità. A causa della sua recente invenzione, nella &lt;a title="Musica classica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Musica_classica"&gt;musica classica&lt;/a&gt; il sassofono è un po' penalizzato dalla limitata letteratura, ma è tuttavia presente, anche con ruoli di rilievo, nelle &lt;a title="Orchestra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Orchestra"&gt;orchestre&lt;/a&gt; sinfoniche (si ricordi l' &lt;a title="Assolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Assolo"&gt;assolo&lt;/a&gt; per sax alto in Il Vecchio Castello dai Quadri di un'esposizione di &lt;a title="Modest Mussorgsky" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Modest_Mussorgsky"&gt;Mussorgsky&lt;/a&gt; orchestrati da &lt;a title="Maurice Ravel" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maurice_Ravel"&gt;Maurice Ravel&lt;/a&gt; nel 1922). Esiste inoltre un crescente corpus di musica cameristica originale per sassofoni (spesso in quartetto) e di trascrizioni. Dotato di una voce potente e di grande proiezione di suono, il sassofono ha un vasto uso &lt;a title="Banda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Banda"&gt;bandistico&lt;/a&gt; (ad esempio è molto impiegato nelle bande militari &lt;a title="USA" href="http://it.wikipedia.org/wiki/USA"&gt;americane&lt;/a&gt;): per questo motivo fu quasi subito presente nelle prime formazioni &lt;a title="Jazz" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jazz"&gt;jazz&lt;/a&gt;, un genere musicale di cui è diventato il simbolo.&lt;br /&gt;&lt;a id="Tipi_di_sassofono" name="Tipi_di_sassofono"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: Tipi di sassofono" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sassofono&amp;action=edit&amp;amp;section=1"&gt;modifica&lt;/a&gt;] Tipi di sassofono&lt;br /&gt;La famiglia dei sassofoni, come concepita da Adolphe Sax, ha 14 membri, di cui solo sei sono ancora in uso. In ordine di crescente altezza gli strumenti sono:&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Jay C. Easton e la sua famiglia di sax: contrabasso, basso, baritono, tenore, C melody, alto, mezzo-soprano in Fa, soprano, soprano in Do, sopranino. (foto Adrienne Easton)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:JayCEastonSaxFamily.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:JayCEastonSaxFamily.jpg"&gt;&lt;/a&gt;Jay C. Easton e la sua famiglia di sax: contrabasso, basso, baritono, tenore, C melody, alto, mezzo-soprano in Fa, soprano, soprano in Do, sopranino. (foto Adrienne Easton)&lt;br /&gt;il &lt;a class="new" title="Sassofono subcontrabbasso" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sassofono_subcontrabbasso&amp;action=edit"&gt;sassofono subcontrabbasso&lt;/a&gt; in Sib: progettato da &lt;a title="Adolphe Sax" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adolphe_Sax"&gt;Adolphe Sax&lt;/a&gt;, non fu mai realizzato né da lui né in seguito. Esiste solo come &lt;a title="Tubax" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tubax"&gt;tubax&lt;/a&gt; in Sib. La sua estensione è un'ottava sotto il sax basso.&lt;br /&gt;il &lt;a class="new" title="Sassofono contrabbasso" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sassofono_contrabbasso&amp;amp;action=edit"&gt;sassofono contrabbasso&lt;/a&gt; in Mib: estremamente ingombrante, pesante e raro (pare che al mondo ne esistano solo sei funzionanti). Una versione più maneggevole e suonabile è stata realizzata nel &lt;a title="1999" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1999"&gt;1999&lt;/a&gt;: il &lt;a title="Tubax" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tubax"&gt;tubax&lt;/a&gt; in Mib. Si tratta di uno strumento di concezione diversa, dal canneggio meno conico e più ergonomico, in qualche modo simile ad un &lt;a title="Sarrusofono" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sarrusofono"&gt;sarrusofono&lt;/a&gt; ad ancia semplice). La sua estensione è un'ottava sotto il baritono.&lt;br /&gt;il &lt;a class="new" title="Sassofono basso" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sassofono_basso&amp;action=edit"&gt;sassofono basso&lt;/a&gt; in Sib: anche questo è uno strumento che s'incontra raramente, con estensione di un'ottava sotto il tenore. Costituisce il basso fondamentale dell'orchestra standard di sassofoni (12 elementi, dal sopranino al basso).&lt;br /&gt;il &lt;a title="Sassofono baritono" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sassofono_baritono"&gt;sassofono baritono&lt;/a&gt; in Mib: è il sassofono di uso comune dall'intonazione più grave: viene suonato abitualmente senza particolari supporti (mentre gli strumenti più gravi vengono normalmente appoggiati a terra tramite treppiedi o sostegni simili). Tra i sassofoni comuni, si distingue per le dimensioni e la caratteristica voluta del collo. La sua estensione, una quarta sotto il tenore, va dal Reb3 al La5. Spesso viene realizzato con la campana allungata per poter suonare anche il La grave (Do3 reale).&lt;br /&gt;il &lt;a title="Sassofono tenore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sassofono_tenore"&gt;sassofono tenore&lt;/a&gt; in Sib: la sua estensione è una quarta sopra il baritono (dal Lab3 al Mi6). Di uso comune, incarna l'immagine del sassofono nell'iconografia popolare. Si riconosce per via della caratteristica "gobba" del collo.&lt;br /&gt;il &lt;a class="new" title="Sassofono C melody" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sassofono_C_melody&amp;amp;action=edit"&gt;sassofono C melody&lt;/a&gt; (C-Melody sax) in Do, un tenore non traspositore, oggi è molto raro.&lt;br /&gt;il &lt;a title="Sassofono contralto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sassofono_contralto"&gt;sassofono contralto&lt;/a&gt; o "alto" in Mib: di uso comune, è esteso a partire da una quarta sopra il tenore (dal Reb4 al La6). Tra tutti gli strumenti della famiglia, è quello che offre il miglior compromesso tra dimensioni, peso, imboccatura, ergonomia delle mani e problemi d'intonazione: per questo motivo è spesso consigliato come primo strumento.&lt;br /&gt;il &lt;a class="new" title="Sassofono mezzo-soprano" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sassofono_mezzo-soprano&amp;action=edit"&gt;sassofono mezzo-soprano&lt;/a&gt; in Fa: sorta di contralto più piccolo, dal collo tipicamente inclinato di circa 45 gradi rispetto al fusto. Fu prodotto in forma diritta dalla &lt;a class="new" title="Conn" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Conn&amp;amp;action=edit"&gt;Conn&lt;/a&gt; con il nome di &lt;a class="new" title="Conn-O-Sax" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Conn-O-Sax&amp;action=edit"&gt;Conn-O-Sax&lt;/a&gt;: questo era una sorta di incrocio tra il sassofono e l'&lt;a title="Heckelphon" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Heckelphon"&gt;heckelphon&lt;/a&gt;, dalla caratteristica campana a pera. A causa dello scarso successo commerciale molti strumenti furono utilizzati in fabbrica per insegnare agli apprendisti i principi della riparazione e costruzione degli strumenti (e quindi distrutti). Entrambe questi strumenti sono oggi molto rari.&lt;br /&gt;il &lt;a title="Sassofono soprano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sassofono_soprano"&gt;sassofono soprano&lt;/a&gt; in Sib: esteso a partire da una quarta sopra il contralto, dal Lab4 al Mi7. Normalmente diritto, esiste anche in versione curva. I problemi di costruzione (i fori portavoce sono molto piccoli) lo hanno reso per molto tempo uno strumento con gravi problemi d'intonazione limitandone l'uso. Nella musica moderna è tornato in auge a partire dagli anni 1940, grazie a &lt;a title="Sidney Bechet" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sidney_Bechet"&gt;Sidney Bechet&lt;/a&gt; e &lt;a title="John Coltrane" href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Coltrane"&gt;John Coltrane&lt;/a&gt;. Il timbro è tipicamente nasale e sottile. Si tratta del più acuto sassofono di uso comune.&lt;br /&gt;il &lt;a title="Sassofono soprano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sassofono_soprano"&gt;sassofono soprano&lt;/a&gt; in Do: come il C-melody, intonato un'ottava sopra. Estremamente raro.&lt;br /&gt;il &lt;a title="Sassofono sopranino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sassofono_sopranino"&gt;sassofono sopranino&lt;/a&gt; in Mib: molto raro, strumento più acuto della tipica orchestra di sassofoni.&lt;br /&gt;il &lt;a class="new" title="Sassofono sopranissimo" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sassofono_sopranissimo&amp;amp;action=edit"&gt;sassofono sopranissimo&lt;/a&gt; in Sib: questo raro strumento fu messo a punto da &lt;a class="new" title="Benedikt Eppelsheim" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Benedikt_Eppelsheim&amp;action=edit"&gt;Benedikt Eppelsheim&lt;/a&gt; nel &lt;a title="2002" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2002"&gt;2002&lt;/a&gt; ed è stato battezzato "soprillo" dall'inventore. Di dimensioni pari a quelle di un &lt;a title="Ottavino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ottavino"&gt;ottavino&lt;/a&gt;, la sua costruzione ha richiesto l'applicazione di un foro portavoce dentro al bocchino.&lt;br /&gt;La famiglia di strumenti tagliati in Do e in Fa, per uso orchestrale, proposta e realizzata da Sax, è oggi completamente caduta in disuso, anche se il 'C melody sax' conobbe un momento di popolarità agli inizi del secolo scorso.&lt;br /&gt;Il tedesco Benedikt Eppelsheim produce sax speciali agli estremi della scala tra cui i già citati tubax e soprillo: la particolarità del suo sforzo consiste nel produrre strumenti effettivamente suonabili (mentre già il normale sax basso è notorio per avere orrendi problemi di intonazione). Ad esempio, il sassofonista statunitense &lt;a title="Anthony Braxton" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anthony_Braxton"&gt;Anthony Braxton&lt;/a&gt;, che da sempre ama confrontarsi con strumenti inusuali, si è prodotto in performance con il tubax. Nei pochi anni dall'invenzione, sono già stati prodotti più tubax che sax contrabbassi ordinari.&lt;br /&gt;&lt;a id="Sassofoni_eterodossi" name="Sassofoni_eterodossi"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: Sassofoni eterodossi" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sassofono&amp;amp;action=edit&amp;section=2"&gt;modifica&lt;/a&gt;] Sassofoni eterodossi&lt;br /&gt;Nel corso degli anni e soprattutto tra gli anni '20 e gli anni '50 del ventesimo secolo, quando il sax andava molto di moda, furono inventati molti strumenti simili al sax, dal saxello (sax soprano semicurvo, somigliante ad una S allungata: oggi di uso raro), al manzello (un saxello modificato su specifiche di &lt;a title="Roland Kirk" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roland_Kirk"&gt;Roland Kirk&lt;/a&gt;), allo stritch (un contralto diritto), a strumenti col canneggio estremamente sottile (Rotophone Bottali). La maggior parte di questi strumenti fu dimenticata, come accadde al &lt;a title="Sarrusofono" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sarrusofono"&gt;sarrusofono&lt;/a&gt; (di cui il rotophone Bottali era un ibrido). Unico tra i concorrenti del sax ad avere una certa vita individuale e un repertorio, questo strumento ad ancia doppia fu inventato da &lt;a class="new" title="Pierre Auguste Sarrus" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pierre_Auguste_Sarrus&amp;amp;action=edit"&gt;Pierre Auguste Sarrus&lt;/a&gt; e prodotto da &lt;a class="new" title="Pierre-Louis Gautrot" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pierre-Louis_Gautrot&amp;action=edit"&gt;Pierre-Louis Gautrot&lt;/a&gt; nel &lt;a title="1856" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1856"&gt;1856&lt;/a&gt; in concorrenza con Adolphe Sax (il combattivo Sax citò entrambi in tribunale, perdendo però la causa). Il &lt;a title="Sarrusofono" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sarrusofono"&gt;sarrusofono&lt;/a&gt; rivide per poco la luce della ribalta ad opera di &lt;a title="Sidney Bechet" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sidney_Bechet"&gt;Sidney Bechet&lt;/a&gt;, prima che quest'ultimo si desse al sax soprano.&lt;br /&gt;&lt;a id="Storia_del_sassofono" name="Storia_del_sassofono"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: Storia del sassofono" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sassofono&amp;amp;action=edit&amp;section=3"&gt;modifica&lt;/a&gt;] Storia del sassofono&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Adolphe Sax" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Adolphe_Sax.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Adolphe_Sax.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a title="Adolphe Sax" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adolphe_Sax"&gt;Adolphe Sax&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il belga Antoine Joseph Sax, detto &lt;a title="Adolphe Sax" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adolphe_Sax"&gt;Adolphe Sax&lt;/a&gt; (&lt;a title="1814" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1814"&gt;1814&lt;/a&gt;-&lt;a title="1894" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1894"&gt;1894&lt;/a&gt;), cercò per tutta la vita di perfezionare gli strumenti a fiato: inventò dispositivi per migliorarne l'intonazione, il suono e la facilità di esecuzione, depositando 33 brevetti.&lt;br /&gt;Dopo essersi concentrato su vari aereofoni, e soprattutto sui clarinetti, Sax costruì uno strumento che univa l'imboccatura ad ancia semplice del clarinetto, un sistema di chiavi ispirato al clarinetto, all'oboe ed al flauto ed un canneggio conico in metallo. Questo "ibrido", pur appartenendo alla famiglia dei legni ed avendone la flessibilità tecnica, permette un grande volume di suono, paragonabile a quello degli ottoni. Si trattava di un sassofono baritono in Fa, di cui costruì un primo prototipo nel &lt;a title="1842" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1842"&gt;1842&lt;/a&gt; a &lt;a title="Parigi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parigi"&gt;Parigi&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Nel &lt;a title="1844" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1844"&gt;1844&lt;/a&gt;, il sassofono fu presentato al pubblico per la prima volta all' Esposizione industriale di Parigi. Il &lt;a title="3 febbraio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/3_febbraio"&gt;3 febbraio&lt;/a&gt; dello stesso anno il compostore &lt;a title="Hector Berlioz" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hector_Berlioz"&gt;Hector Berlioz&lt;/a&gt;, grande amico di Sax, diresse in concerto il suo corale Canto Sacro (Hymne Sacrée), che aveva parti per sassofono. In dicembre il sassofono debuttò all'orchestra del &lt;a title="Conservatorio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conservatorio"&gt;Conservatorio&lt;/a&gt; di Parigi nell'opera di &lt;a class="new" title="Georges Kastner" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Georges_Kastner&amp;amp;action=edit"&gt;Georges Kastner&lt;/a&gt;, "&lt;a class="new" title="Le Dernier Roi de Juda" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Le_Dernier_Roi_de_Juda&amp;action=edit"&gt;Le Dernier Roi de Juda&lt;/a&gt;".&lt;br /&gt;Berlioz elogiò più volte lo strumento, a partire da un celebre articolo del giugno 1842 fino al lusinghiero capitolo dedicato al sassofono nel celebre "Trattato di strumentazione".&lt;br /&gt;Il &lt;a title="21 marzo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/21_marzo"&gt;21 marzo&lt;/a&gt; &lt;a title="1846" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1846"&gt;1846&lt;/a&gt;, Sax depositò il suo &lt;a title="Brevetto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Brevetto"&gt;brevetto&lt;/a&gt; per « una famiglia di strumenti a venti chiavi detta dei Sassofoni » che comprendeva otto strumenti. La riorganizzazione della musica reggimentale e l'adozione, nel 1845, degli strumenti di Sax (sassofoni, saxhorn, saxtrombe e saxtube) da parte delle bande dell'esercito francese, misero Sax nella posizione di avere il monopolio per la fornitura dei suoi strumenti. Per promuovere questo esito, egli aveva organizzato un pubblico "scontro" tra due bande, il &lt;a title="22 aprile" href="http://it.wikipedia.org/wiki/22_aprile"&gt;22 aprile&lt;/a&gt; &lt;a title="1845" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1845"&gt;1845&lt;/a&gt; al Champ de Mars, cui parteciparono 20.000 spettatori ed una giuria qualificata. I 45 elementi che suonavano strumenti tradizionali furono surclassati dai 38 elementi dotati di strumenti inventati o perfezionati da Sax.&lt;br /&gt;Il suo brevetto scadde nel &lt;a title="1866" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1866"&gt;1866&lt;/a&gt; e la ditta Millerau fece brevettare il Saxophone-Millereau, con una chiave biforcata per il Fa#. Nel &lt;a title="1881" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1881"&gt;1881&lt;/a&gt;, Sax estese il suo brevetto originale, allungando la campana per alloggiarvi il foro del Sib grave e aggiungendo un portavoce per poter suonare il Fa# e il sol acuti.&lt;br /&gt;Tra il &lt;a title="1886" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1886"&gt;1886&lt;/a&gt; e il &lt;a title="1887" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1887"&gt;1887&lt;/a&gt;, l' Association Des Ouvriers inventò la chiave del trillo per la mano destra, il sistema dei mezzi fori per le prime dita della mano, l'anello di regolazione dell'accordatura e ll chiave doppia e perfezionò il meccanismo per cui la chiave del sol diesis poteva essere tenuta premuta assieme a qualsiasi dito della mano destra e apportò altre migliorie al Fa# biforcato e al Sib grave. Nel &lt;a title="1888" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1888"&gt;1888&lt;/a&gt;, Lecomte inventa la chiave d'ottava semplice e dei sistemi di rulli per il modello Contrabbasso in Mib.&lt;br /&gt;Sax fu il primo insegnante di sassofono al Conservatorio Superiore di Parigi, dal &lt;a title="1857" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1857"&gt;1857&lt;/a&gt; fino alla chiusura nel &lt;a title="1870" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1870"&gt;1870&lt;/a&gt; dovuta alla guerra franco-prussiana. In Italia, il &lt;a class="new" title="Conservatorio di Bologna" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Conservatorio_di_Bologna&amp;action=edit"&gt;Conservatorio di Bologna&lt;/a&gt; adottò gli strumenti di Sax su consiglio di &lt;a title="Gioacchino Rossini" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gioacchino_Rossini"&gt;Gioacchino Rossini&lt;/a&gt; nel &lt;a title="1844" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1844"&gt;1844&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Dopo alterne e tempestose vicende, l'industrioso e geniale Adolphe Sax morì in miseria a Parigi nel 1894.&lt;br /&gt;La società "Adolphe Sax &amp;amp; Cie" fu acquistata dalla società "H.Selmer &amp; Cie" nel &lt;a title="1928" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1928"&gt;1928&lt;/a&gt; (il primo sassofono Selmer - il modello 22 - era uscito nel &lt;a title="1921" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1921"&gt;1921&lt;/a&gt;). Da allora la &lt;a class="new" title="Selmer" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Selmer&amp;amp;action=edit"&gt;Selmer&lt;/a&gt; ha contribuito a migliorare lo strumento con il quale aveva conquistato i mercati europei e americani, conquistandosi una posizione d'eccellenza che dura ancora oggi. La maggior parte dei fabbricanti di sassofoni (&lt;a class="new" title="Buffet-Crampon" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Buffet-Crampon&amp;action=edit"&gt;Buffet-Crampon&lt;/a&gt;, &lt;a class="new" title="Millereau" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Millereau&amp;amp;action=edit"&gt;Millereau&lt;/a&gt;, &lt;a class="new" title="Gautrot" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Gautrot&amp;action=edit"&gt;Gautrot&lt;/a&gt;, &lt;a class="new" title="Couesnon" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Couesnon&amp;amp;action=edit"&gt;Couesnon&lt;/a&gt;) presenti in Francia alla fine del XIX secolo, sono stati gradualmente sopiiantati da marchi internazionali quali &lt;a title="Adler" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adler"&gt;Adler&lt;/a&gt;, &lt;a class="new" title="Huller" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Huller&amp;action=edit"&gt;Huller&lt;/a&gt; (Germani), &lt;a class="new" title="Keilwerth" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Keilwerth&amp;amp;action=edit"&gt;Keilwerth&lt;/a&gt;, &lt;a title="Yamaha" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yamaha"&gt;Yamaha&lt;/a&gt; e &lt;a class="new" title="Yanagisawa" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Yanagisawa&amp;action=edit"&gt;Yanagisawa&lt;/a&gt; (Giappone), che talvolta ravvivano a fini commerciali famosi marchi del passato (è il caso dell'italiana Grassi, il cui nome è di recente risorto grazie ad un fabbricante coreano). Esistono inoltre innumerevoli marchi commerciali ("stencil") applicati a strumenti economici da studio prodotti in grande serie da aziende poco note (basate soprattutto a &lt;a title="Taiwan" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Taiwan"&gt;Taiwan&lt;/a&gt;) e destinati al mercato dei principianti.&lt;br /&gt;&lt;a id="Anatomia_dello_strumento" name="Anatomia_dello_strumento"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: Anatomia dello strumento" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sassofono&amp;amp;action=edit&amp;section=4"&gt;modifica&lt;/a&gt;] Anatomia dello strumento&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Chiavi di un sassofono (sax tenore)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Sax_Keys.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Sax_Keys.jpg"&gt;&lt;/a&gt;Chiavi di un sassofono (sax tenore)&lt;br /&gt;Il sax deriva dal &lt;a title="Clarinetto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Clarinetto"&gt;clarinetto&lt;/a&gt; come suggerisce la somiglianza di forma tra un clarinetto basso e il sax. Dopo aver realizzato clarinetti tradizionali, Adolphe Sax sperimentò clarinetti a 24 chiavi e clarinetti bassi completamente in &lt;a title="Ottone (metallo)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ottone_%28metallo%29"&gt;ottone&lt;/a&gt;, fino ad arrivare al sax. Rispetto al clarinetto, che ha un corpo cilindrico, l'inventore adottò un canneggio conico che permetteva una maggiore proiezione del suono e consentiva di mantenere le stesse posizioni delle dita (diteggiatura) per l'ottava grave e quella acuta.&lt;br /&gt;Il sassofono è composto da cinque elementi principali: il bocchino, il collo (o chiver (&lt;a title="Lingua inglese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_inglese"&gt;EN&lt;/a&gt;) ), il fusto, le &lt;a title="Chiave (strumenti a fiato)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiave_%28strumenti_a_fiato%29"&gt;chiavi&lt;/a&gt; e la campana. Negli strumenti di uso più comune (contralto, tenore e baritono) il bocchino e il collo sono separati e vengono montati sul corpo prima che lo strumento venga suonato. Corpo, chiavi e campana invece, costituiscono un corpo unico. Nel sax soprano, il collo talvolta è parte integrante dello strumento, talvolta è staccabile.&lt;br /&gt;Il sassofono viene suonato in piedi o seduti (più spesso per i modelli più pesanti o in situazioni orchestrali), ed è sospeso al collo del musicista tramite un apposito nastro (detto collarino) agganciato al corpo dello strumento. Esistono inoltre innumerevoli modelli di imbragature per scaricare più ergonomicamente il peso dello strumento. Sul corpo dello strumento è anche avvitato un gancio ricurvo nel quale viene inserito il pollice della mano destra dello strumentista per dare stabilità allo strumento durante l'esecuzione.&lt;br /&gt;&lt;a id="Tecniche_costruttive" name="Tecniche_costruttive"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: Tecniche costruttive" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sassofono&amp;amp;action=edit&amp;section=5"&gt;modifica&lt;/a&gt;] Tecniche costruttive&lt;br /&gt;Le parti metalliche del sassofono vengono lavorate secondo le più disparate tecniche della &lt;a title="Metallurgia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metallurgia"&gt;metallurgia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Anticamente il lavoro veniva svolto a mano: le lastre metalliche piane venivano avvolte intorno ad appositi stampi conici e saldate. La forma svasata della campana veniva ricavata tramite martellatura su apposite &lt;a title="Incudine" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Incudine"&gt;incudini&lt;/a&gt; in legno. I fori venivano praticati con apposite &lt;a title="Fresa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fresa"&gt;frese&lt;/a&gt; ed le proiezioni cilindriche che fungono da appoccio alla chiave chiusa (detti caminetti) saldati sui fori. Questo tipo di lavorazione è oggi riservata a strumenti artigianali di particolare pregio o a leghe metalliche che poco si adattano alla lavorazione meccanica.Nella moderna produzione in serie trovano ampio uso le &lt;a title="Pressa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pressa"&gt;presse&lt;/a&gt; ed una tecnica che prevede l'introduzione di acqua ad alta pressione all'interno dei fusti grezzi, per far aderire il metallo all'interno dello stampo conico. Inoltre i caminetti vengono normalmente estrusi da apposite macchine a controllo numerico: questo procedimento, che evita gli spigoli irregolari spesso lasciati dalle procedure di saldatura all'interno del corpo, ha anche l'effetto di migliorare l'acustica dello strumento.&lt;br /&gt;La lavorazione del fusto del sassofono prevederebbe una cosiddetta cottura, cioè una fase di lavorazione in cui il fusto viene portato ad alte temperature per favorirne la successiva risposta alle vibrazioni sonore. L'occhio esperto dell'artigiano è fondamentale per questo tipo di lavorazione. Successivamante vengono saldate a stagno tutte le colonnette su cui gireranno le chiavi ed altri elementi. Infine si cura la finitura superficiale (lucidatura, incisioni decorative, verniciatura o placcatura).&lt;br /&gt;Per la lavorazione delle &lt;a title="Chiave (strumenti a fiato)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiave_%28strumenti_a_fiato%29"&gt;chiavi&lt;/a&gt; ed altre informazioni, si veda alla voce relativa.&lt;br /&gt;Infine, rimane insostituibile il lavoro manuale in tutte le fasi di montaggio, rifinitura e regolazione: queste lavorazioni vengono svolte con cura nel caso di strumenti professionali, con maggiore fretta e scarsa attenzione ai particolari nel caso di produzione in grande serie (per ovvi motivi di economia).&lt;br /&gt;&lt;a id="Il_materiale" name="Il_materiale"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: Il materiale" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sassofono&amp;amp;action=edit&amp;section=6"&gt;modifica&lt;/a&gt;] Il materiale&lt;br /&gt;La maggior parte dei sassofoni è realizzata in leghe metalliche (che per gli strumenti di qualità è quasi sempre &lt;a title="Ottone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ottone"&gt;ottone&lt;/a&gt;) a qui viene applicata una finitura superficiale che può consistere di una laccatura lucida o da finiture con aspetto grezzo (a volte dette "brass") abbastanza di moda negli ultimi anni. Esistono anche strumenti con laccature colorate. Prima del 1960 erano abbastanza diffusi sassofoni economici placcati in &lt;a title="Nickel" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nickel"&gt;nickel&lt;/a&gt;, mentre fino agli anni '30 (in assenza di vernici adeguate) gli strumenti erano placcato in &lt;a title="Argento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Argento"&gt;argento&lt;/a&gt; (o &lt;a title="Oro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oro"&gt;oro&lt;/a&gt;) oppure lasciati privi di finitura. La campana è generalmente decorata con incisioni.&lt;br /&gt;La funzione della laccatura è soprattutto estetica e di protezione dalla corrosione, essendo abbastanza diffusa l'opinione che l'influsso della finitura superfciale sul suono del sassofono sia nulla o limitata (anche se alcuni sostengono il punto di vista opposto). L'influenza del materiale sul suono del sassofono è oggi oggetto di discussione, al punto che diverse aziende costruttrici hanno in catalogo strumenti interamente in &lt;a title="Argento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Argento"&gt;argento&lt;/a&gt;, in &lt;a title="Rame" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rame"&gt;rame&lt;/a&gt;, in &lt;a title="Bronzo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bronzo"&gt;bronzo&lt;/a&gt; o in varie leghe. Nella scelta del materiale subentrano all'opposto anche ragioni di tipo tecnologico ed economico: gli strumenti più economici sono prodotti con leghe morbide di facile e veloce lavorazione.&lt;br /&gt;Nel corso degli anni, sono stati sperimentati, con poca fortuna, altri materiali, quali ad esempio il legno. Negli anni 1950 e 1960 ebbe una certa diffusione un sassofono in plastica, prodotto dalla ditta inglese Grafton, che ebbe un suo periodo di notorietà durante il quale fu usato da alcuni importanti solisti, fra cui &lt;a title="Charlie Parker" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Charlie_Parker"&gt;Charlie Parker&lt;/a&gt;&lt;a title="" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sassofono#_note-0"&gt;[1]&lt;/a&gt; e &lt;a title="Ornette Coleman" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ornette_Coleman"&gt;Ornette Coleman&lt;/a&gt;.&lt;a title="" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sassofono#_note-1"&gt;[2]&lt;/a&gt; Lo strumento presentava alcuni inconvenienti: alcune chiavi erano diverse (richiedendo un opportuno periodo di pratica), e nel caso di rottura del fusto in plastica (relativamente frequente in caso di cadute) era necessario sostituirlo o fondere la plastica; inoltre il suono era piuttosto esile e lamentoso.&lt;br /&gt;&lt;a id="L.27ancia" name="L.27ancia"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: L'ancia" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sassofono&amp;action=edit&amp;amp;section=7"&gt;modifica&lt;/a&gt;] L'ancia&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Ancie per sassofono contralto e tenore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Saxophone_reeds-alto%2C_tenor.jpeg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Saxophone_reeds-alto%2C_tenor.jpeg"&gt;&lt;/a&gt;Ancie per sassofono contralto e tenore&lt;br /&gt;L'&lt;a title="Ancia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ancia"&gt;ancia&lt;/a&gt; è una lamina sagomata di &lt;a title="Legno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legno"&gt;legno&lt;/a&gt; (ricavata dai fusti di canna comune, &lt;a class="new" title="Arundo donax" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Arundo_donax&amp;action=edit"&gt;arundo donax&lt;/a&gt;, specie del genere &lt;a title="Arundo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arundo"&gt;arundo&lt;/a&gt;). Esistono anche ance ricoperte di plastica o realizzate in altri materiali (plastica, fibra di vetro, fibra di carbonio). Queste sono più omogenee e si adattano meglio del legno alle condizioni estreme di temperatura ed umidità, ma non hanno il calore del suono proprio del legno.&lt;br /&gt;Negli strumenti ad ancia semplice (come i sassofoni), il suonatore comprime l'ancia tra il labbro inferiore (che tiene ripiegato sull'arcata dentale per conferirgli rigidità) e la superficie piana del bocchino e soffia. Il getto d'aria così prodotto, oscillando dentro e fuori il canale delimitato dalla superficie dell'ancia e dalla cavità del bocchino, pone in vibrazione l'ancia stessa che funge così da emettitore del &lt;a title="Suono" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Suono"&gt;suono&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;L'ancia viene fissata al bocchino tramite un elemento detto legatura, che oggi è una fascetta realizzata in metallo o materiale sintetico: il nome deriva dal fatto che in passato veniva utilizzato a questo scopo del comune spago (cosa che alcuni strumentisti - soprattutto clarinettisti di scuola tedesca - fanno ancora oggi)&lt;br /&gt;&lt;a id="Il_bocchino" name="Il_bocchino"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: Il bocchino" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sassofono&amp;amp;action=edit&amp;section=8"&gt;modifica&lt;/a&gt;] Il bocchino&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Tre viste di un bocchino per sax contralto (bocchino marca Bari)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Mouthpc.png"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Mouthpc.png"&gt;&lt;/a&gt;Tre viste di un bocchino per sax contralto (bocchino marca Bari)&lt;br /&gt;Il suonatore di sassofono produce il suono applicando le labbra al bocchino, fissato all'estremità più sottile dello strumento. Il bocchino (rappresentato in figura), di dimensioni variabili a seconda dello strumento a cui viene applicato, è realizzato in &lt;a title="Ebanite" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ebanite"&gt;ebanite&lt;/a&gt;, in &lt;a title="Metallo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metallo"&gt;metallo&lt;/a&gt; (per un suono più aggressivo) o in &lt;a class="new" title="Tonolite" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Tonolite&amp;amp;action=edit"&gt;tonolite&lt;/a&gt; (un minerale di &lt;a title="Quarzo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Quarzo"&gt;quarzo&lt;/a&gt;), e modernamente anche in plastica. In passato furono usati anche il &lt;a title="Legno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legno"&gt;legno&lt;/a&gt; ed il &lt;a title="Vetro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vetro"&gt;vetro&lt;/a&gt; e alcuni produttori utilizzano ancor oggi legni pregiati, nonostante la fragilità del materiale e la sua tendenza a deteriorarsi al contatto con l'umidità del fiato. Il materiale influisce comunque marginalmente sulla qualità del suono: generalmente parlando, l'ebanite ha un suono caldo e morbido, mentre il metallo dà un suono più aggressivo. Il timbro è determinato comunque in misura determinante da altre caratteristiche costruttive e dalla scelta dell'ancia (vedi oltre).&lt;br /&gt;Il bocchino del sax è molto simile al bocchino del clarinetto dal quale deriva: internamente cavo, presenta un'estermità sottile (detta labbro) e - sulla faccia piana alla quale viene fissata l'ancia - una fenditura arrotondata che comunica con una cavità risonante interna (la camera): da qui vibrazioni vengono trasmesse al resto dello strumento attraverso l'accoppiamento con il collo.&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Bocchini per sax tenore in ebanite e in metallo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Mouthpiece_tenor_saxophone.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Mouthpiece_tenor_saxophone.jpg"&gt;&lt;/a&gt;Bocchini per sax tenore in ebanite e in metallo&lt;br /&gt;La faccia inferiore del bocchino è la superficie che contrasta l'ancia in vibrazione ed ha un profilo curvo (mostrato in figura), la cui forma ha una grande importanza nella determinazione dei parametri della vibrazione dell'ancia e del suono dello strumento.&lt;br /&gt;La forma di questa curva e la forma della camera risonante interna al bocchino, assieme al suo accoppiamento con l'ancia e a alla scelta di quest'ultima sono tra i parametri che determinano il suono dello strumento (un altro di questi parametri è la forma del collo strumento): l'influenza del resto dello strumento è assai inferiore.&lt;br /&gt;Il bocchino viene infilato sul collo dello strumento che ha una forma conica ed è, nella parte iniziale, rivestito da un foglio di &lt;a title="Sughero" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sughero"&gt;sughero&lt;/a&gt; (spesso lubrificato con appositi prodotti di consistenza cerosa) cosa che permette allo strumentista di regolare l'intonazione dello strumento variando la posizione del bocchino sul collo: a posizioni più avanzate, che diminuiscono la lunghezza ed il volume del sistema risonante, corrispondono intonazioni più acute.&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Chiver di sax tenore e assemblaggio di ancia, bocchino e chiver di un sax contralto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Chivers.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Chivers.JPG"&gt;&lt;/a&gt;Chiver di sax tenore e assemblaggio di ancia, bocchino e chiver di un sax contralto&lt;br /&gt;&lt;a id="Le_chiavi" name="Le_chiavi"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: Le chiavi" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sassofono&amp;action=edit&amp;amp;section=9"&gt;modifica&lt;/a&gt;] Le &lt;a title="Chiave (strumenti a fiato)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiave_%28strumenti_a_fiato%29"&gt;chiavi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le chiavi servono per chiudere e aprire i fori presenti nel fusto dello strumento, allo scopo di variare la lunghezza della colonna d'aria in risonanza all'interno dello strumento producendo così note di diversa altezza. Per il loro funzionamento, vedi la voce apposita.&lt;br /&gt;I sassofoni moderni hanno in media 23 piattelli premuti da nove dita del musicista: il pollice destro viene usato come punto di appoggio per assicurare l'equilibrio dello strumento. Il pollice sinistro poggia su un apposito bottone e concorre a controllare lo strumento. Inoltre, con la punta, aziona il &lt;a title="Foro portavoce" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Foro_portavoce"&gt;portavoce&lt;/a&gt;: questa è una chiave che, a parità di posizione, permette l'esecuzione delle note nella seconda ottava. Inoltre si utilizzano il palmo della mano sinistra (note della terza ottava, dal Re al Fa# e sopracuti) e la prima falange dell'indice destro (Sib e varie posizioni della terza ottava e sopracuti).&lt;br /&gt;Secondo la tecnica tradizionale, ogni chiave è associata ad un dito ben preciso, ed il suo piattello è posizionato nel punto più adatto ergonomicamente: per alcuni passaggi tecnici si possono utilizzare posizioni delle dita eterodosse. Esistono inoltre artigiani specializzati nella realizzazione di strumenti adatti a persone prive di qualche falange o addirittura di un'intera mano.&lt;br /&gt;&lt;a id="Tecnica" name="Tecnica"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: Tecnica" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sassofono&amp;action=edit&amp;amp;section=10"&gt;modifica&lt;/a&gt;] Tecnica&lt;br /&gt;&lt;a id="Notazione_e_ed_estensione" name="Notazione_e_ed_estensione"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: Notazione e ed estensione" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sassofono&amp;action=edit&amp;amp;section=11"&gt;modifica&lt;/a&gt;] Notazione e ed estensione&lt;br /&gt;Il sassofono è uno &lt;a title="Strumento traspositore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strumento_traspositore"&gt;strumento traspositore&lt;/a&gt;. Questo significa che gli spartiti, per tutti i sax, vengono scritti nella stessa chiave (la chiave di violino) e nella stessa estensione (dal sib sotto al rigo al fa diesis sopra al rigo in chiave di violino, con poche eccezioni) ma il risultato sonoro è diverso a seconda dello strumento utilizzato. In altre parole, la nota effettivamente prodotta (nota reale) leggendo e suonando la stessa nota di posizione su due sax diversi è diversa: così un Do scritto corrisponde a un Mib reale per un sax contralto e a un Sib reale per un sax tenore. In entrambi i casi gli strumentisti diranno "Sto suonando un Do", magari aggiungendo "..cioè un Mib/Sib reale" o "d'effetto" a beneficio degli altri componenti dell'ensemble.&lt;br /&gt;Grazie a questa convenzione un sassofonista può cambiare strumento agevolmente (ad una nota scritta corrisponde sempre la stessa posizione delle dita) ma è obbligato a leggere musica scritta espressamente per il suo strumento. Questa notazione, inoltre, elimina la differenza in altezza tra le estensioni dei diversi strumenti: lo stesso Do - scritto - suonato da un sax contralto e da un sax baritono produce note distanziate da un intervallo di ottava. In assenza di questa convenzione, gli strumenti più gravi della famiglia dovrebbero leggere in chiave di basso, cosa che effettivamente avveniva in passato. Per la famiglia di sax oggi più diffusa (in Sib e in Mib) vengono dunque prodotti spartiti rispetto ai quali le note reali sono, rispettivamente, un tono sotto e un tono e mezzo sopra.&lt;br /&gt;Questa circostanza dà ragione della popolarità, nella prima metà del 1900, del "C melody sax". Questo strumento, che era intonato in Do, non richiedeva la produzione di spartiti speciali, che all'epoca era piuttosto costosa: lo strumentista poteva leggere direttamente la musica per pianoforte (il suono risulta un'ottava sotto). Per questo il C Melody Sax si diffuse tra i musicisti in servizio nelle orchestre da ballo, ad esempio quelle impiegate sulle navi da crociera.&lt;br /&gt;In passato si usava dire che gli strumenti in Sib venivano scritti in "chiave di tenore", mentre quelli in Mib in "chiave di basso". Questa prassi contrasta con la realtà delle cose (tutta la musica per sax è scritta con la chiave di violino e gli accidenti opportunamente modificati, da sempre) e crea altri problemi, ma offre il vantaggio di poter definire immediatamente ogni suono scritto con il suo nome reale. Il musicista che segue questa convenzione fittizia non dice "Sto suonando un Do" quando suona una nota nel quarto spazio, ma la chiama direttamente "Si bemolle" o "Mi bemolle" a seconda dello strumento che ha in mano.&lt;br /&gt;&lt;a id="Bocchino_e_imboccatura" name="Bocchino_e_imboccatura"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[&lt;a title="Modifica della sezione: Bocchino e imboccatura" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sassofono&amp;action=edit&amp;amp;section=12"&gt;modifica&lt;/a&gt;] Bocchino e imboccatura&lt;br /&gt;La rigidità del sistema formato da bocchino ed ancia è determinata dalla durezza dell'ancia e dalle dimensioni del bocchino. Ogni strumentista trova con gli anni un proprio equilibrio tra la necessaria resistenza alla vibrazione (che comporta affaticamento ma permette il controllo del suono) e la facilità di emissione: questo equilibrio è la base del suono di ogni strumentista. Il giusto compromesso varia da persona a persona e permette di produrre un suono "bello" (secondo i paramenti del musicista) senza eccessiva fatica.&lt;br /&gt;In un bocchino, l'apertura indica lo spazio lasciato fra la punta dell'ancia e la punta dell'imboccatura. Questa è dovuta alla curvatura della faccia inferiore del bocchino e viene misurata dai produttori con una serie di speciali calibri. Ogni produttore poi assegna ai propri bocchini una sigla che ne esprime l'apertura ed altre caratteristiche: purtroppo il sistema di sigle è diverso a seconda del produttore il che rende arduo confrontare bocchini di diversa produzione (scopo al quale vengono costruite speciali tabelle).&lt;br /&gt;Un altro parametro importante è la lunghezza di ancia libera di vibrare, ovvero il punto in cui comincia la curvatura del bocchino. Una porzione di ancia libera molto lunga aumenta, assieme alla sensazione di rigidità o durezza dell'imboccatura, il volume del suono così come la sua aggressività. Effetti simili (maggior volume e - in misura minore - aggressività) si ottengono aumentando la rigidità (durezza) dell'ancia. Inoltre aperture maggiori rendono più problematico il controllo della pulizia del suono e dell'intonazione da parte del sassofonista.&lt;br /&gt;In linea generale, la pratica classica, normalmente insegnata nei &lt;a title="Conservatorio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conservatorio"&gt;conservatori&lt;/a&gt;, richiede bocchini di piccola apertura e ance molto dure (ance troppo morbide si fletterebbero troppo sotto la pressione del labbro del musicista ed occluderebbero il passaggio dell'aria), mentre la musica leggera incoraggia l'uso di bocchini aperti ed ance più morbide.&lt;br /&gt;Questa differenza si riflette in maniera marcata nelle qualità sonore del sax classico, che è più chiuso e si avvicina quasi al suono di un &lt;a title="Corno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corno"&gt;corno&lt;/a&gt; e del sax moderno che preferisce esaltare (a scapito della pulizia sonora) gli aspetti di colore del suono facendo anche ricorso ad effetti peculiari che possono coinvolgere l'uso della gola (growl) o della lingua (slap). Inoltre questa combinazione ancia-bocchino offre una maggiore presenza sonora (alto volume e suono chiaro) e permette di modificare l'intonazione fine di ogni nota a fini espressivi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7106097055654099039-405761095055410561?l=musicaesax.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://musicaesax.blogspot.com/feeds/405761095055410561/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7106097055654099039&amp;postID=405761095055410561' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7106097055654099039/posts/default/405761095055410561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7106097055654099039/posts/default/405761095055410561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://musicaesax.blogspot.com/2007/06/sassofono-il-sassofono-saxofono-o.html' title=''/><author><name>Salvatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13672927348502484927</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
